Lettori fissi

QUARESIMA 2012

35. Che è la Quaresima?

La Quaresima è un tempo di digiuno e di penitenza istituito dalla Chiesa per tradizione apostolica.

36. Per qual fine è istituita la Quaresima?

La Quaresima è istituita:
  1. per farci conoscere l’obbligo che abbiamo di far penitenza in tutto il tempo della nostra vita, di cui, secondo i santi Padri la Quaresima è la figura;
  2. per imitare in qualche maniera il rigoroso digiuno di quaranta giorni, che Gesù Cristo fece nel deserto;
  3. per prepararci coi mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua.

37. Perché il primo giorno di Quaresima si chiama il giorno delle Ceneri?

Il primo giorno di Quaresima si chiama giorno delle Ceneri, perché la Chiesa mette in quel giorno le sacre ceneri sul capo dei fedeli.

38. Perché la Chiesa nel principio della Quaresima usa imporre le sacre ceneri?

La Chiesa nel principio della Quaresima usa imporre le sacre ceneri, affinché noi ricordandoci che siamo composti di polvere, e colla morte dobbiamo ridurci in polvere, ci umiliamo e facciamo penitenza de’ nostri peccati mentre ne abbiamo il tempo.

39. Con quale disposizione dobbiamo noi ricevere le sacre ceneri?

Noi dobbiamo ricevere le sacre ceneri con cuor contrito ed umiliato, e con la santa risoluzione di passare la Quaresima nelle opere di penitenza.

40. Che cosa dobbiamo noi fare per passar bene la Quaresima secondo la mente della Chiesa?

Per passar bene la Quaresima secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare quattro cose:
  1. osservare esattamente il digiuno, e mortificarci non solamente nelle cose illecite e pericolose, ma ancora, per quanto si può, nelle cose lecite, come sarebbe moderarsi nelle ricreazioni;
  2. fare preghiere, limosine, ed altre opere di cristiana carità verso il prossimo più che in ogni altro tempo;
  3. ascoltare la parola di Dio non già per pura usanza o curiosità, ma per desiderio di mettere in pratica le verità che si ascoltano;
  4. essere solleciti a prepararci alla confessione, per rendere più meritorio il digiuno, e per disporci meglio alla Comunione pasquale.

41. In che consiste il digiuno?

Il digiuno consiste nel fare un solo pasto al giorno, e nell’astenersi dai cibi vietati.

42. Nei giorni di digiuno oltre l’unico pasto è vietata qualunque altra refezione?

Nei giorni di digiuno la Chiesa permette una leggiera refezione alla sera, o pure sul mezzogiorno quando l’unico pasto viene differito alla sera.

43. Chi è obbligato al digiuno?

Al digiuno sono obbligati tutti coloro che hanno compito il ventesimo primo anno e non ne sono legittimamente impediti.

44. Quelli che non sono obbligati al digiuno sono affatto esenti dalle mortificazioni?

Quelli che non sono obbligati al digiuno non sono affatto esenti dalle mortificazioni, perché niuno è dispensato dall’obbligo generale di far penitenza e perciò devono mortificarsi in altre cose secondo le loro forze.


  1.  Nella disciplina oggi vigente, il secondo precetto della Chiesa prescrive: “Santificare i giorni di penitenza secondo le disposizioni della Chiesa”, In pratica, è necessario ricordare quanto segue:
    1. Tutti i fedeli sono tenuti per legge divina a far penitenza.
    2. Per precetto della Chiesa si è tenuti alle seguenti norme:
      • Il tempo di Quaresima conserva la sua indole penitenziale.
      • Sono giorni di penitenza, da osservare obbligatoriamente, torri i venerdì dell'anno e il Mercoledì delle ceneri.
      • In tali giorni è prescritta l'astinenza dalle carni per chi ha compiuto i 14 anni. Il Mercoledì delle ceneri e il Venerdì santo, oltre all'obbligo dell'astinenza, c'è quello del digiuno per chi ha compiuto 21 anni e non è entrato ancora nei 60.
    3. La legge dell'astinenza vieta di mangiate carni, ma non uova, latticini e condimenti confezionati con grassi animali. La legge del digiuno prescrive un unico pasto; permette tuttavia altre due piccole assunzioni di cibo, a titolo di sostegno nelle attività della giornata.
    4. È data facoltà ai Vescovi di commutare in tutto o in parte l'astinenza e il digiuno con altre forme di penitenza, quali opere di carità ed esercizi di pietà. Tale commutazione è stata concessa dai Vescovi italiani ai loro fedeli per quanto concerne la legge dell'astinenza dalle carni, eccettuato però il tempo di Quaresima.  TRATTO it.wikisource.org/wiki/Catechismo_Maggiore/Feste/Parte_prima/Quar..)

SIMPOSIO MARIOLOGICO INTERNAZIONALE NEL 60° ANNIVERSARIO DEL DOGMA DELL'ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA. 13- 15 SETTEMBRE 2011 ABBAZIA DEL BUON CONSIGLIO FRIGENTO (AVELLINO)












BUON NATALE 2001.



E' Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E' Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E' Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E' Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Poesie di Natale di Madre Teresa di Calcutta




Vivo del tuo sguardo


Dio,
non ho nulla di me stesso:
tutto è tuo dono e sarà mio
solo se lo riceverà da te.

Sempre ricevo me
dalla tua mano.
È così e così deve essere.
Questa è la mia verità
e la mia gioia.

Di continuo il tuo occhio mi guarda
e io vivo del tuo sguardo,
o mio Creatore
e mia salvezza.

Insegnami a capire
nella calma del tuo presente,
che io sono;
e che io sono per opera tua,
e davanti a te e per te.

ROMANO GUARDINI




Per questo giorno, grazie


Mio Dio, che hai creato l'universo e i cieli,
tu rivesti il giorno
dello scoppio della luce
e la notte della dolcezza del sonno.
Ti rendo grazie per questo giorno,
lo faccio ora, al calar della sera.
Dal fondo del cuore, ti ringrazio;
ti amo del più puro amore
e adoro la tua grandezza.
Le ore della notte allontanano
la chiarezza del giorno,
ma la fede non ha tenebre
e la notte ne è illuminata.
Fa' che la mia anima vegli sempre
senza conoscere il peccato. 
La fede custodirà il mio riposo
da tutti i pericoli della notte. 
Sii tu il costante riposo
del mio cuore.
Non lasciare che l'astuzia del maligno
ne turbi la dolcezza.
Il riposo ristora le membra sfinite
e mi prepara, nuovo, al giorno;
consola il cuore affaticato
e dissolve l'angoscia dei pensieri. 
Per questo, prego il Cristo
e il Padre e lo Spirito Santo.

Inno dei primi secoli







L'IMPORTANTE E' SEMINARE

Ottaviano Menato
Semina semina:
l'importante è seminare
-poco, molto, tutto-
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perchè splenda intorno a te.
Semina le tue energie per affrontare le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio per risollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede
il tuo amore.
Semina le più piccole cose,
il nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra.




IL MIO NOME E' IO SONO
Stavo rimpiangendo il passato
e temevo il futuro.
Improvvisamente il mio Signore parlò:

"Il Mio nome è IO SONO"
Dio fece una pausa.
Attesi. Dio continuò:

Quando vivi nel passato con i tuoi
errori e rimpianti, è duro. Io non Sono lì.
Il Mio Nome non è IO ERO.

Quando vivi nel futuro con i suoi problemi e timori, è duro. Io non Sono lì.
Il mio Nome non è IO SARO'.

Quando vivi in questo momento non è duro.
IO SONO QUI.
Il mio Nome è IO SONO.
Poesia di autore anonimo






Tratte da: www.prayerpreg


PROPONIAMO DI SEGUITO ALCUNI CANTI NATALIZI.




















L'IMMACOLATA.

Maria e i giovani: Maria Cammina con noi  di padre Giancarlo Corsini


C’è una domanda nel vangelo che fa tremare i polsi, ed è Gesù stesso che la pone: “Quando il figlio dell'uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?”. Se non avessimo la certezza che Dio e con noi, che ci cammina accanto, e che sorregge i nostri passi spesso vacillanti, ci sarebbero motivi sufficienti per cedere allo scoramento e per vedere un orizzonte buio. Ma la certezza che Dio ci ama sempre e comunque, nonostante i nostri limiti e fallimenti, ci fa guardare avanti con fiducia e speranza.
In questi giorni di Avvento ed in particolare durante questa novena dell'Immacolata, ci viene di nuovo offerto in Maria un segno di sicura speranza e consolazione. Maria e il segno tangibile che Dio ci offre, un segno che dice a tutti con forza che il bene e più forte del male e che, alla fine, il bene vince sempre.
Maria e madre e discepola! E’ certamente la madre di Gesù, la madre del Figlio di Dio, e nel suo grembo 1o Spirito Santo, secondo una bella immagine dei Padri della Chiesa, ha tessuto la carne del Figlio dell' Altissimo. Maria e anche la madre di tutti noi, da quando Gesù dalla croce, ci ha affidati a lei nella persona di Giovanni. II vangelo dice che Giovanni I'accolse in casa sua: a te accogliere Maria, permettere a Maria di vivere con te e presso di te per averla madre, amica, compagna nel viaggio della vita. La sua presenza ed il suo aiuto ti sosterranno nei giorni difficili, quando la fede si colora di fatica, 0 quando la tentazione si fa incombente, e essa, accolta e amata, diventa fonte di santa gioia e “di speranza fontana vivace”.
Maria per te e per la Chiesa è modello dell'essere discepolo, per imparare a pensare con mente di discepolo, per amare con cuore di discepolo e per vivere nel quotidiano come un discepolo.
Maria diventa per ciascuno la nostalgia di un modo di essere e nello stesso tempo la misura alta di una vita che si fa dono. Pur nella sua grandezza e nella singolarità della sua realtà personale, e l’Immacolata Concezione, e colei che ti viene incontro completamente libera da ogni forma di peccato, e la donna dalla fede feriale, una fede che intride di se i gesti del quotidiano, fatto di piccole incombenze, di lavoro, di fatica, di gioie semplici, di gesti che diventano grandi perche fatti con amore e per amore. La bellezza di Maria ti e ci rapisce perche e il fascino di una vita segnata totalmente dalla Grazia, la Grazia della salvezza di Cristo, Signore e Maestro, Via, Verità e Vita.

GUARDA LA STELLA, INVOCA MARIA

Se si alzano i venti della tentazione,
se t'imbatti negli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria.
Se sei sbattuto dalle onde della superbia,
dell'ambizione, della calunnia, della gelosia,
guarda la stella, invoca Maria.
Se l'ira e l'avarizia o le lusinghe della carne
hanno scosso la navicella del tuo animo,
guarda la stella, invoca Maria.
Se, turbato dall'enormita' dei peccati,
confuso dall'indegnita' della coscienza,
impaurito dall'orrore del giudizio,
tu cominci ad essere inghiottito
nel baratro della tristezza,
nell'abisso della disperazione
pensa a Maria.
Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze,
pensa a Maria, invoca Maria.
Non si allontani dalla tua bocca,
non si allontani dal tuo cuore.
Amen !

PREGHIERA ALLA VERGINE, DI SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE

Ricordati, o vergine Maria, che non si è mai udito
che alcuno, ricorrendo al tuo patrocinio, implorando il tuo aiuto e la tua protezione,
sia stato da te abbandonato.
Animato da tale confidenza,
a te ricorro, o vergine delle vergini e madre mia,
a te io vengo e davanti a te me ne sto, povero peccatore gemente.
Non disprezzare le nostre suppliche, ma ascoltaci, propizia, ed esaudiscici. Amen
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AVVENTO 2011 MEDITAZIONI PER OGNI GIORNO

TRATTO DA: www.qumran2.net/indice.pax?parole=avvento+2011
Siamo Figli Di Dio - Sussidio Meditazioni Avvento-Natale 2011-2012

CAMMINANDO... RIFLETTENDO.

CAMMINANDO... RIFLETTENDO.
RIFLESSIONI PERSONALI SU TEMATICHE DI FEDE TENUTE DA EMANUELE

Pensiero del giorno

Supplica alla Madonna di Pompei (da recitarsi l'8 maggio e la prima domenica di ottobre a mezzogiorno)

Supplica alla Madonna di Pompei

(da recitarsi l'8 maggio e la prima domenica di ottobre a mezzogiorno)



I. - O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.

Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.

Salve Regina.

II. - È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!

Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.

Salve Regina.

III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.

Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli.

Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.

Salve Regina.

Chiediamo la benedizione a Maria.

Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti.

Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario.

Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario.

O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.

Salve Regina.

(vero testo della Supplica scritta dal beato Bartolo Longo)


TESTO TRATTO DA: http://www.unavoce-ve.it/supplica-pompei.htm - 11k

NOVENA ALLA BEATA VERGINE MARIA DI POMPEI (DAL 28 SETTEMBRE AL 6 OTTOBRE )

NOVENA
ALLA MADONNA DI POMPEI
per impetrare le grazie nei casi più disperati
Dèus, in adiutòrium mèum intende.
Dòmine, ad adiuvàndum me festina.
Gloria Patri...
I.- O Vergine Immacolata e Regina del santo Rosario,
tu in questi questi tempi di fede morta e di empietà
trionfante hai voluto stabilire il tuo seggio di Regina e
di Madre nell’antica città di Pompei, un tempo soggiorno
di tristi pagani. Da quel luogo dov’erano adorati gl’idoli
e i demoni, tu oggi, da buona Madre della Divina
Grazia, spargi da per tutto i tesori delle celesti misericordie.
Deh, o Maria! da quel trono dal quale regni pietosa,
rivolgi benigni gli occhi tuoi a me che ho tanto
bisogno del tuo aiuto.
Mostrati anche verso di me vera Madre di misericordia,
così come ti sei mostrata verso tanti altri: monstra te
esse Matrem. Io da parte mia ti saluto con tutto il cuore
e t’invoco mia Sovrana, o Regina del santo Rosario.
Salve Regina...
II.- O grande e gloriosa Signora, l’anima mia prostrata
ai piedi del tuo trono ti venera tra gemiti ed affanni,
per i quali si sente molto oppressa. In queste angustie
e agitazioni in cui mi trovo, io alzo con fiducia
gli occhi a te, che ti sei degnata di eleggere per tua
dimora le capanne dei poveri ed abbandonati contadini.
E là, dirimpetto alla città e all’anfiteatro dei pagani
piaceri, là ove regna silenzio e rovina, tu, come
Regina delle Vittorie, hai levato la tua voce potente per
chiamare da ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i
devoti tuoi figli ad erigerti un tempio. Deh! abbi pietà
dell’anima mia avvilita dal bisogno e dall’angustia.
Abbi pietà di me, o Signora. Abbi pietà di me che sono
eccessivamente ricolmo di miserie e di umiliazioni. Tu
che sei lo sterminio dei demoni, difendimi da loro, da
questi nemici che mi assediano. Tu che sei l’aiuto dei
Cristiani, liberami dalle tribolazioni nelle quali mi
trovo. Tu che sei la Vita dei Cristiani, trionfa sulla
morte che minaccia l’anima mia esposta ai pericoli in
cui si trova, ridonami la pace, la tranquillità, l’amore,
la salute. Àmen.
Salve Regina...
III.- O Vergine Madre, il sapere che tanti sono ricorsi
a Te con fede, mi infonde coraggio e lena ad
invocarti in mio aiuto. Tu già promettesti a San Dome-
2 Novena alla Madonna di Pompei
nico che chi vuole grazie le può ottenere con il tuo
Rosario, pertanto, o Madre, io, con il tuo Rosario in
mano, ti invito all’osservanza delle tue materne promesse.
Tu hai operato continui prodigi per spingere i
tuoi figli ad edificarti un tempio a Pompei, da dove
vuoi asciugare le nostre lacrime e lenire i nostri affanni!
Quindi col cuore sulle labbra e con viva fede ti
chiamo e t’invoco: Madre mia, Madre cara, Madre
bella, Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del
santo Rosario, non tardare più a tendermi la tua mano
potente, perché il ritardo, come ben sai, mi porterebbe
alla rovina.
Salve Regina...
IV.- E a chi altri mai posso io ricorrere, se non a
te, che sei il Sollievo dei miseri, il Conforto degli
abbandonati, la Consolazione degli afflitti? Oh, te lo
confesso, la misera anima mia è gravata da enormi
colpe, per le quali, indegna di ricevere grazie, merita
di ardere nell’inferno. Ma, o Madre mia Maria, non
sei tu la Speranza dei miseri? la grande Mediatrice tra
il peccatore e il tuo Gesù? la potente nostra Avvocata
presso il trono dell’Altissimo? il Rifugio dei peccatori?
Basta che tu dica una parola in mio favore al tuo
Figliuolo, ed Egli ti esaudirà: chiedigli dunque, o
Madre, la grazia della quale io ho tanto bisogno (si domandi
la grazia che si desidera), tu sola puoi ottenerla, tu
che sei l’unica speranza mia, la mia consolazione, la
mia dolcezza, tutta la mia vita. Così spero e così sia.
Salve Regina...
Novena alla Madonna di Pompei 3
V.- O Vergine e Regina del santo Rosario, tu che sei
la Figlia del Padre Celeste, la Madre del Figlio Divino,
la Sposa dello Spirito Santo; tu che tutto puoi presso la
Santissima Trinità, ottienimi questa grazia, a me tanto
necessaria, se non è di ostacolo alla mia eterna salvezza
(si riespone la grazia che si desidera). Te la domando per la
tua Immacolata Concezione, per la tua divina
Maternità, per i tuoi gaudii, per i tuoi dolori, per i tuoi
trionfi. Te la domando per il Cuore del tuo amoroso
Gesù, per quei nove mesi che lo portasti in seno, per gli
stenti della sua vita, per l’acerba sua Passione, per la
sua morte di croce, per il Nome suo santissimo, per il
suo preziosissimo Sangue, per il tuo castissimo Sposo
Giuseppe. Te la domando infine per il Cuore tuo dolcissimo,
per il Nome tuo glorioso, o Maria che sei la
Stella del mare, la Signora potente, la Madre dei dolori,
la Porta del Paradiso, la Madre di ogni grazia. In te confido,
in te spero: solo tu mi puoi aiutare. Àmen.
Salve Regina...
Ora pro nòbis, Regina sacratissimi Rosarii,
Ut digni efficiàmur promissiònibus Chrìsti.
ORÈMUS. - Dèus, cùjus Unigènitus per vìtam,
mòrtem et resurrectiònem sùam nòbis salùtis aetèrnae
praèmia comparàvit, concede, quaèsumus, ut haèc mystèria
sacratìssimo Beàtae Marìae Vìrginis Rosario recolèntes,
et imitèmur quod còntinent et quod promìttunt assequàmur.
Per eùndem Chrìstum Dòminum nòstrum.
Àmen.

NOVENA AL SERAFICO PADRE SAN FRANCESCO D'ASSISI (DAL 25 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE) 1 GIRONO

Chiediamo a Dio, con la preghiera, che ci illumini sulle scelte della nostra vita e cerchiamo di imitare la prontezza e l'en¬tusiasmo di Francesco nell'adempiere alla volontà di Dio.
San Francesco, prega per noi. Padre, Ave, Gloria



TESTO TRATTO DA: http://www.preghiereagesuemaria.it/novene/novena%20a%20san%20francesco%20d'asisi.htm

NOVENA AI SANTI ANGELI CUSTODI (DAL 23 SETTEMBRE AL 1 OTTOBRE) 3 GIORNO

O mio saggissimo maestro, mio santo angelo custode che non ti stanchi mai d'insegnarmi la vera scienza dei santi, io ti saluto e ti ringrazio, assieme a tutto il coro dei principati, incaricati di governare gli spiriti inferiori per garantire la pronta esecuzione degli ordini divini.
Ti supplico di vegliare sui miei pensieri, parole e opere, affinché, conformandomi completamente a tutti i tuoi salutari inse¬gnamenti, io non perda mai di vista il sacro timore di Dio, principio unico ed infallibile della vera saggezza. Angelo di Dio...

TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it

NOVENA A SANTA TERESA DI LISEAUX (DAL 22 AL 30 SETTEMBRE) 4 GIORNO

Ogni giorno della novena, si dirà il ‘Padre Nostro’ e l"Ave Maria', due preghiere che la piccola Teresa amava molto. Un giorno disse: «A volte, quando il mio spirito è in un'aridità così grande che mi è impossibile ricavarne un pensiero per unirmi al Buon Dio, recito molto lentamente un ‘Padre Nostro’ e poi il saluto angelico; allora queste preghiere mi rapiscono, nutrono la mia anima ben più che se le recitassi precipitosamente un centinaio di volte...»

4° Giorno
L’AMORE DEL PROSSIMO
«C'è in comunità una sorella che ha il talento di dispiacermi in tutto... ma non volevo cedere all'antipatia naturale che provavo. Mi sono detta che la carità non doveva consistere nei sentimenti, ma nelle opere, perciò mi sono impegnata a fare per questa sorella ciò che avrei fatto per la persona che amo di più. Ogni volta che la incontravo pregavo per lei il Buon Dio, offrendoGli tutte le sue virtù e i suoi meriti... Non mi limitavo a pregare molto per la sorella che mi procurava tante lotte: mi sforzavo di farle tutti i favori possibili e, quando avevo la tentazione di risponderle in modo sgarbato, mi limitavo a farle il mio più gentile sorriso e mi sforzavo di sviare il discorso... Spesso poi, quando non ero in ricreazione (voglio dire durante le ore di lavoro), avendo alcuni rapporti di ufficio con questa sorella, quando le mie lotte erano troppo violente, fuggivo come un disertore. Poiché ella ignorava assolutamente ciò che provavo per lei, mai ha supposto i motivi del mio comportamento ed è persuasa che il suo carattere mi sia simpatico. Un giorno in ricreazione mi disse con un'espressione contentissima press'a poco queste parole: "Vorrebbe dirmi, mia Suor Teresa di Gesù Bambino, cosa l'attira tanto verso di me, che ogni volta che mi guarda la vedo sorridere?" Ah, ciò che mi attirava era Gesù nascosto in fondo alla sua anima, Gesù che rende dolce ciò che c'è di più amaro!»
Proposito
Oggi sforzati di fare un atto di carità, una parola, un gesto verso qualcuno con cui forse fai fatica ad intenderti. Padre Nostro ... Ave Maria... Gloria al Padre...
«Una parola, un sorriso gentile, spesso bastano per rasserenare un'anima triste».


TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it

MESE DI SETTEMBRE ALL'ADDOLORATA: 25 GIORNO

Ecco la tua Madre!
« Stavano in piedi presso la Croce di Gesù la Madre di lui, e la sorella della Madre di lui Maria di Cleofa, e Maria Maddalena. Avendo pertanto Gesù scorto la Madre ed il discepolo che amava pur ivi stante, dice al¬la Madre sua: Donna, ecco il figlio tuo! Quindi dice al discepolo: Ecco la tua Madre! E da quell'ora egli la prese presso di sè ».
Quanta materia da meditare ne porge questo commoventissimo tratto di Vangelo scritto da chi ne fu testimonio e parte, dal discepolo diletto Giovanni! E prima di tut¬to riflettiamo al nobile contegno di Maria in questa sublime circostanza della sua vita. Appena le è possibile per il diradarsi della folla dei curiosi, ella si accosta alla croce con le sue fide compagne, le Marie, Cleofe, Maddalena e Salome, con le quali era anche l'animoso Giovanni.
Maria è trambasciata dal dolore, e l'ani¬mo sua è abbeverato di fiele ed assenzio per l'angoscia che tutta la pervade ed amareg¬gia. Ma sta in piedi, forte, coraggiosa quasi sacerdote che vede esaurirsi di sangue e di vita la vittima che sta sacrificando il vero Sacerdote. Nessuno meglio cromprese e ri¬trasse questo momento della vita di Maria, che S. Ambrogio: « Stava in piedi ac¬canto alla croce la Madre, e fuggiti gli uo¬mini, ella donna, guardava con animo in¬trepido! Era spettatrice non degenere della divina tragedia! Spectabat non degeneri ma¬ter spectaculo! ». Quanto ci dànno a medi¬tare queste parole quasi intraducibili! Ma¬ria era là degna spettatrice e parte del sa¬crificio che l'Uomo-Dio offriva di se stessa a Dio per la redenzione del mondo. Gesù soffriva atrocemente gli spasimi della croci¬fissione; Maria soffriva indicibilmente nel¬l'animo: Gesù spargeva tutto il suo Sangue, Maria vi mescolava le sue lacrime materne delle quali già si esauriva in lei la fonte Gesù si approssimava alla morte vera; Ma¬ria moriva ogni momento di morte mistica per la veemenza del dolore e dell'amore! Spectabat non degeneri mater spectaculo! Ecco di qual tempra era l'animo di Maria Vergine, ecco quanta costanza albergava in quel petto verginale; ecco, conchiude il san¬to Dottore, quanto male a proposito si pen¬serebbe che Maria potesse mai mutare il proposito fermo di essere sempre tutta di Dio in purissima verginità ».
Ed ecco che proprio per questo proposito santissimamente osservato Maria, ora che le moriva l'unico figlio della sua intemerata verginità, dopo mancato il castissimo Giuseppe, restava vedova, orbata, sola. Gesù da Figlio amantissimo le provvede un sostegno nel discepolo Giovanni, e questi più che vo¬lentieri si assume il dolcissimo ed onorevo¬le incarico.
Ma in quel solenne momento che Maria diventava la Corredentrice degli uomini, el¬la veniva ad acquistare come suoi figli tutti coloro, che sarebbero diventati effettiva-mente figli di Dio per adozione divina nel suo Figlio vero Gesù. Tutti costoro saran¬no fratelli adottivi di Gesù, e come tali potranno e dovranno chiamare la Madre di Gesù, madre loro. Era là Giovanni, già fi¬glio di Dio per adozione, e degnato da Gesù di singolare amore anche in questa sua qua¬lità, e come rappresentante di tutti gli altri che sorgeranno da ogni banda, egli rice¬ve Maria per sua madre, onorandola ed a¬mandola più che Salome sua vera madre.
O quanto onore ha fatto anche a me Ge¬sù dandomi per madre la sua propria Ma¬dre Maria Vergine Immacolata, oh quanto poco amore porto a questa Madre.
O Maria, madre mia dolcissima, come vor¬rei amarvi quanto meritate per quelle lacri-me, per quei dolori con i quali mi genera¬ste accanto all'albero della croce vera¬mente figlio del vostro dolore! Voi sola potete ottenermi che io non degeneri da tan¬ta vostra virtù e nobiltà soprannaturale.
Prometterò a Maria Addolorata di ono¬rarla sempre quale vera madre mia, imitan¬done studiosamente le virtù, specialmente la costanza nell'osservare

TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it

NOVENA AI SANTI ANGELI CUSTODI (DAL 23 SETTEMBRE AL 1 OTTOBRE) 2 GIORNO

O mio affettuosissimo compagno, mio unico vero amico, mio santo angelo custode che in ogni luogo ed in ogni tempo mi onori con la tua venerabile pre¬senza, io ti saluto e ti ringrazio, assieme a tutto il coro degli angeli, incaricati da Dio di annunciare i grandi e misteriosi eventi. Ti supplico di illuminare il mio spirito con la conoscenza della Volontà divina e di dispor¬re il mio cuore a compierla sempre perfetta¬mente, affinché agendo sempre secondo la fede che professo, possa ottenere nell'altra vita la ricompensa promessa ai veri credenti. Angelo di Dio...

NOVENA A SANTA TERESA DI LISEAUX (DAL 22 AL 30 SETTEMBRE) 3 GIORNO

Ogni giorno della novena, si dirà il ‘Padre Nostro’ e l"Ave Maria', due preghiere che la piccola Teresa amava molto. Un giorno disse: «A volte, quando il mio spirito è in un'aridità così grande che mi è impossibile ricavarne un pensiero per unirmi al Buon Dio, recito molto lentamente un ‘Padre Nostro’ e poi il saluto angelico; allora queste preghiere mi rapiscono, nutrono la mia anima ben più che se le recitassi precipitosamente un centinaio di volte...»

3° Giorno
IL SORRISO
La piccola Teresa dice: «Il mio modo speciale è quello di essere gioiosa, di sorridere sempre, sia quando cado che quando ottengo una vittoria». «Quando non capisco niente degli avvenimenti sorrido e dico grazie».
«Quando soffro molto, invece di avere un'aria triste, reagisco con un sorriso. All'inizio non ci riuscivo molto bene, ma ora è un'abitudine che sono felice di aver preso».
Proposito
Oggi sforzati di offrire a Dio le situazioni dolorose della tua giornata reagendo con un sorriso. Padre Nostro ... Ave Maria... Gloria al Padre...
«Quando posso, faccio del mio meglio per essere gaia, per far piacere».

MESE DI SETTEMBRE ALL'ADDOLORATA: 24 GIORNO

Abbandono
«Da circa l'ora sesta tenebre offuscarono tutta la terra sino all'ora nona, e si oscu¬rò il sole. Ed all'ora nona esclamò Gesù a gran voce dicendo: Dio mio, Dio mio, perchè m'hai abbandonato!».
Maria con occhi lacrimosi, più attenta¬mente li fissa in volto al diletto Figlio ago¬nizzante, come per leggergli negli occhi e nelle labbra l'interna angoscia, che le fan¬no indovinare quelle dolenti parole. Quasi non si accorge del sole che vien meno; del suolo che si scuote, delle rupi che si spez¬zano. Ciò non le reca meraviglia, chè trop¬po bene conosce la dignità del momento, e l'acerbità del delitto che si commette dagli uccisori. Ma quelle parole!... Quelle paro¬le, che dal moto delle labbra riarse di Gesù, si vede che sono seguite da altre esprimenti l'interna angoscia di lui sono l'ultima fervida preghiera sacerdotale!
Ecco il momento, e Maria se ne accorge, che l'eterno Sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec, Gesù Cristo suo Figlio secondo la carne, offre le sue preci e supplicazioni a Colui che può salvarlo da morte, con grida valide fra lacrime, ed è esaudito per la ri-verenza sua. La Corredentrice unisce le sue preci a quelle del Figlio, mentre beve con lo sguardo tutta l'atrocità delle agonie di lui. Non bastava che egli fosse ridotto tut¬t'una piaga nel santissimo corpo; non basta¬vano gli spasimi che trasmettono a tutto il corpo le quattro orribili ferite dei chiodi nelle mani e nei piedi: non basta l'acuta do¬lorosa febbre causata da quello stiramento di membra, inasprimento di ferite, indoli¬mento di nervi, muscoli ed ossa: un nuovo tormento più amaro degli altri manifesta il caro Figlio: l'abbandono di Dio! Noi lo in¬tendiamo con difficoltà. Maria lo intendeva benissimo; ma come farò io ad immedesi¬mare il mio sentimento con quello dell'ad¬dolorata Vergine?
Rifletti, anima mia, che le parole di Gesù, sono quelle che gli mise-in bocca tanti se¬coli prima il suo re antenato Davide: rifletti, alle altre parole che seguono queste prime: Dio mio, io grido a te durante il giorno, e tu non mi esaudisci, grido di notte, e non trovo riposo; ti sei allontanato dal porgermi aiuto, né sembri udire- il ruggito del mio pianto!... ». Tu che esaudisti sempre i padri nostri quando ricorsero a te, ora hai ab¬bandonato il tuo Figlio diletto, che « non sembra più un uomo, ma un verme, ma l'ob¬brobrio degli uomini, lo scherno della ple¬baglia. Com'acqua mi dileguo, e le mie ossa si sono scompaginate: il cuore mi si strugge come cera nel mezzo delle viscere: si è dis¬seccato com'arido coccio ogni mio vigore, la lingua mi si attacca alle fauci: ho sete! mi sento morire!... » Quale abbandono del Fi¬glio di Dio! Abbandono esterno a tanti tor¬menti: abbandono interno all'angoscia più amara che un'anima santissima possa sof¬frire! Così Cristo ci redime dalla maledi¬zione della legge facendosi per noi cosa ma¬ledetta, poichè sia scritto “maledetto colui che pende dal legno” Gesù non trasgredì la legge, ma fummo noi che la trasgredimmo; noi meritammo la maledizione eterna e Gesù volle pigliarla sopra di sè questa maledizione, per liberarne noi; così egli è abbandonato, riguardato da Dio come vittima particolare, che porta la pena dei peccati per i quali si of¬fre... Maria sola in quel momento compren¬deva tutta la desolazione umana di quell'ab¬bandono, e fa la sua parte non piccola, comparendo, madre del votato alla morte; sentendo straziare in Gesù suo vero Figlio le proprie carni, le proprie viscere, e do¬vrebbe dirsi, l'anima propria! Ecco i due più santi personaggi che mai furono al mon¬do, oppressi sotto il peso della maledizione dovuta ai peccati nostri!
Oh l'atroce male che è il peccato!... Ed io lo commetto con tanta facilità!? Non ri¬fletti, anima mia, al pericolo, che tanta in¬gratitudine al Redentore, tanto disprezzo del suo Sangue sparso per te, ti riduca a non trovar più vittima espiatrice, e dover tu stes¬sa portare l'eterna maledizione?
O Vergine dolentissima, per tante anime che vogliono perdersi a dispetto della Vit¬tima divina, pregate tanto tanto per me mi¬serabile, affinchè riconosca nell'abbandono del vostro Figlio crocifisso, i tremendi effetti del peccato, ed abbia forza ed animo riso¬luto di fuggirlo sempre.
Mi ecciterò a viva contrizione e detesta¬zione dei peccati da me commessi, rinnovan¬do un fermo proposito di piuttosto morire che mai più peccare.


TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it

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