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NOVENA A SAN PIO DA PIETRELCINA (DAL 14 AL 22 SETTEMBRE ) 4 GIORNO



4° GIORNO
O Padre Pio da Pietrelcina che hai tanto amato il tuo Angelo Custode il quale ti faceva da guida, da difensore e da messaggero. A te le Figure Angeliche portavano le preghiere dei tuoi figli spirituali. Intercedi presso il Signore affinché anche noi impariamo a servirci del nostro Angelo Custode che per tutta la nostra vita è pronto a suggerirci la via del bene ed a dissuaderci dal compiere il male.
« Invoca il tuo Angelo Custode, che ti illuminerà e ti guiderà. Il Signore te lo ha messo vicino appunto per questo. Perciò’ serviti di lui ». Padre Pio


Recita della coroncina al Sacro Cuore di Gesù
1. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, "chiedete ed otterrete", "cercate e troverete", "picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
2. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre Tuo, nel Tuo nome, io chiedo la grazia...
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
3. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!" ecco che appoggiato all’infallibilità delle Tue sante parole io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell’ Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre, S. Giuseppe, Padre Putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.


TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it
FOTO TRATTA DA: http://www.padrepioesangiovannirotondo.it/galleria.htm

NOVENA A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO (DAL 9 AL 17 SETTEMBRE) 9 GIORNO


NOVENA A S. GIUSEPPE DA COPERTINO
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO:
Mistero inesprimibile d’amore
colui che è unito è libero dal mondo
che in Dio soltanto trova il suo riposo
e fatto luce illumina i fratelli.
Attinge l’acqua e resta un assetato
possiede in abbondanza e sempre cerca
dimora in Dio e vive da straniero
già scorge il sole e chiede di vedere.
La sua sapienza nasce nel silenzio
e intende la Parola in verità
l’orecchio atteso al suono della voce
che parla a chi l’ascolta nella fede.
Il nostro canto sia eucaristia
o Padre santo che hai creato l’uomo
e che nel Figlio l’hai glorificato
perché dal Soffio tuo rinasca al regno.
Orazione:
O Dio, che hai glorificato il tuo servo Giuseppe da Copertino e lo hai posto in mezzo al tuo popolo come patrono e protettore per indicargli la strada che conduca a te, per sua intercessione, esaudisci secondo la tua volontà le preghiere che umilmente ti presentiamo e, nella tua misericordia, concedici di godere in paradiso, insieme ai tuoi santi, la visione beata del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.


9° - San Giuseppe, cantore della vita, tu hai gridato al mondo che la vita umana è sempre degna di essere vissuta come un dono di inestimabile valore. Guarda, ti preghiamo, ai pericoli che minacciano la vita più indifesa per l’egoismo della nostra società e aiutaci, con la tua intercessione, a estirpare dal nostro mondo la tentazione di manipolare o sopprimere la vita fin dal suo sorgere e a riconoscere che solo Dio è l’autore della vita e che noi dobbiamo accostarci con infinito rispetto al mistero a volte incomprensibile racchiuso nell’esistenza di ogni creatura.
Padre nostro, 3 Ave Maria.
San Giuseppe amico dei piccoli, prega per noi

San Giuseppe, nostro fratello e intercessore, ti preghiamo di presentare al Signore Dio Onnipotente i desideri del nostro cuore, affinché, conformemente alla volontà di Dio, possiamo ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno.Interceda per noi anche la dolcissima Madre di Dio e Madre nostra, alla quale, uniti a te, rivolgiamo la nostra supplica:
Salve Regina ...

A cura della Redazione di
“Donare Pace e Bene”
P.zza Gallo, 10
Osimo (AN)
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MESE DI SETTEMBRE ALL'ADDOLORATA: 17 GIORNO


Pietro pentito ricorre a Maria.
La triste notte era all'ultima veglia, già l'alba imbiancava il balzo d'oriente, foriera del gran giorno della umana Redenzione. Nella casa di Maria madre di Mar¬co, si vegliava ancora in pianti e lamenti, e tutti si stringevano attorno alla Madre di Gesù, per consolarla del loro meglio. Quand'ecco entrare frettoloso e sconvolto Simon Pietro singhiozzante e stemperato in lacri¬me: avrebbe voluto nascondere il suo vol¬to, tanta vergogna provava; ma il bisogno più grande era quello di cercare una perso¬na, che sola poteva palesargli tutto il si¬gnificato di quello sguardo di Gesù, che era sempre il suo maggior rimprovero, e nel tempo stesso la sua più consolante speran¬za. Scorge la Persona cercata che sembra l'immagine del dolore impietrito, ma quan¬ta bontà spirano quegli occhi lacrimosi, quanta fiducia gli dànno! Si appressa alla Vergine Madre e cadutogli ginocchioni in¬nanzi, col gesto e con lo sguardo la supplica di perdono per parte sua, e che voglia assi¬curarlo che anche Gesù lo ha perdonato. Quello sguardo, quello sguardo lo ferisce e conforta ancora, e gli fa versare dagli occhi un profluvio di lacrime! Conversu Do¬minus respexit Petrum... Et egressus forar Petrus f levit amare! Riesce a mala pena a far la sua confessione spezzata dai singhioz¬zi e dai sospiri che gli soffocano il cuore.
« Ah, cara Madre del mio Signore, il vile, l'ingrato, il cattivo che fui! Per difenderlo menai colpi all'impazzata, recisi anche un orecchio: mi pareva così di dimostrargli a prova come non mi fossi scandalizzato di lui!... Ma lo spavento di quest'orribile not¬te mi vinse, presi a fuggire, ma mi vergo¬gnai della mia viltà... tornai indietro, lo seguii da lungi; mi riuscì con l'interven¬to di Giovanni ad entrare fin dentro all'a¬trio del palazzo; ma, oh vigliacco! pro-prio sulla porta ebbi paura della portinaia e le risposi che non ero discepolo di Gesù! Non compresi il male che avevo fatto: mi parve una misura di prudenza; e non ebbi alcuno scrupolo di mescolarmi con la ciur¬maglia dei servi e dei ministri che stavano sogghignando a scaldarsi ad un fuoco che avevano acceso in mezzo all'atrio. Quan¬ti ne vomitavano d'improperi contro Gesù quelle bocche di dannati! Avrei voluto na¬scondermi sotterra per non essere conosciuto come suo discepolo! Disgrazia volle che lo fossi, e mi furono rivolti sarcasmi e ma¬ligne insinuazioni! Persi il lume degli oc¬chi, non ascoltai più che la paura, e giù a spergiurare, negare, che non l'avevo mai conosciuto.
levarmi di là, ma andavo come un mentecatto: sulla porta dell'atrio altre domande, altri sogghigni al mio indi¬rizzo, ed altra mia viltà... Ma sento cantare il gallo, ricordo le parole di Gesù, ed ecco che proprio allora i miei sguardi si incon¬trano cori quelli di Gesù, che mi guarda in modo che non dimenticherò mai più».
Maria mescolando le sue lacrime quelle di Pietro, lo solleva da terra, e fortandolo gli dice: Confida, figlio carissi¬mo, che anche per te soffre il Figlio di Dio vivo; la tua dolorosa penitenza è segno che i suoi patimenti non sono inutili, ma frut¬tuosissimi per te. quello sguardo che an¬cora ti penetra il cuore è pegno di perdono generoso, di rinnovata amicizia. Non sente Maria nè avversione nè sdegno per Pietro, che ha vilmente rinnegato il suo Figlio; ma compassione, ma amore materno più vivo che mai, perchè lo vede sinceramente pian¬gere il suo fallo. Anche per Maria Addolo¬rata è un conforto, ed un incoraggiamento a soffrire con Gesù ogni peccatore che since¬ramente si penta di aver offeso Dio, e gli chieda perdono. Quelli che affliggono il suo cuore materno sono quei pretesi giusti a modo loro, che commettono contro Gesù la più orrenda ingiustizia, e si persuadono di aver. ragione!
O Maria, Madre di misericordia, implo¬rate per me peccatore la misericordia del vostro divin Figlio, che mi guardi, benigna¬mente e converta.
È di Dio tutto quello che c'è in me di be¬ne di qualunque ordine: di mio non ho che il nulla ed il peccato: mi riterrò dunque il più grande peccatore.


TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it

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MESE DI SETTEMBRE ALL'ADDOLORATA: 16 GIORNO


. Maria ascolta l'Apostolo Giovanni.
Già trascorsa la metà di quella notte an¬gosciosa, che alla dolente Madre dovette sem-brare
eterna, ecco entrare in casa commosso e trepidante il figlio di Maria Salome, Gio-vanni, che con grande vivezza e commozione racconta a quelle pie donne quel che ha ve¬duto e udito riguardo a Gesù.
Giovanni non era fuggita al momento della cattura, ma insieme a Pietro aveva seguito le orme della banda che si menava via stra¬ziandolo l'Agnello divino. Era entrato nel palazzo de' principi dei sacerdoti, aveva fat¬to introdurre anche Pietro, e poi seguito più da presso che poteva l'amato Maestro. Diceva dell'interrogatorio fattogli da Anna, dello schiaffo datogli dal servo villano: parlava dei falsi testimoni addotti contro Gesù; della so¬lenne confessione da lui fatta della sua divi¬nità; degli urli, schiamazzi, proteste del Si¬nedrio a quell'affermazione; della condanna a morte pronunziata per acclamazione con¬tro il Cristo, il Figlio di Dio vivo! Qui co¬prendo con uno scoppio di pianto una pie¬tosa reticenza, prosegue a descrivere più con cenni e sospiri che parole l'indegno scempio usato dal servitore nel palazzo, e anche dai gravi dottori in legge verso la di¬vina persona di Gesù. Pugni, schiaffi, sputi in faccia, parole villane, provocazioni in¬degne, cose inenarrabili adoperate contro di lui: e del suo patire si era appena al princi¬pio! Quanto soffrirà a quest'ora il caro Mae¬stro!
Se Giovanni era commosso e piangente nel fare quel racconto, immagini chi può l'an-goscia che causava nel tenerissimo cuore del¬la Vergine! Le lacrime eran quasi un sollie¬vo, quando non ne disseccava la fonte la troppo veemenza dell'ambascia, da restarne quasi impietrita. Oh come vedeva vive e palpitanti quelle scene indegne con i suoi oc¬chi di madre! Quanto soffriva nel sapere de¬turpato di sputi, percosso di schiaffi quel bellissimo volto divino, che ella aveva sem¬pre baciato più con religiosa riverenza, che con affetto materno! Nella veemenza del do¬lore la si vedeva con la pezzuola in mano fa¬re il gesto di asciugare quel volto imbrattato come se lo avesse li presente! Povera Ma¬dre, quanti motivi di afflizione trovava in qualunque circostanza ponesse attenzione!
E gli amici di Gesù dove sono? I più fug¬giti per paura di compromettersi, gli altri impotenti a porgergli aiuto: ricordava la de¬solata Madre quel detto: « Elongasti a me amicos, et proximos meos a miseriia ». Tu, o Signore, disponi che si allontanino da me amici e conoscenti nell'ora del maggiore bisogno!
E la perfida, voluta, meditata ingiustizia dei maggiorenti del suo popolo contro l'in-nocente Figlio di Dio, quanto contristava l'animo della Vergine Madre. I testimoni addotti, neppur pagati e sobillati, riescono a produrre un reato qualunque contro l'In-nocente: eppure no, lo si deve proclamare reo! Non ha colpe? Gli s'imputi a colpa la verità confessata!... La confessione della ve¬rità sia dichiarata bestemmía!...
Un'altra madre qualsiasi, anche se del resto virtuosa, nella situazione di Maria a¬vrebbe dato in ismanìe, ìmprecato contro l’ingiustizia degli uomini, espresso lamenti, se non bestemmie contro Dio e la sua Prov¬videnza che simili cose permetteva!
Maria no, non impreca, ma prega per gli ingiusti principi, per i deboli amici del Fi¬glio; non si lamenta con Dio, ma adora ri¬verente le sue disposizioni, offrendosi pron¬tissima a soffrire anche di più per essere più simile al Figlio di Dio, e cooperare al¬la salute degli uomini!
Quanta confusione per te, anima mia, che quando è tempo di provare a Gesù il tuo sincero attaccamento, ti spaventi delle pro¬ve, rifiuti di soffrire, e Dio non voglia che in questi momenti tu preferisca di accomu¬narti coi nemici di Gesù, invece dichiararti per lui a viso aperto!.. Vergine Santissima, infondetemi del vostro coraggio!
Calpesterò generosamente ogni rispetto umano, quando si tratti dell'onore di Gesù Cristo, e della salvazione dell'anima mia.


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NOVENA A SAN PIO DA PIETRELCINA (DAL 14 AL 22 AGOSTO) 3 GIORNO


3° GIORNO
O Padre Pio da Pietrelcina, che hai tanto amato la Mamma Celeste da riceverne quotidiane grazie e consolazioni, intercedi per noi presso la Vergine Santa deponendo nelle Sue mani i nostri peccati e le nostre fredde preghiere, affinché cosi’ come a Cana di Galilea, il Figlio dica di si alla Madre ed il nostro nome possa essere scritto nel Libro della Vita.
« Maria sia la stella, che vi rischiari il sentiero, vi mostri la via sicura per andare al Celeste Padre ; Essa sia quale àncora, a cui dovete sempre più strettamente unirvi nel tempo della prova ». Padre Pio

Recita della coroncina al Sacro Cuore di Gesù
1. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, "chiedete ed otterrete", "cercate e troverete", "picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
2. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre Tuo, nel Tuo nome, io chiedo la grazia...
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
3. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!" ecco che appoggiato all’infallibilità delle Tue sante parole io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell’ Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre, S. Giuseppe, Padre Putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.



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NOVENA A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO (DAL 9 AL 17 AGOSTO) 8 GIORNO


NOVENA A S. GIUSEPPE DA COPERTINO
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO:
Mistero inesprimibile d’amore
colui che è unito è libero dal mondo
che in Dio soltanto trova il suo riposo
e fatto luce illumina i fratelli.
Attinge l’acqua e resta un assetato
possiede in abbondanza e sempre cerca
dimora in Dio e vive da straniero
già scorge il sole e chiede di vedere.
La sua sapienza nasce nel silenzio
e intende la Parola in verità
l’orecchio atteso al suono della voce
che parla a chi l’ascolta nella fede.
Il nostro canto sia eucaristia
o Padre santo che hai creato l’uomo
e che nel Figlio l’hai glorificato
perché dal Soffio tuo rinasca al regno.
Orazione:
O Dio, che hai glorificato il tuo servo Giuseppe da Copertino e lo hai posto in mezzo al tuo popolo come patrono e protettore per indicargli la strada che conduca a te, per sua intercessione, esaudisci secondo la tua volontà le preghiere che umilmente ti presentiamo e, nella tua misericordia, concedici di godere in paradiso, insieme ai tuoi santi, la visione beata del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.


8° - San Giuseppe, pellegrino dell’amore di Dio, che alla sequela del Signore Gesù non avevi un posto dove posare il capo e hai sperimentato l’esilio dalla patria e l’incertezza della vita, ti preghiamo di intercedere per tutti coloro che sono costretti dalla fame, dalla guerra e dall’ingiustizia a lasciare la propria terra e i propri affetti, affrontando la precarietà e l’umiliazione della loro condizione di stranieri, perché trovino nella nostra accoglienza e solidarietà operosa un segno dell’amore del nostro Dio, che si prende cura con predilezione dei poveri e degli indifesi.
Padre nostro, 3 Ave Maria.
San Giuseppe cercatore della vera Patria, prega per noi.

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SETTEMBRE MESE DELL'ADDOLORATA: 15 GIORNO


La notte angosciosa.
Mentre Maria ed alcune sue compagne si intrattenevano con la famiglia loro ospite nel piano inferiore del Cenacolo, tutti più o meno assorti nel pensiero di ciò che avveniva nel piano superiore, ed in ascolto di ciò che poteva udirsi, dei sublimi discorsi che vi teneva Gesù, ecco un rumore di mo¬bili smossi, si sentono, i passi dei convitati che si muovono levatisi da mensa: dopo po¬co eccoli a fila scendere cautamente per la scala esterna ed allontanarsi. Il giovinetto figlio dei proprietari, non sì può più frena¬re, invano i genitori tentano di rattenerlo, che egli si disvincola e fugge per unirsi alla comitiva di Gesù.
La raggiunge, che già sta per uscire di città verso la villa sua, il Getsemani, vi en¬tra con Gesù e con gli Apostoli, è gode di udire le parole del Maestro, e spiare gli atti di tutti. Quando si crede più sicuro, ecco una turba tumultuante con falci, bastoni e spade, sicchè deve correre a nascondersi. La curiosità prevale per un momento alla pau¬ra, vuol vedere, vuol udire quel che accade e si dice. Ma ecco ché alcuni sgherri gli si avvicinano, lo prendono per il baravano che si era gettato sopra la tunica, sicchè non gli rimane che fuggire lasciando il a¬rcano nelle mani di quelli che volevano prenderlo. Così in camicia corre a casa che gli si vedeva lo spavento in volto. I ge-nitori cercano di consolarlo e di farlo ria¬vere, ma la Vergine che era con loro, dopo aver consolato ed accarezzato il giovinetto Marco, vuol sentire da lui tutto ciò che ha udito e veduto riguardante il suo Gesù. Il giovinetto con profonda commozione dovette raccontare a Maria tutto ciò che più tardi scriverà nel suo Vangelo, che in questo tratto ha una visibile impronta per¬sonale.
« Arrivano all'orto del Getsemani, e dice ai suoi discepoli, statevi qui finchè io fac¬cia la mia preghiera. E prende seco Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò a mostrare paura e tedio, e disse loro: È triste l'anima mia fino a sentirsi morire: aspettate qui, e vegliate. Ed inoltratosi un poco, si prostra¬va a terra, e pregava, che se fosse possibile passasse da lui quell'ora, e diceva: Abba, Padre, tutto tu puoi, allontana da me que¬sto calice; ma non ciò ch'io voglio, bensì quello che vuoi tu! E viene, e li trova ad-dormentati: e dice a Pietro: Simone, dor¬mi? Non avesti forza per un'ora di vegliare! Vegliate e pregate, per non cedere alla ten¬tazione ». Segue il racconto di un'altra preghiera, un altro ritorno ai discepoli dor¬miglioni, poi quasi interrompendosi, passa a quel che più gli era restato impresso. Giuda, la turba, le cautele del traditore; il bacio del tradimento, lo zelo intempestivo di Pie¬tro, le proteste della Vittima, la fuga dei di-scepoli, l'arresto di Gesù, il tentativo di cat¬turare anche lui.
Considera quale impressione dovette fare nel cuore della Madre amantissima questo tragico racconto. Dire che piangeva sospi¬rando e mostrava di soffrire terribilmente è poco. Bisognerebbe intendere l'orrore che provava del perfido tradimento, la compas-sione per i discepoli che avevano trascurato di pregare, le agonie del Figlio suo che si ripercuotevano con altrettanto dolore nel cuore della Madre.
Così mentre Gesù pregava intensamente, combatteva per rivendicarci alla libertà dei figli di Dio, e nell'angoscia sudava vivo san¬gue; anche Maria soffrendo indicibile cor-doglio passava quella notte angosciosa in fer¬vida preghiera, unita con l'affetto a Gesù agonizzante.
Impara dalla Verigne Addolorata a stare sempre unito a Gesù penante, vegliare con lui in continua preghiera, soffrire tutto ciò che sarà necessario per salvare l'anima tua. Non ti fidare della prontezza momentanea del tuo spirito; che troppo facilmente cede alle pretese della carne ribelle. Armato di pazienza corri al combattimento che ti si pa-ra innanzi, non torcendo mai lo sguardo dal¬l'Autore della nostra fede Gesù». Ricor¬ri all'intercessione della Regina dei Martiri!
Nei momenti più tristi e contrariati della vita insisterò con più fervore nella preghie-ra,per avere forza da resistere alla tenta¬zione.


TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it
FOTO TRATTA DA: wikipedia

BEATA VERGINE ADDOLORATA 15 SETTEMBRE


Stabat Mater dolorósa

iuxta crucem lacrimósa,

dum pendébat Fílius.


Cuius ánimam geméntem,

contristátam et doléntem

pertransívit gládius.


O quam tristis et afflícta

fuit illa benedícta

Mater Unigéniti !


Quae moerébat et dolébat,

pia mater, cum vidébat

nati poenas íncliti.


Quis est homo, qui non fleret,

Christi Matrem si vidéret

in tanto supplício?


Quis non posset contristári,

piam Matrem contemplári

doléntem cum Filio ?


Pro peccátis suae gentis

vidit Jesum in torméntis

et flagéllis subditum.


Vidit suum dulcem natum

moriéntem desolátum,

dum emísit spíritum.


Eia, mater, fons amóris,

me sentíre vim dolóris

fac, ut tecum lúgeam.


Fac, ut árdeat cor meum

in amándo Christum Deum,

ut sibi compláceam.


Sancta Mater, istud agas,

crucifíxi fige plagas

cordi meo válide.


Tui Nati vulneráti,

tam dignáti pro me pati,

poenas mecum dívide.


Fac me vere tecum flere,

Crucifíxo condolére

donec ego víxero.


Iuxta crucem tecum stare,

te libenter sociáre

in planctu desídero.


Virgo vírginum praeclára,

mihi iam non sis amára,

fac me tecum plángere.


Fac, ut portem Christi mortem,

passiónis fac me sortem

et plagas recólere.


Fac me plagis vulnerári,

cruce hac inebriári

et cruóre Fílii.


Flammis urar ne succénsus,

per te, Virgo, sim defénsus

in die iudícii.


Fac me cruce custodíri

morte Christi praemuníri,

confovéri grátia.


Quando corpus moriétur,

fac, ut ánimae donétur

paradísi glória. Amen.




La Madre addolorata stava

in lacrime presso la Croce

su cui pendeva il Figlio.


E il suo animo gemente,

contristato e dolente

una spada trafiggeva.


Oh, quanto triste e afflitta

fu la benedetta

Madre dell'Unigenito!


Come si rattristava e si doleva

la pia Madre

vedendo le pene dell'inclito Figlio!


Chi non piangerebbe

al vedere la Madre di Cristo

in tanto supplizio?


Chi non si rattristerebbe

al contemplare la pia Madre

dolente accanto al Figlio ?


A causa dei peccati del suo popolo

Ella vide Gesù nei tormenti,

sottoposto ai flagelli.


Vide il suo dolce Figlio

che moriva, abbandonato da tutti,

mentre esalava lo spirito.


Oh, Madre, fonte d'amore,

fammi provare lo stesso dolore

perché possa piangere con te.


Fa' che il mio cuore arda

nell'amare Cristo Dio

per fare cosa a lui gradita.


Santa Madre, fai questo:

imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso

fortemente nel mio cuore.


Del tuo figlio ferito

che si è degnato di patire per me,

dividi con me le pene.


Fammi piangere intensamente con te,

condividendo il dolore del Crocifisso,

finché io vivrò.


Accanto alla Croce desidero stare con te,

in tua compagnia,

nel compianto.


O Vergine gloriosa fra le vergini

non essere aspra con me,

fammi piangere con te.


Fa' che io porti la morte di Cristo,

avere parte alla sua passione

e ricordarmi delle sue piaghe.


Fa' che sia ferito delle sue ferite,

che mi inebri con la Croce

e del sangue del tuo Figlio.


Che io non sia bruciato dalle fiamme,

che io sia, o Vergine, da te difeso

nel giorno del giudizio.


Fa' che io sia protetto dalla Croce,

che io sia fortificato dalla morte di Cristo,

consolato dalla grazia.


E quando il mio corpo morirà

fa' che all'anima sia data

la gloria del Paradiso. Amen.


Lo Stabat Mater (dal latino per Stava la madre) è una preghiera - più precisamente una sequenza - cattolica del XIII secolo attribuito a Jacopone da Todi (sec. XIII; ma la questione è controversa).

La prima parte della preghiera, che inizia con le parole Stabat Mater dolorosa ("La Madre addolorata stava") è una meditazione sulle sofferenze di Maria, madre di Gesù, durante la crocifissione e la Passione di Cristo. La seconda parte della preghiera, che inizia con le parole Eia, mater, fons amóris ("Oh, Madre, fonte d'amore") è una invocazione in cui l'orante chiede a Maria di farlo partecipe del dolore provato da Maria stessa e da Gesù durante la crocifissione e la Passione.

È importante notare che, anche se il testo è in latino, la struttura ritmica è quella del latino medievale e che poi sarà anche dell'italiano: non si hanno sillabe lunghe e brevi, ma toniche e atone, in una serie di ottonari, rimati AABCCB (ma la B è un senario sdrucciolo), con alcune rime interne.

È recitata in maniera facoltativa durante la messa dell'Addolorata (15 settembre) e le sue parti formano gli inni latini della stessa festa. Prima della Riforma liturgica era utilizzata nell'ufficio del venerdì della settimana di passione (Madonna dei sette dolori - venerdì precedente la Domenica delle Palme). Ma popolarissima era soprattutto perché accompagnava il rito della Via Crucis e la processione del Venerdì Santo. Un canto amatissimo dai fedeli, non meno che da intere generazioni di musicisti colti (si pensi solo a Scarlatti, Vivaldi, Pergolesi, Rossini).

TESTO E IMMAGINE TRATTI DA: wikipedia

NOVENA A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO (DAL 9 AL 17 SETTEMBRE) 7 GIORNO


NOVENA A S. GIUSEPPE DA COPERTINO
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO:
Mistero inesprimibile d’amore
colui che è unito è libero dal mondo
che in Dio soltanto trova il suo riposo
e fatto luce illumina i fratelli.
Attinge l’acqua e resta un assetato
possiede in abbondanza e sempre cerca
dimora in Dio e vive da straniero
già scorge il sole e chiede di vedere.
La sua sapienza nasce nel silenzio
e intende la Parola in verità
l’orecchio atteso al suono della voce
che parla a chi l’ascolta nella fede.
Il nostro canto sia eucaristia
o Padre santo che hai creato l’uomo
e che nel Figlio l’hai glorificato
perché dal Soffio tuo rinasca al regno.
Orazione:
O Dio, che hai glorificato il tuo servo Giuseppe da Copertino e lo hai posto in mezzo al tuo popolo come patrono e protettore per indicargli la strada che conduca a te, per sua intercessione, esaudisci secondo la tua volontà le preghiere che umilmente ti presentiamo e, nella tua misericordia, concedici di godere in paradiso, insieme ai tuoi santi, la visione beata del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.


7° - San Giuseppe, figlio obbediente della Chiesa, tu hai saputo vedere oltre l’apparenza la presenza del Signore nei tuoi superiori e nei pastori del popolo di Dio e hai seguito docilmente i loro comandi memore della parola del Signore che ha detto: “chi ascolta voi ascolta me”.
Intercedi per il Papa... , i Vescovi, e tutti i sacerdoti perché nel continuo ascolto della volontà di Dio siano sempre fedeli e vigilanti nel loro ministero e ci aiutino a crescere nella comunione con Dio e con la sua Chiesa mediante il Vangelo e l’Eucaristia. Fatti vicino a quanti sono stanchi o vacillanti, perché nella forza dello Spirito trovino nuova fiducia e slancio e non si scoraggino di fronte alla fatica, all’insuccesso e all’ingratitudine e ottieni che la nostra vicinanza e testimonianza sia loro di sostegno e incoraggiamento.
Padre nostro,3 Ave Maria.
San Giuseppe figlio perfetto nell’obbedienza, prega per noi.


A cura della Redazione di
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P.zza Gallo, 10
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Tel 071.71.67.26

FOTO TRATTA DA: http://www.sangiuseppeosimo.it/

NOVENA A SAN PIO DA PIETRELCINA (DAL 14 AL 22 SETTEMBRE ) 2 GIORNO


2° GIORNO
O Padre Pio da Pietrelcina, che al fianco di Nostro Signore Gesù Cristo, hai saputo resistere alle tentazioni del maligno. Tu che hai subito le percosse e le vessazioni dei demoni dell’inferno che volevano indurti ad abbandonare la tua strada di santità, intercedi presso l’Altissimo affinché anche noi con il tuo aiuto e con quello di tutto il Paradiso, troviamo la forza per rinunciare al peccato e conservare la fede sino al giorno della nostra morte.
« Fatti animo e non temere le fosche ire di Lucifero. Rammentati per sempre di questo : che è buon segno allorché il nemico strepita e ruggisce all’intorno della tua volontà, poiché questo dimostra che egli non è al di dentro ». Padre Pio


Recita della coroncina al Sacro Cuore di Gesù
1. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, "chiedete ed otterrete", "cercate e troverete", "picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
2. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre Tuo, nel Tuo nome, io chiedo la grazia...
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
3. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!" ecco che appoggiato all’infallibilità delle Tue sante parole io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell’ Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre, S. Giuseppe, Padre Putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.


TESTO TRATTO DA: www.preghiereagesuemaria.it
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NOVENA A SAN PIO DA PIETRELCINA (DAL 14 AL 22 SETTEMBRE) 1 GIORNO


1° GIORNO
O Padre Pio da Pietrelcina, che hai portato sul tuo corpo i segni della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Tu che hai portato la Croce per tutti noi, sopportando le sofferenze fisiche e morali che ti flagellavano anima e corpo in un martirio continuo, intercedi presso Dio affinché ognuno di noi sappia accettare le piccole e le grandi Croci della vita, trasformando ogni singola sofferenza in un sicuro vincolo che ci lega alla Vita Eterna.
« Conviene addomesticarsi coi patimenti, che piacerà a Gesù mandarvi . Gesù che non può soffrire di tenervi in afflizione, verrà a sollecitarvi ed a confortarvi con l’infondere al vostro spirito nuovo coraggio ». Padre Pio

Recita della coroncina al Sacro Cuore di Gesù

1. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, "chiedete ed otterrete", "cercate e troverete", "picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
2. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre Tuo, nel Tuo nome, io chiedo la grazia...
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
3. O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!" ecco che appoggiato all’infallibilità delle Tue sante parole io chiedo la grazia…
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell’ Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre, S. Giuseppe, Padre Putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.

testo tratto da: www.preghiereagesuemaria.com
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NOVENA A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO (DAL 9 AL 17 SETTEMBRE) 6 GIORNO


NOVENA A S. GIUSEPPE DA COPERTINO
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO:
Mistero inesprimibile d’amore
colui che è unito è libero dal mondo
che in Dio soltanto trova il suo riposo
e fatto luce illumina i fratelli.
Attinge l’acqua e resta un assetato
possiede in abbondanza e sempre cerca
dimora in Dio e vive da straniero
già scorge il sole e chiede di vedere.
La sua sapienza nasce nel silenzio
e intende la Parola in verità
l’orecchio atteso al suono della voce
che parla a chi l’ascolta nella fede.
Il nostro canto sia eucaristia
o Padre santo che hai creato l’uomo
e che nel Figlio l’hai glorificato
perché dal Soffio tuo rinasca al regno.
Orazione:
O Dio, che hai glorificato il tuo servo Giuseppe da Copertino e lo hai posto in mezzo al tuo popolo come patrono e protettore per indicargli la strada che conduca a te, per sua intercessione, esaudisci secondo la tua volontà le preghiere che umilmente ti presentiamo e, nella tua misericordia, concedici di godere in paradiso, insieme ai tuoi santi, la visione beata del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.


6° - San Giuseppe, uomo consacrato a Dio, tu hai fatto della tua vita un unico e ardente desiderio: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Intercedi per tutti i consacrati, perché con cuore indiviso vivano nella gioia la loro appartenenza totale a Dio e, dimentichi di se stessi, siano testimoni autentici della presenza del Signore risorto in mezzo a noi, strumenti infaticabili del suo amore misericordioso e profezia dei tempi futuri.
Padre nostro, 3 Ave Maria.
San Giuseppe uomo puro di cuore, prega per noi.

A cura della Redazione di
“Donare Pace e Bene”
P.zza Gallo, 10
Osimo (AN)
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MESE DI SETTEMBRE ALL'ADDOLORATA: 14 GIORNO


L’ultima cena
Il Mercoledì Gesù si trattenne a Betania lasciando che la malignità e l'odio dei suoi nemici si riscaldassero e bollissero soffiati dalla rabbia infernale. Giuda prende gli ul-timi accordi pel tradimento, mentre gli al¬tri Apostoli con incertezza e trepidazione aspettano gli ordini del Maestro, per cono¬scere come e dove si sarebbe celebrata la Pa-squa. « Sapete, dice il Maestro, che fra due giorni si farà la Pasqua, ed il Figlio del-l'uomo sarà preso per esser crucifisso?. Venne la mattina del Giovedì, ed i disce¬poli ancora incerti gli domandano: Dove vuoi tu che ti apparecchiamo per mangiare la Pasqua?». Gesù presi in disparte Pietro e Giovanni, li manda a Gerusalemme aven¬do dato loro il segno per trovare il Cena¬colo preparato. Pietro e Giovanni adempi¬scono puntualmente gli ordini di Gesù, ed all'ora stabilita Gesù è a tavola in Gerusa¬lemme, in questo Cenacolo con í suoi do¬dici discepoli
Pertanto dalla sera del Martedì, a quella del Giovedì, Maria ebbe agio di rimanere accanto al suo Gesù nella fida Betania: non era ignara la Vergine della tempesta che fuori imperversava: quello che lo sguardo ed il cuore materno non le lasciavano in-dovinare, le doveva esser riferito da Gesù stesso, col quale in quei giorni d'inazione aveva lunghi colloqui. Consideriamo quali sentimenti dovessero tenere in pena ed or-gasmo quel cuore di madre in quelle lun¬ghe ore tristissime. Il tradimento di Giuda, la vendita del Figlio di Dio per vile dana¬ro, il proposito satanico di mettere a mor¬te L’autore della vita, l'accanimento della persecuzione contro l'innocente... Oh quan¬te frecce da far sanguinare il cuore della santissima Vergine! Misurane, anima, mia, l'acerbità.
S. Bonaventura pensa che Maria si recas¬se a Gerusalemme per fare anche lei la Pa-squa con Gesù, e questo parere del Santo è più che verisimile, nè si potrebbe dissen-tire da lui..Accompagniamo dunque la Ver¬gine che con alcune sue compagne venute di Galilea, in separata comitiva se ne viene in città, ed è ricevuta dal padrone e dalla pa-drona del Cenacolo in casa loro.. Mentre Gesù nel piano superiore, detto propria-mente il Cenacolo, sta celebrando l'antica e la nuova Pasqua, Maria sta con le persone di casa nel piano inferiore, che era l'abita¬zione dei proprietari. Dov'era il cuore della divina Madre? Certo lassù col Figlio suo e con i discepoli, tutta assorta nella contem-plazione dei grandi misteri che vi si cele¬bravano. Ad un certo momento impallidi¬sce, trema, prorompe in pianto! Che cos'è? Si sentono i passi precipitosi e pesanti di uno dei dodici che scende per la scala esterna in fuga dispettosa! Maria indovina. È proprio lui, il traditore, che va a consumare il ne¬fando delitto! Un fremito del cuore mater¬no, uno sguardo al cielo, dissero a chi li osservò, quanto soffrisse quell'anima imma¬colata!
E siamo pure del parere del Serafico Dot¬tore, che Gesù mandasse alla Madre sua da qualcuno degli Apostoli, testè consacrati sacerdoti, la SS.ma Eucaristia! Con quanto amore, con quanta purezza Maria la ricevet¬te! Ecco la comunione più degna, dopo quella di Gesù!...
Considera, anima mia, con quali sentimen¬ti l'Immacolata Vergine Madre di Dio, acco-glie in questa circostanza il Figliolo suo, che ora viene nel suo cuore come santifica¬tore e vittima già qui stesso sacrificata per recarle accrescimento di santità, conforto op-portuno, pegno di eterna gloria... Quanta piiezza, quanta devozione al sacrificio, quanto amore accolgono il Figlio Dio nel cuore di tanta Madre... Oh se tu fossi capace di avere un poco del sentimento di Maria, quando ti accosti alla santa Comunione!... Invece, che succede? Chi sa quanto dispiacere cagioni tu a Maria, quando ricevi il suo Figliolo con la tua freddezza abituale...
O Vergine Madre di Gesù sacramentato, impetratemi voi le disposizioni migliori per fare con frutto la santa Comunione. Propongo di non risparmiare diligenza al¬cuna per fare la santa comunione con le migliori disposizioni, per dar gusto a Ma¬ria, e riparare le offese orribili che si fanno a Gesù amore sacramentato.

SACRO SETTENARIO
A MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA

GIORNO VII
Dolori di Maria nella sepoltura di Gesù.
Contempliamo, anime buone, le atrocissi¬me pene della Divina Desolata, allorquando dovette dare sepoltura al suo Unigenito.
In questo mistero l'umiliazione dell'Uomo-¬Dio, riposto nel sepolcro, come tutti i mortali, raggiunse tali altezze di dolore, che solo Maria potè sostenerle. Se una madre ha per¬duto l'unico suo figlio, lo ha visto cadavere e poi sepolto in una fredda tomba, per questa genitrice sono finite tutte le gioie. Il sole sem¬bra negare a lei la sua luce, mentre ella resta avvolta in una perenne amarezza. Tale fu la pena della Vergine, dopo di aver sacrificato all'Altissimo il Suo Unigenito, come fece Abramo col suo piccolo Isacco.
Finalmente i Discepoli Le tolgono dal seno il suo Gesù morto, lo imbalsamano, lo avvol¬gono in un candido lenzuolo; indi lo portano al sepolcro. Segue anche Maria, sostenuta dalle pie donne! Giunti colà lo adagiano sulla pietra. La Vergine Madre lo bacia con tenerez¬za infinta per l'ultima volta; lo benedice col cuore straziato e gli dona l'estremo addio.
Indi lo chiudono nel sepolcro. Oh Dio! quale fremito pietoso pervade la Divina desolata, priva del suo Gesù.
O Gesù caro, Ella esclama, sei veramente sposo di sangue e di dolore; l'amore Ti ha ucciso. O dolce vittima d'amore e di dolore, rendi me pure un'ostia sacrificata per Te, immolata al Tuo solo dovere divino e fa che io resti sepolta con Te. Ma quale non fu la desolazione della Madonna nel discendere il Calvario dopo quell'estremo dolore della sepoltura di Gesù.
Maria, appoggiata al pio Giovanni, in com¬pagnia delle divoti donne e di tutti gli Angeli del Calvario fa ritorno alla sua casetta.
Anime care, quest'ultima e straziante pena della Madonna non parti mai dalla nostra mente e resti per sempre dentro il nostro cuore il gemito della nostra Madre, affinchè ci sia di perfetta propiziazione e benedizione. Tutte le sere, dopo l'Angelus, accompagnia¬mo la Desolata, che discende dal Calvario mesta ed oppressa e recitiamo con amore il S. Rosario, e, nel contemplare i misteri del suo dolore, contempliamola di cuore.
AFFETTI
O tenera Madre mia, allorquando Ti penso nel doloroso ritorno del Calvario, afflitta e desolata, Tu ci apparisci assai bella. E allor che l'orizzonte s'indora al declinare del sole, che proietta i suoi vividi raggi di luce e di calore, mentre la dolce compagna inneggia a Te col divoto squillo e invita i Tuoi figli a ripeterti il caro saluto dell'Angelus, il tuo sor¬riso amabile, che ci rifulse del vivere al matti¬no, ci sorridi ancora, o Vergine pietosa, allor che la sera, anche per noi sarà vicina.
"A Te le prime suppliche Rivolgemmo un giorno, bamboli innocenti; A te si volga l'ultimo Sospiro e bacio del nostro cuor morente!
Vorremmo vederti a l'ultima agonia... Vorremmo morir, dicendo: “Ave Maria”. In mano il Tuo Rosario, Chinato il capo sul materno cuore, Al petto la medaglia, Lo spirto voli al regno de l'amore! Adorni la mia coltrice, Siccome gemma, il santo scapolare, E le mie ossa posino Vegliate a l'ombra del Tuo bianco altare! Vieni, o Madre, a l'ultima agonia Fammi morir, dicendo: “Ave Maria”. Nel chiostro santo, raccolte nel Tempio, Davanti alla Tua Immagine in cui Ti vediamo Stringere fortemente al seno Il morto e pallido Tuo Figlio Divino.
Oh! in quei momenti di Cielo, passati vicina a Te, quante lagrime verso, o Madre mia. Ripenso agli ultimi istanti della mia vita e Ti invito, o dolce Madre, a prestarmi nell'ora di mia morte la Tua materna assistenza, come facesti con Gesù sul Calvario, mentre con forti accenti, elevando il mio spirito in alto, Ti prego con gli Angeli, o Vergine pietosa: Salve Regina, Mater misericordiae, vita dulcedo et spes nostra salve!
O Tu, che sei l'Avvocata nostra, intercedi per noi, Tuoi figli, salvaci tutti, volgi pietosa i Tuoi occhi d'amore verso di noi e mostraci, Te ne supplichiamo, il benedetto Tuo Gesù dopo il nostro penoso esilio, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
OSSEQUIO. - In tutti i Venerdì dell'anno, rendere speciali ossequi all'Addolorata, facendo in suo onore la Santa Comunione, e, quando si può, l'Ora d’Amore alla Desolata.
GIACULATORIA. - O Rosa del Golgota, mac¬chiata del sangue della Redenzione, abbi pietà di me.

CORONA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE ADDOLORATA
O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

Nel Primo Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che presenta Gesù bambino al Tempio e incon¬tra il santo vecchio Simeone che le profetizza la «spada» del dolore.
Maria Santissima offre Gesù a Dio Padre, offre la Vittima pura, santa e immacolata, e con Lui of¬fre se stessa, chiamata ad essere la Corredentrice universale: per questo Gesù sarà Vittima crocifissa e Lei avrà l'anima trapassata dalla «spada» del do¬lore per tutti i peccati del mondo. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Secondo Dolore si contempla
Maria Santis¬sima che fugge in Egitto per salvare Gesù bambino dalla morte.
Maria Santissima fugge in esilio con S. Giuseppe per salvare la vita di Gesù Bambino minacciato di morte. Il dramma di dolore dell'esilio di Maria Santissima è grazia di sostegno per tutti noi «esuli figli di Eva» chiamati, da questa terra di esilio, alla Patria dei cieli, a cui arrivare per la via della Cro¬ce, da Lei sostenuti e confortati. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Terzo Dolore si contempla
Maria Santissima alla ricerca di Gesù ritrovato nel Tempio a Geru-salemme.
Maria Santissima soffre un'angoscia terribile per lo smarrimento di Gesù a Gerusalemme. Per tre giorni Ella ricerca il Figlio, e lo ritrova nel Tempio. Smarrire Gesù, perdere Gesù: è la più grande disgra¬zia che ci possa capitare, perché solo Lui è la Via, la Verità e la Vita; perciò bisogna subito ricercarlo e ri¬trovarlo nel Tempio, nella Casa del Signore, acco¬standosi ai Sacramenti della Confessione e della Co¬munione. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Quarto Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che incontra il Figlio Gesù sulla via del Calvario.
Maria Santissima incontra Gesù sulla strada del Calvario e percorre con Lui il cammino doloroso fino al Golgota, portando nel cuore la Croce di Gesù come una «spada» che penetra sempre più a fondo nella sua anima per la redenzione dell'uma¬nità peccatrice. Con Maria Addolorata seguiamo anche noi Gesù portando la Croce della nostra salvezza. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Quinto Dolore si contempla
Maria SS Addolorata presente sul Calvario alla Crocifis¬sione e Morte di Gesù.
Maria Santissinia Addolorata è presente alla Crocifissione e Morte di Gesù e soffre nel suo cuo¬re di Madre tutti gli strazi del corpo di Gesù inchio¬dato alla croce, abbeverato di fiele, trafitto al co¬stato. Qui la «spada» del dolore ha trapassato tut¬ta l'anima di Maria, ma Ella ha offerto tutto sem¬pre unita al Figlio Redentore come Corredentrice universale di salvezza. Ella voglia stampare nelle nostre anime l'immagine del Crocifisso. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Sesto Dolore si contempla
Maria SS Addolorata che riceve tra le braccia Gesù deposto dalla Croce.
Maria Santissima riceve fra le braccia Gesù de¬posto dalla croce. Questa è l'immagine della pietà. Ma è anche l'immagine della maternità sacerdotale della Corredentrice universale che offre al Padre la Vittima divina, ostia di salvezza per tutti gli uomini di ogni tempo e luogo. O Madre pietosa, tieni an¬che noi fra le tue braccia per offrirci a Dio. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Settimo Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che depone Gesù morto nel sepolcro.
Maria Santissima depone il corpo di Gesù nel se¬polcro per attendere con fede invitta la sua resurre¬zione. Il sepolcro di Gesù è un sepolcro di vita e di gloria, e così sarà del sepolcro di ogni redento che accoglie il Redentore, mentre il sepolcro di chi rifiuta Cristo sarà sepolcro di perdizione eterna. Madre Addolorata, deponi anche noi nel sepolcro di Gesù per risorgere un giorno come Lui alla vita eterna. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.


TESTI TRATTI DA: www.preghiereagesuemaria.com
FOTO TRATTA DA: http://www.dphoto.it/20071027921/mostre-fotografia/l-ultima-cena-foto-16-miliardi-di-pixel.html

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE: 14 SETTEMBRE


Vexílla regis pródeunt,

fulget crucis mystérium,

quo carne carnis cónditor

suspénsus est patíbulo;


Quo, vulnerátus ínsuper

mucróne diro lánceæ,

ut nos laváret crímine,

manávit unda et sánguine.


Arbor decóra et fúlgida,

ornáta regis púrpura,

elécta digno stípite

tam sancta membra tángere!


Beáta, cuius brácchiis

sæcli pepéndit prétium;

statéra facta est córporis

prædam tulítque tártari.


Salve, ara, salve, víctima,

de passiónis glória,

qua Vita mortem pértulit

et morte vitam réddidit!


O crux, ave, spes única!

in hac triúmphi glória

piis adáuge grátiam

reísque dele crímina.


Te, fons salútis, Trínitas,

colláudet omnis spíritus;

quos per crucis mystérium

salvas, fove per sæcula. Amen.


O Padre, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del Cristo tuo Figlio, concedi a noi, che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero di amore, di godere i frutti della redenzione nel cielo. Per il nostro Signore.


INNO E ORAZIONE PROPRIA DAI SECONDI VESPRI DEL PROPRIO DELL'ESALTAZIONE DELLA CROCE TRADDO DA:http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0914vesPage.htm


FOTO: IMMAGINE RELIQUIARIO SANTA CROCE PRESSO BASILICA DEL SANTO SEPOLCRO BARLETTA

NOVENA A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO (DAL 9 AL 17 SETTEMBRE) 5 GIORNO


NOVENA A S. GIUSEPPE DA COPERTINO
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO:
Mistero inesprimibile d’amore
colui che è unito è libero dal mondo
che in Dio soltanto trova il suo riposo
e fatto luce illumina i fratelli.
Attinge l’acqua e resta un assetato
possiede in abbondanza e sempre cerca
dimora in Dio e vive da straniero
già scorge il sole e chiede di vedere.
La sua sapienza nasce nel silenzio
e intende la Parola in verità
l’orecchio atteso al suono della voce
che parla a chi l’ascolta nella fede.
Il nostro canto sia eucaristia
o Padre santo che hai creato l’uomo
e che nel Figlio l’hai glorificato
perché dal Soffio tuo rinasca al regno.
Orazione:
O Dio, che hai glorificato il tuo servo Giuseppe da Copertino e lo hai posto in mezzo al tuo popolo come patrono e protettore per indicargli la strada che conduca a te, per sua intercessione, esaudisci secondo la tua volontà le preghiere che umilmente ti presentiamo e, nella tua misericordia, concedici di godere in paradiso, insieme ai tuoi santi, la visione beata del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.


5° - San Giuseppe, uomo paziente, nella tua vita hai sopportato con docilità e abbandono numerose prove e sofferenze, che ti hanno afflitto nel corpo nel corpo e nell’anima.Fa che i malati, gli anziani, gli infelici e tutti coloro che in qualche modo si sentono oppressi dalla tribolazione e dalla solitudine, ti sentano vicino e compagno nella loro afflizione e sul tuo esempio trovino nella croce del Signore Gesù il senso e la forza per portare la loro sofferenza e offrirla unitamente al sacrificio del Cristo per la salvezza del mondo, e nella solidarietà dei fratelli il sollievo e la consolazione.
Padre nostro, 3 Ave Maria.
San Giuseppe amante del Crocifisso, prega per noi.


A cura della Redazione di
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P.zza Gallo, 10
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FOTO TRATTA DA: http://www.sangiuseppeosimo.it/

SETTEMBRE MESE ALL'ADDOLORATA: 13 GIORNO


Penoso commiato.
«Qui va inserita una meditazione molto bella, della quale tuttavia la Scrittura non parla; così il Serafico Dottore si intro¬duce a raccontare il mestissimo commiato che Gesù volle prendere da Maria sua Ma¬dre prima di cominciare la sua passione. Confessa il Serafico, che di questo non parla la Scrittura, ma è cosa chiara che lo si può e lo si deve supporre. « È opinione comune dei santi che l'amoroso Redentore non prin¬cipiasse l'atroce Passione senza averne pri¬ma domandato licenza alla dolcissima Ma¬dre sua che tanto amava e da cui sapeva di essere cotanto amato ». Consideriamo perciò come Gesù e Maria ritiratisi dalla ca¬sa di Simone a quella di Marta e Maria, e ridottisi soli a soli nella stanza loro asse¬gnata, dopo essersi detti tante cose col cuo¬re in tumulto e lo sguardo turgido di lacri¬me, il Figlio rompe quel silenzio angoscio¬so e dice alla Madre che dalla seguente mat¬tina cominceranno le supreme lotte col po¬tere delle tenebre, e che egli in pochi gior¬ni ne sarà vittorioso, ma con lo spargimento di tutto il suo sangue, e con la morte terri¬bile della croce! Maria ascolta singhiozzan¬do e piange! Poi con voce alterata dal pian¬to esclama: Oh se potessi andar io alla mor¬te invece tua, o dolcissimo Figlio mio!.....
Ma lo so, nè la mia vita, nè quella di qual¬siasi altra creatura, ha tanto valore da ba-stare all'umano riscatto. Anch'io ho bisogno dello spargimento del sangue tuo, o A-gnello divino, anch'io spero di essere in eter¬no con Dio nella gloria per i meriti tuoi!... Va pure a sacrificare sulla croce quella car¬ne che prendesti dalle mie viscere a questo scopo! No, non posso nè voglio oppormi ai voleri di Dio. Ecco, ripeterò ancora una vol¬ta, ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo i suoi voleri!.... Ma di questo sii certo, o Figlio mio, gli dice con enfasi ab¬bracciandolo, baciandolo, bagnandolo di la¬crime, che il cuore della madre tua sarà sempre con te; con te patirà, con te sarà straziato, il tuo sangue sarà mescolato alle mie lacrime: questo ti sia prova del mio ardente amore!.. Gesù che ben conosceva la sublime perfet¬tissima santità della Madre sua, gradisce quegli sfoghi di materno amore, la confor¬ta, rianima ed incoraggia, ricordandole che ella pure ha la sua parte notabilissima al¬l'offerta della Vittima divina. E di chi sono io, secondo la carne, se non tuo? La Vitti¬ma che si offre è anche tua, anche tu la offri per la Redenzione del mondo, nella qua¬le mi sarai eterna cooperatrice!
Non è facile per noi percepire ed esprime¬re i sovrumani sentimenti di quei nobilissi¬mi Cuori in quella solennissima occassione! Riproduciamo nell'animo nostro il quadro commoventissimo dell'Uomo Dio a colloquio con la Vergine Madre sua per comunicarsi il mutuo dolore, ed unirsi in un impeto di sublime carità al comune sacrificio per la Redenzione del mondo! Abramo col braccio steso in atto di immolare il suo unigenito dilettissimo Isacco, può suggerirci una par¬lante figura di Maria in quel penoso com¬miato dal suo Gesù.
Non distrarre, anima mia, i tuoi pensieri ad altre cose: cerca di penetrare nell'animo di Maria santissima e studiarne i sentimen¬ti e gli affetti. È la più tenera fra le madri, che si duole pel suo Figlio sacrificato a morte: sì tutto ciò è vero, e nessun'altra madre sentì mai dolore simile al dolore di Maria; ma rifletti che quel dolore non era una ingrata sorpresa per Maria: non lo su¬biva contro sua volontà: non desiderava che le cose accadessero diversamente. Ringra¬ziava Iddio che per la nostra salute mandava a morire l'Unigenito suo in quanto era anche Figlio di lei: e più lo ringraziava della parte che le concedeva alle pene acer¬bissime di Gesù!
O Maria Corredentrice nostra, impetrate¬ci da Gesù Crocifisso, che nel meditare la passione di lui ed i vostri dolori, mettiamo da ogni umano carnale sentimento, per intendere il mistero di essi, e ricavar¬ne frutto sano e duraturo.
Accrescerò la mia fiducia in Maria Addo¬lorata nostra Corredentrice, e da lei impa¬rerò a meditare ed imitare la Passione di Gesù Cristo.

SACRO SETTENARIO
A MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA

GIORNO VI
Il colpo di lancia e la deposizione di Gesù dalla Croce.
Contempliamo, anime buone, ancora un altro dolore che ebbe a sostenere ai piedi della Croce l'eletta Madre di Dio. Dato che non vi è oltraggio più grave che ferire ed insultare un morto, il colpo di lancia, vibrato da un soldato che ferì il Sacro Costato di Gesù intensificò lo spasimo atroce della Madonna, che da sola ne subì tutta la dolorosa sensazio¬ne, essendo Gesù già morto.
Ma l'alto mistero racchiuso nel colpo di lan¬cia veramente è mistico, sublime, oltre l'inten¬dimento umano; poichè da questa ferita fatta al Sacrosanto Costato ne uscì la Santa Chiesa.
La S. Chiesa nella liturgia del Sabato Santo esulta e chiama felice la colpa di Adamo, che ci meritò un tanto Redentore: «O felix culpa, quae meruit babere tantuma Redemptorem... Benedetta lancia che ferì ed aprì il Sacro Costato di Gesù e ci donò il suo Cuore avvampante di carità». Da questa aperta ferita sgorgano le ultime stille di sangue misto ad acqua; per rimanere aperta sempre a tutti quei che vogliono tuffarsi in essa ed essere rigenerati alla grazia che porta alla vita eterna. L'Addolorata ai piedi della Croce, mesta e silenziosa, raccoglie ogni sublimità.
Mistero profondo! Maria, attinge da Gesù estinto, l’ acqua salutari per dissetare tutti i suoi figli novelli, e li invita con le soavi paro¬le: «O assetati, venite tutti; - venite omnes sitientes».
Sì, o Madre cara, veniamo a Te, sitibondi di queste mistiche acque. Mondaci in esse e ren¬dici pure e belle ai Tuoi sguardi materni.
Gesù morto, dalla Croce, col cuore aperto, cogli occhi spenti, colle labbra scolorite e semiaperte, par che ripeta a tutti: «Venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis et ego reficiam vos: - Voi tutti che siete affaticati e stanchi, e coperti di lagrime, addolorati, veni¬te a me: io vi ristorerò».
Sì, il dolce Maestro è stato diradato dalla terra dei viventi; il grande e tremendo Deicidio è stato compiuto... Il pietoso Nazareno è scomparso, ma il suo Cuore pal¬pita ancora per tutti i suoi amici, ed anche per i nemici e cattivi, giacchè la sua misericordia è infinita.
Pertanto sulla cima del Calvario, tra i sassi coperti di sangue, mentre il cielo si oscura e dense tenebre avvolgono l'orizzonte, la terra trema, il velo del Tempio si divide in due parti, i sepolcri si aprono, i morti risorgono, Maria, la dolce Madre: - Stabat justa Crucem jesu: stava ritta e immobile accanto la croce di Gesù, in mezzo agli orrori di quel Venerdì Santo, e quale Sacerdotessa offriva all'Eterno sull'Altare del Golgota, il primo sacrificio e la prima Messa del suo Figliuolo.
O Madre, Sacerdotessa eccellente, da oggi in poi, verranno a Te per la durata dei secoli tutti i Sacerdoti, che si curveranno dinanzi a Te; e Tu sarai la loro Madre, Maestra, Modello. Essi sono il palpito più cocente del Cuore aperto del Tuo Gesù e sono i figli della Tua predilezione materna. Tu li assisterai sempre durante la celebrazione dei divini Misteri; starai presso l'Altare santo, vicino ad essi, come stavi vicino alla Croce di Gesù; mostrerai loro il Cielo durante le loro ardue fatiche apostoliche; l'incoraggerai nel loro ministero e dirai loro: Figlio, guarda il Cielo, e compi coraggiosamente le fatiche, ed opera per amore mio e di Gesù».
Un'altra pena incombe purtroppo sul Cuore Addolorato di Maria Santissima: la deposizio¬ne dalla Croce.
I discepoli di Gesù lo schiodano e, scen¬dendolo piano piano; lo adagiano sulle ginocchia della Madonna, che a tal fine si era seduta su di una pietra. Ma quale non fu il rammarico della dolente Madre nel mirare il suo morto Gesù e vedere quelle piaghe profonde e larghe? Quella corona di spine sì fortemente premuta e conficcata nel divin Capo. Ella gliela toglie con amore; indi bacia con tenerezza materna ciascuna piaga del corpo adorato del Figlio, e va mestamente ripetendo: «non est in Eo sanitas: da capo a piedi non è in Lui sanità veruna».
Anime buone e care, insieme ai pii Discepoli di Gesù, alle divote donne piangia¬mo intorno alla salma dell'Uomo-Dio deposto in seno alla sua desolata Genitrice; ed in silenzio adoriamolo profondamente con Maria, che con affetto Lo bacia, Lo accarezza, Lo adora.
AFFETTI
O Regina dei Martiri, chi mi darà lagrime ardenti per piangere con Te, giorno e notte la morte atroce del Tuo Unigenito? Quel petto aperto dalla crudele lancia mi parla del suo amore immenso. Chiudimi in Essa, o dolce Madre, come in una caverna benedetta, onde io ridica a lui il mio amore.
Anime sorelle, durante il Santo Sacrifizio della Messa recitiamo sempre il flebile inno dello “Stabat Mater”. Recitare questa gioconda poesia del dolore di Maria è lo stesso che ristemprarsi in pianto. Par che la Mamma Dolente accolga sensibilmente le espressioni dolorose che sgorgano divote dal cuore.
O Madre, abisso di amore, fa che io senta i Tuoi dolori, che io pianga assieme con Te:
"In Te può la mia vita esser gioconda S'ai Tuoi prieghi, o Maria, O Vergine dolce e pia, Ove il delitto abondò, la grazia abonda".
OSSEQUIO. - Prendere da oggi la bella prati¬ca di recitare sempre lo Stabat Mater, possi¬bilmente dinanzi alla immagine dell’Addolorata.
GIACULATORIA. - O Maria, Madre del dolore, fa che io senta i Tuoi dolori e che pianga assieme con Te.


CORONA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE ADDOLORATA
O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

Nel Primo Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che presenta Gesù bambino al Tempio e incon¬tra il santo vecchio Simeone che le profetizza la «spada» del dolore.
Maria Santissima offre Gesù a Dio Padre, offre la Vittima pura, santa e immacolata, e con Lui of¬fre se stessa, chiamata ad essere la Corredentrice universale: per questo Gesù sarà Vittima crocifissa e Lei avrà l'anima trapassata dalla «spada» del do¬lore per tutti i peccati del mondo. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Secondo Dolore si contempla
Maria Santis¬sima che fugge in Egitto per salvare Gesù bambino dalla morte.
Maria Santissima fugge in esilio con S. Giuseppe per salvare la vita di Gesù Bambino minacciato di morte. Il dramma di dolore dell'esilio di Maria Santissima è grazia di sostegno per tutti noi «esuli figli di Eva» chiamati, da questa terra di esilio, alla Patria dei cieli, a cui arrivare per la via della Cro¬ce, da Lei sostenuti e confortati. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Terzo Dolore si contempla
Maria Santissima alla ricerca di Gesù ritrovato nel Tempio a Geru-salemme.
Maria Santissima soffre un'angoscia terribile per lo smarrimento di Gesù a Gerusalemme. Per tre giorni Ella ricerca il Figlio, e lo ritrova nel Tempio. Smarrire Gesù, perdere Gesù: è la più grande disgra¬zia che ci possa capitare, perché solo Lui è la Via, la Verità e la Vita; perciò bisogna subito ricercarlo e ri¬trovarlo nel Tempio, nella Casa del Signore, acco¬standosi ai Sacramenti della Confessione e della Co¬munione. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Quarto Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che incontra il Figlio Gesù sulla via del Calvario.
Maria Santissima incontra Gesù sulla strada del Calvario e percorre con Lui il cammino doloroso fino al Golgota, portando nel cuore la Croce di Gesù come una «spada» che penetra sempre più a fondo nella sua anima per la redenzione dell'uma¬nità peccatrice. Con Maria Addolorata seguiamo anche noi Gesù portando la Croce della nostra salvezza. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Quinto Dolore si contempla
Maria SS Addolorata presente sul Calvario alla Crocifis¬sione e Morte di Gesù.
Maria Santissinia Addolorata è presente alla Crocifissione e Morte di Gesù e soffre nel suo cuo¬re di Madre tutti gli strazi del corpo di Gesù inchio¬dato alla croce, abbeverato di fiele, trafitto al co¬stato. Qui la «spada» del dolore ha trapassato tut¬ta l'anima di Maria, ma Ella ha offerto tutto sem¬pre unita al Figlio Redentore come Corredentrice universale di salvezza. Ella voglia stampare nelle nostre anime l'immagine del Crocifisso. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Sesto Dolore si contempla
Maria SS Addolorata che riceve tra le braccia Gesù deposto dalla Croce.
Maria Santissima riceve fra le braccia Gesù de¬posto dalla croce. Questa è l'immagine della pietà. Ma è anche l'immagine della maternità sacerdotale della Corredentrice universale che offre al Padre la Vittima divina, ostia di salvezza per tutti gli uomini di ogni tempo e luogo. O Madre pietosa, tieni an¬che noi fra le tue braccia per offrirci a Dio. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Settimo Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che depone Gesù morto nel sepolcro.
Maria Santissima depone il corpo di Gesù nel se¬polcro per attendere con fede invitta la sua resurre¬zione. Il sepolcro di Gesù è un sepolcro di vita e di gloria, e così sarà del sepolcro di ogni redento che accoglie il Redentore, mentre il sepolcro di chi rifiuta Cristo sarà sepolcro di perdizione eterna. Madre Addolorata, deponi anche noi nel sepolcro di Gesù per risorgere un giorno come Lui alla vita eterna. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

TESTI TRATTI DA: www.preghiereagesuemaria.it

FOTO TRATTA DA: CHIESA DELL'ADDOLORATA- -SANNICANDRO GARGANICO - DI FACEBOOK

NOVENA A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO (DAL 9 AL 17 SETTEMBRE) 4 GIORNO


NOVENA A S. GIUSEPPE DA COPERTINO
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.
INNO:
Mistero inesprimibile d’amore
colui che è unito è libero dal mondo
che in Dio soltanto trova il suo riposo
e fatto luce illumina i fratelli.
Attinge l’acqua e resta un assetato
possiede in abbondanza e sempre cerca
dimora in Dio e vive da straniero
già scorge il sole e chiede di vedere.
La sua sapienza nasce nel silenzio
e intende la Parola in verità
l’orecchio atteso al suono della voce
che parla a chi l’ascolta nella fede.
Il nostro canto sia eucaristia
o Padre santo che hai creato l’uomo
e che nel Figlio l’hai glorificato
perché dal Soffio tuo rinasca al regno.
Orazione:
O Dio, che hai glorificato il tuo servo Giuseppe da Copertino e lo hai posto in mezzo al tuo popolo come patrono e protettore per indicargli la strada che conduca a te, per sua intercessione, esaudisci secondo la tua volontà le preghiere che umilmente ti presentiamo e, nella tua misericordia, concedici di godere in paradiso, insieme ai tuoi santi, la visione beata del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.


4° - San Giuseppe, cercatore instancabile della volontà del Padre, che ben presto hai desiderato di donare la tua vita al servizio di Dio sull’esempio di Francesco d’Assisi,
ti preghiamo di intercedere per tutti i giovani, perché ascoltando la voce dell’unico Maestro possano scoprire la profondità dell’amore di Dio e la bellezza del suo progetto su di loro e comprendano che la vera libertà non sta nella ricerca egoistica del proprio interesse ma nel donare la vita ai fratelli, credendo che Dio non toglie nulla ma dona tutto.
Padre nostro, 3 Ave Maria.
San Giuseppe uomo della gioia, prega per noi.

A cura della Redazione di
“Donare Pace e Bene”
P.zza Gallo, 10
Osimo (AN)
Tel 071.71.67.26

FOTO TRATTA DA: http://www.sangiuseppeosimo.it/

MESE DI SETTEMBRE ALL'ADDOLORATA: 12 GIORNO


Maria in Betania.
Dal momento della resurrezione di Laza¬ro l'ostilità dei nemici di Gesù era giunta al parossismo: in un'adunanza del Sinedrio si era deliberato, relatore Caifas sommo sa-cerdote di quell'ultimo anno del sacerdozio levitico, che Gesù fosse messo a morte, per¬chè questa morte pareva necessaria per la salute pubblica. Si era dato il bando perchè chiunque sapesse dove egli si era nascosto, lo denunziasse all'autorità, e fosse arresta¬to. Gesù che aveva le ore contate, ma contate da lui stesso, credette opportuno ri¬tirarsi nella borgatella detta Efraim, al di là del Giordano, accanto al deserto. Quan-do credette giunto il tempo riprese il viag¬gio alla volta di Gerusalemme, senza nulla temere: passò per Gerico, venne a Betania, dove era morto Lazaro che egli aveva risu-scitato. Mancavano sei giorni alla Pasqua, era quindi il Sabato precedente quella che noi chiamiamo la Domenica delle Palme.
Sappiamo che in questo viaggio accompa¬gnavano Gesù, Maria Salome, e le principali sue compagne, perciò si può supporre che non ci mancasse la Madre di Gesù, che in quei giorni di trepidazione soffriva più che mai per la nera congiura che sapeva strin-gersi intorno a lui. Immaginiamo quindi, senza terna di sbagliare, che Maria era con alcune sue compagne, gli Apostoli e Gesù in Betania quel Sabato sera. Fu a tutti questi illustri e graditissimi ospiti apprestata una cena nel cenacolo di un certo Simone so¬prannominato il Lebbroso. Marta era la facccendiera, Lazaro uno dei commensali, Ma¬ria loro sorella presa una libra di unguento di nardo genuino e prezioso, ne unse i piedi di Gesù, e spezzato il vasello che lo conte¬neva ne sparse in tanta copia, che crede necessario astergerlo con le sue treccie. Segno di grande amore, riverenza ed infinita rico¬noscenza all'ospite divino che le aveva risu¬scitato il fratello. La Vergine osservava tutto, ed in cuor suo benediceva quella de¬vota Maria che mostrava tanto amore al suo Gesù.
Ma ecco motivi di turbamento ed indici¬bile affanno. « Disse uno dei discepoli di Gesù, Giuda l'Iscariote, che stava per tra¬dirlo: Perchè questo unguento non è stato venduto? Se ne sarebbero ricavati trecento danari da darsi ai poveri ». Diceva questo non perchè gli'importasse dei poveri, ma perchè ladro com'era e custode della borsa, face-va la cresta di quel che ci si metteva. Disse adunque Gesù: «Lasciatela stare, che ha pre¬venuto il prossimo giorno della mia sepol¬tura. I poveri li avete sempre con voi; me non mi avete sempre. Con questa unzione ella mi ha imbalsamato per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque sarà predicato il Vangelo, si narrerà questa sua pietosa azione in memoria di lei».
Maria ascoltava queste parole, e se le scol¬piva in cuore. Tutto sembrava pura gioia, effusione di delicatissimo amore, di ricono¬scenza, allegrezza intima e tranquilla, ed ecco il traditore interessato, ecco la morte, l'imbalsamazione, la sepoltura di colui al quale tutti i commensali professavano una gratitudine, un amore senza limiti. Eppure quanta mestizia, quanta trepidazione si pro¬vava al fondo di ogni dolce cosa! Maria spe¬cialmente era vigilante sulla sua specula di dolore, e quel convito non era per lei, che un risveglio di più alla sua tristezza acer¬bissima. Ai motivi di pena accumulati sin qui nel suo cuore ferito, si aggiungeva ora la raccapricciante vista del traditore. Anche questa pena pungentissima e straziante do¬vrà soffrire il mio Figlio!... Essere, tradito da un discepolo, per rifarsi di pochi soldi schifosí!... Essere tradito dopo aver fatto tanto bene al traditore, dopo averlo tanto amato!... E quella unzione uscita da un cuo-re amante e riconoscente, è dunque una im¬balsamazione per la sepoltura del Figlio mio, ormai imminente!...
Quale strazio al vostro cuore, o Madre te¬nerissima, chi può comprendere l'acerbità del vostro dolore?! Ma il dolore per le sof¬ferenze del Figlio vostro è la mirra che con¬disce tutti gli atti della vostra santissima vita. Perchè anch'io non condisco tutte le mie occupazioni tristi e liete con questa mirra, che è aroma grato a tutte le anime grandi? Impetratemene voi la grazia.
Il ricordo della passione di Gesù Cristo non mi abbandonerà mai, specialmente nel¬le azioni piacevoli e distrattine della mia vita.


SACRO SETTENARIO
A MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA

GIORNO V
Maria presente alla Crocifissione e Morte di Gesù.
Venite, ascendamus ad montem Domini. Anime sorelle, la dolce Addolorata, oggi ci chiama ed invita ad ascendere il monte del Signore per assistere con Lei alla Crocifissione ed alla Morte di Gesù. Vi andremo con amore, giacchè la via del Calvario è la sola che termi¬na al Paradiso. Vi porteremo la nostra Croce, seguendo Gesù e noi saremo felici e benedetti.
La Madonna dopo tanto penare, finalmente è arrivata su quel monte. I soldati in fretta si accingono a crocifiggere Gesù; e, strappando¬gli di dosso la veste, lo stendono sul duro patibolo, e, martellando vigorosamente i chiodi, lo configgono alla Croce.
Al primo colpo di martello, oh! come trema ed impallidisce la dolce Madre. Quei duri colpi si ripercuotono tutti, ad uno ad uno, nel suo cuore.
Essa palpita, agonizza. Le sembra vedere ad ogni istante e sotto quell'indicibile tormento il suo Gesù emettere l'ultimo anelito. Ma no, o Madre. L'Eterno serba al Tuo Figlio ancora un pò la sua esistenza per farlo maggiormente penare, onde soddisfi così, fino all'ultimo debito, i nostri successi. Egli deve agonizzare ancora per tre lunghe ore, e Tu devi dare al mondo intero dall'altezza del Golgota l'esem-pio di un eroismo sovrumano di sacrificio.
L'illustre P. Lacordaire scrive: «Quando si vuol conoscere il valore di un'anima, bisogna tastarla; se essa non rende il suono del sacrifi¬zio, passate oltre: è un'anima volgare».
O Madre, il cielo ti ha tastata; ha provata la tua grande anima, sottomettendola ad un dolo¬re immenso; e Tu hai dato il suono meraviglio¬so del più eroico e supremo sacrificio. Oggi, per il Tuo dolore, Tu sei la più alta creatura uscita dalle mani di Dio, e dalla Tua fronte ema¬nano fasci di luce che Ti avvolgono tutta, in un nembo di grandezza. È il Tuo Martirio incruen¬to che Ti rende bella, sovranamente bella...
Dippiù: la dolente Madre assiste sul Calvario ad un altro supplizio, che quei inu-mani apprestano a Gesù. Terminata la croce¬fissione, i carnefici alzano da terra la grande croce, l'accostano alla buca scavata prima, e ve la lasciano cadere dentro con tale scossa per tutte le membra del Redentore, che Gesù emise un sospiro.
E quando la Croce col suo frutto sanguinan¬te apparve fra il cielo e la terra, l'odio satanico di quel popolo inferocito proruppe in orride bestemmie e continui insulti al Crocifisso; ma Gesù perdona tutti e prega il Padre:
«Padre, perdona loro, perchè non sanno quel che fanno». E quel generoso perdono, misto a compatimento quasi paterno, scende vivo e penetrante nel cuore di uno dei due malfattori che gli pendono accanto, il quale lo proclama Dio e Gli rivolge la cara preghiera: «Signore, ricordati di me quando sarai nel regno Tuo».
E Gesù generosamente gli promette: «Oggi, oggi stesso, sarai meco in Paradiso». - Oh! quale felicità. Ma Gesù va sempre più decli¬nando ed il suo cuore non si sente ancora pago. Vuole dare agli uomini l'ultimo testa¬mento della sua carità infinita, sigillandolo con le ultime stille del suo sangue divino e con gl'indicibili suoi dolori. Egli scorge la mamma sua, accanto alla croce, immersa in un'estasi di amarezza, con lo sguardo immo¬bile verso di Lui e, vedendo il bisogno delle anime di avere una Madre che le diriga al bene, rivolto a Giovanni gli dice: «Ecco la Madre tua!»; poi rivolto a Maria, additandole Giovanni, ed in Lui tutto l'umano genere, aggiunge: «Donna, ecco il Tuo figlio!». Indi a poco leva al Cielo, quasi gemito pietoso, il tri¬ste lamento: «Padre, perchè mi hai abbando¬nato?». - Ah! che questi accenti dolorosi e mesti feriscono al vivo cuore sanguinante dell'Addolorata.
Ma ahimè! Gesù, sempre più aspirante, domanda da bere; «Sitio!»: «Ho sete!..». O sete misteriosa! È tale l'ardore della sua sete, che Gesù emette un gemito così alto da farsi udire da tutti; ma quei poveri insipienti tuffano nel¬l'issopo ed aceto una spugna e, inumiditola, l'apprestano alle smorte labbra del Figlio di Dio. Ma Gesù, accostatevi appena le labbra, la rifiuta... Ben altra sete è quella che Egli sente. È la sete delle anime da Lui redente, e la chiede a tutti.
Oh! mi fosse dato, o Gesù caro, di valicare gli immensi oceani in cerca di anime da condurre a Te. Vorrei essere un'aviatrice che sotto le volte azzurre dei cieli vola in cerca delle anime per darle a Te. Vorrei, se fosse possibile, ascen¬dere agli astri e trovare delle anime e dartele tutte e così dissetarti, o mio languente Signore.
Ma io sento ancora un altro accento: «Tutto è compiuto». E la mia anima risponde: «O Divino Maestro hai compiuto tutto, facendo tutto bene. L'alta missione l'hai espletata divi¬namente, salvando il genere umano; puoi dunque ora ritornare dal Padre Tuo, che Ti aspetta e Ti tende le sue braccia Paterne. Ma io vedo il Tuo petto divino più ansante, l'ulti¬mo istante della Tua vita già arrivato, gli occhi della Mamma tua fissi e rivolti a Te, mentre un fremito di angoscia Le passa per la Persona. Ella ti vede lentamente declianre il capo, mentre per l'ultima volta fai udire la Tua voce: «Padre, nelle Tue mani raccomando il mio spirito»: e muori.
AFFETTI
O Madre cara, nel vedere la tua calma in mezzo a tanto cordoglio mi si commuove l'a¬nima. Tu, immersa in Dio solo, stai fissa alla croce, mirando, con pace e tranquillità, gli orrori di questo giorno. Il mondo intero è avvolto in una vera caligine tenebrosa, e Tu sola contempli il Tuo morto Gesù, lo adori, lo ami nell'estasi della Tua anima straziata.
Oh Madre! dalla sommità del Calvario attiraci tutti a Te, onde piangere con Te la morte del Tuo Unigenito, mentre le nostre lagrime, ver¬sate ai Tuoi piedi, ci frutteranno gioie perenni.
Mons. Guy scrive: Ogni anima che è intrisa di lagrime, è come una terra feconda, di cui Dio finisce sempre per farne un Paradiso. Oh! quale grandezza è nascosta nel puro pati¬re per Gesù e per amor Tuo. E Tu vedi, o Mamma, quante pene nell'intimo del mio
cuore! quanti solchi profondi; quanti cari scomparsi dal nido benedetto della mia fami¬glia! Quei sacri vincoli spezzati per Te sin dal mattino della mia vita, Tu li rannoderai lassù. Vedi come sanguina il mio cuore per tante incomprensioni e disprezzi subiti. Donami Tu il coraggio... alita su di me la Tua calma, e fa che io imiti la tua invitta fortezza.
O Madre, Tu mi hai sempre sorriso e fatto soavemente sentire la Tua carezza divina. Sorridimi ancora, allorquando la mia vita é per finire. Tu nel cammino della mia esistenza mi sei stata sempre d'accanto. A Te ho consa¬crata la mia vita; per Te in morte tutti i palpiti del mio cuore ardente. Adempi adunque, o Madre, il sogno mio.
Morir d'amor per Te, oh! qual martirio bello. Vorrei, vorrei soffrire per Te, o Madre dolorosa. Angeli del Golgota, ridite Voi alla Regina dei mesti, che io soffro lontano da Lei. Desidero di essere unita a Lei a Gesù, ed eternarLe perenne il mio canto d'amore.
OSSEQUIO. - Tenere sempre compagnia alla Madonna ai piedi della Croce. GIACULATORIA. - Per i Tuoi dolori, o Madre mia, mi sia concesso il premio di un pio morire.


CORONA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE ADDOLORATA
O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

Nel Primo Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che presenta Gesù bambino al Tempio e incon¬tra il santo vecchio Simeone che le profetizza la «spada» del dolore.
Maria Santissima offre Gesù a Dio Padre, offre la Vittima pura, santa e immacolata, e con Lui of¬fre se stessa, chiamata ad essere la Corredentrice universale: per questo Gesù sarà Vittima crocifissa e Lei avrà l'anima trapassata dalla «spada» del do¬lore per tutti i peccati del mondo. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Secondo Dolore si contempla
Maria Santis¬sima che fugge in Egitto per salvare Gesù bambino dalla morte.
Maria Santissima fugge in esilio con S. Giuseppe per salvare la vita di Gesù Bambino minacciato di morte. Il dramma di dolore dell'esilio di Maria Santissima è grazia di sostegno per tutti noi «esuli figli di Eva» chiamati, da questa terra di esilio, alla Patria dei cieli, a cui arrivare per la via della Cro¬ce, da Lei sostenuti e confortati. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Terzo Dolore si contempla
Maria Santissima alla ricerca di Gesù ritrovato nel Tempio a Geru-salemme.
Maria Santissima soffre un'angoscia terribile per lo smarrimento di Gesù a Gerusalemme. Per tre giorni Ella ricerca il Figlio, e lo ritrova nel Tempio. Smarrire Gesù, perdere Gesù: è la più grande disgra¬zia che ci possa capitare, perché solo Lui è la Via, la Verità e la Vita; perciò bisogna subito ricercarlo e ri¬trovarlo nel Tempio, nella Casa del Signore, acco¬standosi ai Sacramenti della Confessione e della Co¬munione. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Quarto Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che incontra il Figlio Gesù sulla via del Calvario.
Maria Santissima incontra Gesù sulla strada del Calvario e percorre con Lui il cammino doloroso fino al Golgota, portando nel cuore la Croce di Gesù come una «spada» che penetra sempre più a fondo nella sua anima per la redenzione dell'uma¬nità peccatrice. Con Maria Addolorata seguiamo anche noi Gesù portando la Croce della nostra salvezza. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Quinto Dolore si contempla
Maria SS Addolorata presente sul Calvario alla Crocifis¬sione e Morte di Gesù.
Maria Santissinia Addolorata è presente alla Crocifissione e Morte di Gesù e soffre nel suo cuo¬re di Madre tutti gli strazi del corpo di Gesù inchio¬dato alla croce, abbeverato di fiele, trafitto al co¬stato. Qui la «spada» del dolore ha trapassato tut¬ta l'anima di Maria, ma Ella ha offerto tutto sem¬pre unita al Figlio Redentore come Corredentrice universale di salvezza. Ella voglia stampare nelle nostre anime l'immagine del Crocifisso. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Sesto Dolore si contempla
Maria SS Addolorata che riceve tra le braccia Gesù deposto dalla Croce.
Maria Santissima riceve fra le braccia Gesù de¬posto dalla croce. Questa è l'immagine della pietà. Ma è anche l'immagine della maternità sacerdotale della Corredentrice universale che offre al Padre la Vittima divina, ostia di salvezza per tutti gli uomini di ogni tempo e luogo. O Madre pietosa, tieni an¬che noi fra le tue braccia per offrirci a Dio. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

Nel Settimo Dolore si contempla
Maria Santissi¬ma che depone Gesù morto nel sepolcro.
Maria Santissima depone il corpo di Gesù nel se¬polcro per attendere con fede invitta la sua resurre¬zione. Il sepolcro di Gesù è un sepolcro di vita e di gloria, e così sarà del sepolcro di ogni redento che accoglie il Redentore, mentre il sepolcro di chi rifiuta Cristo sarà sepolcro di perdizione eterna. Madre Addolorata, deponi anche noi nel sepolcro di Gesù per risorgere un giorno come Lui alla vita eterna. Un Padre nostro e sette Ave Maria.
CANTO: O Maria, dolce mio bene fa che pure nel mio cuore siano impresse le tue pene.

TESTI TRATTI DA: www.preghiereagesuemaria.it

IMMAGINE TRATTA DA: google

Santissimo nome di Maria (12 settembre)


1. O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità.
- Ave Maria…
- Benedetto sempre sia il Santo nome di Maria. Lodato, onorato e invocato sempre sia,
l’amabile e potente nome di Maria.
O Santo, soave e potente nome di Maria,possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

2. O amabile Gesù, per l’amore con cui pronunziasti tante volte il nome della tua cara Madre e per la consolazione che a Lei procuravi nel chiamarla per nome, raccomanda alle sue speciali cure questo povero tuo e suo servo.
- Ave Maria…
- Benedetto sempre sia il Santo nome di Maria. Lodato, onorato e invocato sempre sia,
l’amabile e potente nome di Maria.
O Santo, soave e potente nome di Maria,possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

3. O Angeli Santi, per il gaudio che vi procurò la rivelazione del nome della vostra Regina, per le lodi con cui lo celebraste, svelatene anche a me tutta la bellezza, la potenza e la dolcezza e fate che io lo invochi in ogni mio bisogno specialmente in punto di morte.
- Ave Maria…
- Benedetto sempre sia il Santo nome di Maria. Lodato, onorato e invocato sempre sia,
l’amabile e potente nome di Maria.
O Santo, soave e potente nome di Maria,possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

TESTO TRATTO DA: http://guide.supereva.it/cristiani/interventi/2010/07/preghiera-in-riparazione-degli-oltraggi-al-santissimo-nome-di-maria -

IMMAGINE TRATTA DA: http://it.wikipedia.org/wiki/Totus_tuus

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