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MESE DI SETTEMBRE ALL'ADDOLORATA: 1 SETTEMBRE


La profezia del santo vecchio Simeone.
Nell'occasione che il padre legale e la ma¬dre vera di Gesù condussero il Bambino a Gerusalemme per eseguire il precetto prescritto della legge a suo riguardo, prima o dopo il com¬pimento del rito, mentre Maria se lo recava in braccio con tenerezza ineffabile, ecco so¬praggiungere un venerando vegliardo di no¬me Simeone. Costui era un giusto e timora¬to di Dio, che sospirava la consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era in lui. E dallo Spirito Santo aveva avuto l'oracolo, che non sarebbe morto prima di aver veduto il Cri¬sto del Signore. E mosso dallo stesso Spirito venne al tempio, e chiese a Maria che gli concedesse di pigliare in braccio il Bambi¬nello. Lo ebbe, lo strinse affettuosamen¬te, lo baciò, si profuse con sospiri e lacrime in ringraziamenti a Dio, che gli accordava tanto favore, cantò il suo Nunc dimittis, e mentre Giuseppe e Maria ammiravano esta¬siati tanto fervore di fede, il santo Vegliardo con gli occhi velati dalla commozione, si congratulò con loro, e rivolgendo in parti¬colare a Maria la sua parola, disse: Ecco che questo Bambino è posto per ruina e per resurrezione di molti in Israele, e per segno di contraddizione e l'anima tua stessa sarà trapassata da una spada, affinchè restino disvelati i pensieri di molti cuori. Il nuo¬vo veggente d'Israele, illuminato dallo Spi¬rito Santo, delinea un quadro terribilmente grandioso. Questo Bambino che viene offer¬to pur ora a Dio come il solo primogenito aspettato dalla divina giustizia per tutti gli altri, sarà la pietra d'inciampo per molti.
Sarà la causa di salute per moltissimi al¬tri. Sarà un bersaglio posto in alto per¬chè sia contraddetto. Una spada trapasserà anche l'anima di Maria; María avrà larga parte nei patimenti di Gesù!
Fermiamoci qui, e riflettiamo alla im¬pressione dolorosa che questa profezia deve aver fatto nell'animo della Vergine in quel momento. Premettiamo pure che Maria non era affatto ignara della sorte penosa che le riservava Dio chiamandola alla dignità di sua Madre; che anzi vi si veniva preparando con tutta la generosità dell'eroico animo suo; che in realtà dalla sua Annunziazione sino ad oggi già sorbiva sorso a sorso l'ama¬ro calice della sua passione; pur tuttavia al sentirsela così chiaramente ed acerbamente annunziare, si dovette sentire passare il cuo¬re da una fredda lama. Anche l'Apostolo delle genti sapeva che a Gerusalemme lo a¬spettavano catene e tribolazioni, ma quando se le intese annunziare apertamente da Aga¬bo profeta, gridò come ferito: Che fate, amareggiando così l'anima mia?. Chi può farsi un'idea della ferita profonda ed acer¬ba che il cuore di Maria ricevette all'annun¬zio di quella spada? Si ha un bel dire, che le sciagure previste meno contristano. Il fat¬to si è che tutta l'amarezza del dolore si prova quando la sciagura ci è presente. Ma¬ria in quel momento di austere, ma profon-de gioie, dopo ammirate le effusioni divine del santo Vecchio, dopo ricevute le sue con¬gratulazioni, sente dirsi asseverantemente che anche lei avrà l'animo trapassato da una spada! Non è una spada materiale, chè così sarebbe meno penetrante; è una spada che trapasserà l'animo, perciò più lacerante che qualunque ferita corporale. « E perciò qui si mostra la prudenza di Maria, non ignara del mistero celeste, ma consapevole che la parola di Dio è più penetrante, più acuta di ogni spada a due tagli, penetrante sino a ri¬cercare l'anima e lo spirito, gli arti, le mi¬dolle, la compagine del cuore ». Misu-ra, anima mia, il dolore della Vergine in questa occasione, e pensa che ella pur tanto soffrendo, non si sgomenta, non impreca la sorte nemica, come facciamo noi ordinaria¬mente, senza pensare a quel che diciamo. Ella ripete anche qui quel suo ineffabile « Fiat rnihi secund'um verbum tuum » Compatiscila si nel suo dolore, ma più stu¬diosamente cerca d'imitarla, rassegnandoti a tutte le vicende della vita per quanto ama¬re. Impetratemi, Addolorata Maria, questa grazia, che mi è di assoluta necessità, se vo. glio salvarmi! Mi rassegnerò in tutto e per tutto ai di¬vini voleri, e per amor di Dio sopporterò senza impazienza o lamenti il travaglio che presentemente più, mi affligge.


testo tratto da www.preghieregesuemaria.it

NOVENA A MARIA SANTISSIMA BAMBINA (DAL 30 AGOSTO AL 7 SETTEMBRE)


1. Santa Bambina della regale stirpe di Davide, Regina degli Angeli, Madre della grazia e dell'amore, io Ti saluto con tutto l'affetto del cuore. Ottienimi dal Signore di amarlo con generosa fedeltà in tutti i giorni della mia vita e ottienimi una tenerissima devozione verso di Te che sei la Primogenita dell'amore divino. - Ave Maria...
2. O celeste Pargoletta che quale candida colomba sei venuta al mondo immacolata e bella, l'anima mia esulta innanzi a Te, vero prodigio della sapienza e bontà di Dio. Illibata e pura, aiutami a conservare gelosamente, a costo di qualunque sacrificio, l'angelica virtù della santa purezza. - Ave Maria...
3. Ave, graziosa e Santa Bambina, spirituale paradiso di delizie ove nel dì dell'incarnazione fu piantato il vero Albero della vita, il Salvatore dei mondo. Poiché tanto mi ami, aiutami a fuggire e detestare i frutti avvelenati delle vanità e dei piaceri del mondo. Ispira nell'anima mia i pensieri, gli affetti, le virtù del tuo Figlio divino, frutti soavissimi di vita immortale. - Ave Maria...
4. Ave, o ammirabile Pargoletta, chiuso giardino, impenetrabile alle creature, aperto solo allo Sposo celeste che si diletta di riposare tra i fiori delle tue eccelse virtù. O Giglio di Paradiso, meraviglioso esempio di vita umile e nascosta: fa' che lo Sposo celeste trovi la porta dei mio cuore sempre aperta alle visite amorose delle sue grazie e delle sue ispirazioni - Ave Maria...
5. O Santa Bambina, mistica aurora, Porta felice dei Cielo, in Te l'anima mia si affida e spera. Com'è profonda la mia tiepidezza nel servizio di Dio! Quanto è grande il pericolo di dannarmi! O potente Avvocata, dalla tua piccola culla stendi benigna la mano, scuotimi dal penoso letargo, sorreggimi nel cammino della vita. Fa' che mi dedichi al servizio dei Signore con fervore e costanza fino alla morte e raggiunga cosi l'eterna corona. - Ave Maria...


IMMAGINE TRATTA DA http://www.gerenzanoforum.it/pagine_web/immagini/nativita_maria/nativita_maria.htm

TESTO TRATTO DA: http://www.preghiereagesuemaria.it/novene/novena%20a%20maria%20ss%20bambina_2.htm

novena alla beata vergine maria assunta in cielo. (dal 6 al 14 agosto)


Da recitare tutta intera per nove giorni consecutivi a partire dal 6 agosto e tutte le volte che si desidera esprimere la propria devozione alla Madonna Assunta in cielo. Se possibile, si richiede la confessione e la comunione quotidiana.

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Salve Regina

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

1) O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella tua As­sunzione trionfale in anima e corpo al Cielo, dove sei accla­mata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi; ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore che ti ha esaltata sopra tutte le creature e per offrirti il nostro omaggio ed il nostro amore.

Ave Maria

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

2) O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi sappiamo che il tuo sguardo, che maternamente accarezzava l'umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia ora in Cielo alla vista dell'umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell'anima tua, nel contemplare faccia a faccia l'adorabile Trinità, fa sussultare il tuo cuore di beatificante tenerezza; noi, poveri peccatori a cui il corpo appesantisce il volo dell'anima, ti supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo fin da questa nostra vita terrena a gu­stare Iddio, Iddio solo, nell'incanto delle creature.

Ave Maria

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

3) O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi confidiamo che le tue pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che tu senta la voce di Gesù dirti di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: «Ecco il tuo figlio»; noi, che Ti invochiamo nostra Madre, Ti prendiamo come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.

Ave Maria

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

4) O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi abbiamo la vivificante certezza che i tuoi occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, si volgano ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecu­zioni, all'oppressione dei giusti e dei deboli; noi, fra le tene­bre di questa valle di lacrime, attendiamo dal tuo celeste lume e dalla tua dolce pietà, sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra Patria.

Ave Maria

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

5) O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi crediamo infine che nella gloria dove regni vestita di sole e coronata di stelle tu sia, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi; da questa terra dove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guar­diamo verso di te, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speran­za. Attiraci con la soavità della tua voce per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

Ave Maria

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.



Dal sito: www.preghiereagesuemaria.it

NOVENA B.V.M. DEL CARMINE (DAL 07 AL 15 LUGLIO)


NOVENA ALLA MADONNA DEL CARMINE

PRIMO GIORNO
L'abitino del Carmine dono di Maria

1. - Siamo venuti a te, o Maria, perché vogliamo chiederti la grazia di accende­re nel nostro cuore la fiamma del divino amore per cominciare bene questa Nove­na che intendiamo compiere in tuo ono­re, a tua gloria e per il nostro profitto spi­rituale.

Il dono dello Scapolare è un tuo gesto materno per guidarci nella via dell'osser­vanza dei grandi impegni che richiedono da tutti noi l'amore totale a Dio e al pros­simo. Ave Maria.

2. - Tu, o Maria, sul Calvario hai offer­to Gesù tuo Figlio, per la salvezza degli uomini, e noi, a te consacrati mediante lo Scapolare, che cosa offriremo al Padre se non sapremo imitarti nel sacrificio di un pò di noi stessi per quanti son poveri, non amano, non godono, ma piangono e gemo­no a causa della povertà di spirito e del­la nudità del corpo? Salvaci, o Madre, per amore del tuo Figlio. Ave Maria.

3. - Non ci potremmo dire tuoi figli se non consacrassimo tutta la nostra vita per il trionfo dei diritti di Dio, che è no­stro Padre, e se non facessimo ogni sfor­zo per superare i nostri meschini senti­menti di antipatia e di ripulsa che ci im­pediscono, non solo di essere generosi verso gli amici, ma di sapere amare an­che i nostri nemici come Cristo ha ama­to noi. Ave Maria.


SECONDO GIORNO

L'abito del Carmine e i figli Prediletti di Maria

1. - Noi sappiamo bene, o Vergine Ma­ria del Carmelo, che è tanto grande il tuo amore per noi e per quanti portano il tuo Abito da chiamarci tuoi figli prediletti. Questa tua preferenza ci impegna se­riamente a non venire mai meno ai par­ticolari doveri che ne derivano. Ave Maria.

2. - Tu vuoi che il tuo Scapolare sia segno esterno di quell'abito interiore che è la Grazia, partecipazione reale della vita divina che è stata donata a noi con il santo Battesimo.

Ti preghiamo affinché non ci manchi mai il tuo patrocinio lungo il difficile svolgersi della vita e perché le avverse circostanze non ci allontanino dalla via che è Cristo. Ave Maria.

3. - Tu fa in modo che possiamo por­tare il tuo Abito ogni giorno senza mac­chia così da dimostrarti con una vita di virtù che vogliamo emergere su tutti gli uomini redenti da Gesù, tuo Figlio, non per vanità, ma per impegno di servizio con l'esempio e la santa emulazione. Ave Maria.


TERZO GIORNO

Il titolo di «figli» ci obbliga ad amare Maria

1. - O Madre del santo amore, chi po­trà mai ridire la tua benevolenza verso di noi per averci chiamati tuoi figli di­lettissimi? Noi non potremo mai ringra­ziarti abbastanza di questa tua predile­zione; ma se volesti essere con noi tanto generosa, fa che il bel nome di figli c'im­pegni a corrispondere meglio al tuo amo­re di Madre. Ave Maria.

2. - Se tu, o Maria, ci hai beneficato tanto è nostro dovere innalzare a te l'in­no della nostra gratitudine e ricambia­re amore con amore. Ma siccome far questo come si conviene non è facile al nostro cuore, tu infiammalo tanto da po­terti riamare almeno per quanto ci è possibile. Ave Maria.

3. - Il santo Abitino, o Maria, ci ricor­da le tue premure materne e ci spinge a ricambiarle con amore tenero e filiale; noi vogliamo continuare l'amore che Gesù ebbe qui in terra per te; vogliamo essere veramente tuoi figli. Ave Maria.


QUARTO GIORNO

Il titolo di figli di Maria ci obbliga, ad imitarla

1. - O Maria, madre di Dio e madre nostra amabilissima, a te ci rivolgiamo con filiale fiducia, implorandoti di assi­stere noi e i nostri cari con il tener lon­tano il male e il maligno, e con l'aiutar­ci a sventare le insidie e a respingerlo. Ave Maria.

2. - Con tutto il cuore ti chiediamo di ricondurre tutti noi che confidiamo in te, ad una perfetta riconciliazione con il tuo divin Figlio Gesù; e di farci speri­mentare la sua benevola provvidenza nelle difficoltà temporali e spirituali che ci preoccupano. Ave Maria.

3. - Vorremmo infine supplicarti di farci partecipi dell'amore di Gesù verso

di te e dell'amore che tu gli hai contrac­cambiato in terra e che continui ad esprimergli in cielo in nome nostro e di tutta la Chiesa. Ave Maria.


QUINTO GIORNO

L'Abitino del Carmine è difesa nei pericoli del corpo

l. - O Maria, tu sei veramente la più affettuosa fra tutte le mamme del mon­do, perché anche attraverso'il tuo santo Abitino ci hai ricolmato di favori e di grazie.

Non contenta di chiamarci alla tua se­quela hai voluto anche impegnarti a di­fenderci dai mali che ci tormentano sul­la terra. Ave Maria.

2. - Questa verità ci conforta nelle no­stre prove e ci rafforza nella certezza che il tuo Scapolare, o Maria, è realmen­te pegno della tua materna protezione e segno di salvezza nei pericoli del cor­po. Ave Maria.

3. - Nessuno potrà comprendere abba­stanza le grazie e i prodigi operati per mezzo del santo Abitino a favore di quanti lo indossano con filiale devozione.

Il nostro cuore si riempie di gioia al pensiero di essere in ogni tempo sotto il tuo patrocinio, o Vergine del Carme­lo, nostra Madre e nostra avvocata. Ave Maria.


SESTO GIORNO
L'Abitino del Carmine difesa dell'anima

1. - Il tuo Abitino, o Maria, è segno di salute, non solo del corpo, ma molto più dell'anima. O Vergine santa, la tua sollecitudine verso i nostri bisogni spi­rituali ci conferma che vuoi essere no­stra madre e ci fa crescere la fiducia nel­la tua sicura protezione. Ave Maria.

2. - Sono molti e potenti i nemici che da ogni parte ci combattono; tutto in noi è tumulto e preoccupazione sì che la pa­ce del cuore vien meno; eppure fiducio­si noi rivolgiamo lo sguardo a te, stella propizia del Carmelo. Ave Maria.

3. - Sotto la tua protezione troviamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprez­zare le nostre suppliche, ma guarda a noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo: Vergine gloriosa e bene­detta. Ave Maria.


SETTIMO GIORNO

L'Abitino del Carmine è nostro conforto nel momento estremo

1. - Vergine singolare, fiore purissimo del Carmelo, la tua materna intercessio­ne presso il trono di Dio e il tuo amore per noi ci infondono piena fiducia che per tuo mezzo, le nostre preghiere sa­ranno esaudite da Gesù, tuo Figlio e no­stro salvatore. Ave Maria.

2. - Siccome tu conosci, madre mite, le difficoltà del nostro spirito e le tante prove dell'umana esistenza, speriamo di essere da te sollevati, soprattutto per il santo Scapolare che fra le tue mani ci appare « vero specchio di umiltà e di castità, compendio di modestia e sempli­cità, eloquente memoriale di vita cristia­na » e perché ci consacra a te Patrona, madre e sorella di tutti i devoti del Car­melo. Ave Maria.

3. - Concedi, o splendore del cielo, al­l'anima nostra, ferita dal peccato e re­denta dal sangue innocente di Gesù, l'ab­bondanza dei tuoi favori: Sui bisogni del­la Chiesa e del mondo, sulle nostre at­tuali necessità, su quelle di tutti i soffe­renti, sulle anime del purgatorio e sulle aridità di ognuno, scenda la luce del tuo conforto e della tua tenerezza materna.

O stella del mare, assistici in tutte le avversità della vita finché non ci vedrai salvi con te per tutti i secoli dei secoli. Ave Maria.


OTTAVO GIORNO

L'Abitino del Carmine abbrevia le pene del Purgatorio

1. - Vergine generosissima, quanto su­perano la nostra capacità di conoscere

e perfino i nostri desideri le preferenze di affetto che tu hai verso i devoti del Carmine!

Non contenta d'assisterli e protegger­li continuamente in vita e in morte vuoi prenderti speciale cura di loro anche nel purgatorio. Ave Maria.

2. - Allorché passiamo da questo mon­do la memoria di noi rimane nel cuore dei cari che lasciamo in terra, ma non sempre essi si ricordano di noi per sol­levarci dalle sofferenze del purgatorio; tu invece ci guardi con occhio amoroso e così, nella penosa attesa, potremo ri­correre sicuri a te per averne soccorso. Ave Maria.

3. - O Madre premurosa, se il ricordo dei debiti contratti con Dio porta con se un grande timore in un'anima cristia­na che sa di doverli scontare nel purga­torio, possiamo rallegrarci noi devoti del Carmine, e confidare in te che mitighe­rai le pene e ci ricondurrai al più pre­sto con te in cielo liberi e salvi per l'e­ternità. Sia benedetto il tuo Scapolare che ci rende figli di una madre così pie­tosa. Ave Maria.


NONO GIORNO

L'Abitino del Carmine segno di Consacrazione a Maria

1. - O Maria, Madre e decoro del Car­melo, a te consacro oggi la mia vita, qua­le tributo di gratitudine per le grazie che, attraverso la tua intercessione, ho rice­vuto da Dio.

Tu guardi con particolare benevolen­za coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostene­re la mia fragilità con le tue virtù, d'illu­minare con la tua sapienza le tenebre del­la mia mente, e di ridestare in me la fe­de, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Ave Maria.

2. – Il santo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa rimanere fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi­tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero vivere in unione con il tuo spi­rito, offrire a Dio per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con il tuo aiuto; e la tua bontà mi impetri il perdono dei peccati ed una più sicura fedeltà al Signore. Ave Maria.

3. - O Madre amabilissima, il tuo amo­re mi ottenga che un giorno sia conces­so anche a me di mutare il tuo Scapola­re con l'eterna veste nuziale e abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del tuo Figlio. Ave Maria.

CORONCINA AL PREZIOSISSIMO SANGUE


CORONCINA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
“Il Sangue di Cristo non è soltanto espiazione del peccato, non è solo giustizia riparatrice, ma è anche, e ancor più, manifestazione di un Amore infinito e misericordioso. Non ristabilisce soltanto la dignità dell’uomo compromessa dal peccato, ma innalza anche l’uomo alla ‘partecipazione della natura divina’. Non cessate mai, cari fratelli e sorelle, di approfondire questo Mistero di giustizia e di amore: diffondetelo nel mondo intero!”. Giovanni Paolo II
Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
CREDO
Io credo in Dio, Padre Onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore, il quale fu concepito
di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,
morì e fu sepolto; discese gli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre Onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa
Cattolica, la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati, la risurrezione
della carne, la vita eterna.
Amen.
Sangue di Cristo, salvaci
Sangue di Cristo, salvaci
Sangue di Cristo, salvaci
PRIMO MISTERO: GESU’ VERSA SANGUE NELLA CIRCONCISIONE. (Lc 1,59)
O Gesù, Figlio di Dio, il primo Sangue versato per la nostra salvezza ci riveli il valore della vita e il dovere di affrontarla con fede e coraggio, nella luce del tuo Nome e nella gioia della grazia.
Padre nostro
5 Gloria al Padre
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue Prezioso
SECONDO MISTERO: GESU’ SUDA SANGUE NELL’ORTO DEGLI ULIVI. (Lc 22,39-54)
O Figlio di Dio, il tuo sudore di Sangue nel Getsemani susciti in noi l’odio al peccato, l’unico vero male che ci ruba il tuo Amore e rende triste la nostra vita.
Padre nostro
5 Gloria al Padre
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue Prezioso
TERZO MISTERO: GESU’ VERSA SANGUE NELLA FLAGELLAZIONE. (Gv 19,1)
O Maestro Divino, il Sangue della flagellazione ci sproni ad amare la purezza per vivere nell’intimità della tua amicizia e contemplare con occhi limpidi le meraviglie del creato.
Padre nostro
5 Gloria al Padre
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue Prezioso
QUARTO MISTERO: GESU’ VERSA SANGUE NELLA CORONAZIONE DI SPINE. (Gv 19,2-5)
O Re dell’Universo, il Sangue della coronazione di spine distrugga il nostro egoismo e il nostro orgoglio, perché possiamo servire in umiltà i fratelli bisognosi e crescere nel tuo amore.
Padre nostro
5 Gloria al Padre
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue Prezioso
QUINTO MISTERO: GESU’ VERSA SANGUE SULLA VIA DEL CALVARIO. ( Gv 19,18)
O Salvatore del mondo, il Sangue versato sulla via del Calvario illumini il nostro cammino e ci aiuti a portare la croce con Te, per completare in noi la Tua passione.
Padre nostro
5 Gloria al Padre
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue Prezioso

NOVENA AL PREZIOSISSIMO SANGUE (dal 22 al 30 giugno)


O Sangue Preziosissimo, sorgente di vita eterna, prezzo e motivo dell'universo, bagno sacro delle nostre anime, che difendi senza sosta la causa degli uomini presso il Trono della suprema Misericordia, io ti adoro profondamente. Io vorrei, se possibile, compensare le ingiurie e gli oltraggi che ricevi continuamente da parte degli uomini, soprattutto da parte di quelli che osano bestemmiare. Chi potrebbe non benedire il Sangue così Prezioso, non essere infiammato d'amore per Gesù che l'ha versato? Cosa sarei diventato se non fossi stato riscattato da questo Sangue Divino, che l'Amore ha fatto uscire fino all'ultima goccia dalle vene del mio Salvatore? O Amore immenso, che ci hai donato questo balsamo di salvezza! O balsamo inestimabile, che provieni dalla sorgente di un amore infinito! Io ti scongiuro, che tutti i cuori e tutte le lingue ti lodino, ti benedicano e ti rendano grazia, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.
Pater, Ave, Gloria

Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi, e si raccomanda di assistere almeno ad una Messa durante il tempo della Novena.

Novena a San Luigi Gonzaga (DAL 12 AL 20 GIUGNO)

O Luigi, Santo, di angelici costumi adorno, io indegnissimo vostro devoto, raccomando a voi singolarmente la castità del mio corpo e della mia anima. Vi prego per l'angelica vostra purezza di raccomandarmi all'Angelo immacolato Gesù Cristo ed alla sua Santissima Maria Vergine delle vergini, ed a custodirmi da ogni grave peccato.
Non permettere che io mi imbratti di macchia alcuna di impurità ma quando mi vedrete nella tentazione e nel pericolo di peccare, allontanate dal cuor mio i pensieri e gli affetti immondi e risvegliate in me la memoria dell'eternità e di Gesù Crocifisso, imprimetemi altamente nel cuore un timore santo di Dio; e riscaldatemi di amor divino, fate che, con l'imitare voi in terra, meriti con voi di godere Dio nel cielo. Amen.
Pater, Ave e Gloria.

CUORE ADDOLORATO E IMMACOLATO DI MARIA.

novena al sacro cuore


O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre…

Primo giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo co­me sorgente di quel Sangue preziosis­simo nel quale sono mondati e santificati tutti i peccatori, purchè contriti ed umiliati si accostino al Sacramento della pe­nitenza. Gloria al Padre…

Secondo giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come tesoro di tutte le grazie, pel quale è arricchita la Chiesa militante e sollevata la Chiesa Purgante. Gloria al Padre…

Terzo giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come fonte di misericordia, al quale attingo­no la forza i deboli, e i peccatori il co­raggio per ricorrere alla penitenza. Gloria al Padre…

Quarto giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come giardino di tutte le delizie, dove sono ristorate le anime languenti, trovano ri­fugio i perseguitati e sollievo gli afflitti. Gloria al Padre…

Quinto giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come oceano di luce divina, per la quale è illuminata la nostra cecità e sono ri­schiarate le tenebre del nostro intelletto. Gloria al Padre…

Sesto giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come fornace d'amore, per la quale resta spez­zata la durezza del cuore dell'uomo, e riscaldata la freddezza della sua volontà, onde adempiere il precetto di amar Dio in tutte le cose. Gloria al Padre…

Settimo giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come trono di clemenza in cui sono depositati i meriti della compiuta redenzione; e per mezzo Vostro sono esaudite le nostre orazioni. Gloria al Padre…

Ottavo giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come cattedra di celeste sapienza, in cui resta istruita la nostra ignoranza per cammi­nare sul sentiero della divina legge. Gloria al Padre…

Nono giorno: Cuore di Gesù, noi Vi adoriamo come trono della possanza divina, per mezzo della quale si è stabilito la pace fra Dio e gli uomini. L'umiltà del vostro Cuore, o Signore, ha distrutto l'orgoglio infernale e ci ha fatti coeredi del regno di Dio. Gloria al Padre…

PREGHIERA

Amorosissimo nostro Gesù, Signore e Padrone di tutte le cose, Vi rendiamo grazie per tutti i benefici che ci avete fatti, e per tutti i mali da cui ci avete liberati, lodando il Vostro Cuore affettuo­sissimo, che è la sorgente di tutti i doni. Vi ringraziamo principalmente di aver­ci fatti figli della S. Chiesa, e Vi pre­ghiamo di conservarci sempre il sacro deposito della Santa Fede! Ah! Cuore amo­rosissimo del nostro Gesù, quanto male abbiamo corrisposto alla Vostra grazia! con quanta infedeltà Vi abbiamo offeso! Nondimeno Voi sempre Vi siete mostra­to affettuoso e benefico. Deh! nostro Gesù, per quell'amore che Vi ha fatto rimanere fra noi Sacramen­tato, illuminate la nostra mente, corro­borate la nostra debolezza, accendete il nostro cuore del fuoco del Vostro amore. Dateci, o Signore, la grazia di soffrire tutte le cose contrarie con spirito di ve­ra dolcezza, imitando Voi, mansuetissimo Agnello di Dio, Figlio consustanziale del Padre e Figlio della gran Vergine Maria. Così sia.

SAN NICOLA IL PELLEGRINO PATRONO DELLA ARCIDIOCESI DI TRANI - BARLETTA - BISCEGLIE - NAZARETH (FESTA 2 GIUGNO)


La cattedrale di Trani è la sua memoria vivente, una memoria di straordinaria armonia. Nicola il Pellegrino è patrono della città pugliese: a lui è dedicato il tempio costruito nel 1097. Nicola di Trani proveniva dalla Grecia; trasferitosi in Puglia, la percorse per intero. Le cronache riferiscono che pronunciasse una sola, insistente invocazione: «Kyrie Eleison». Morì a Trani nel 1094. Infiniti da allora i miracoli sulla sua tomba .

Al contrario del più celebre s. Nicola patrono di Bari, del nostro s. Nicola denominato il Pellegrino, vi sono pochissime notizie ma certamente degne di fede, egli è patrono della città di Trani, dove morì nel 1094 dopo appena quindici giorni dal suo arrivo, proveniente da Taranto e prima ancora da Otranto.
Era nato in Grecia e dopo aver trascorso alcuni anni in solitudine giunse in Puglia, che percorse tutta intera con una croce in mano e ripetendo l’invocazione ‘Kyrie Eleison’.
Attirava e riuniva intorno a sé i ragazzi dando loro piccoli doni e facendo ripetere loro la sua invocazione.
Dopo la sua morte fiorirono numerosi miracoli; quattro anni dopo nel 1098 nel Sinodo Romano, il vescovo di Trani si alzò e chiese all’Assemblea che il venerabile Nicola venisse iscritto nel catalogo dei Santi per i meriti avuti in vita e per i miracoli avvenuti post-mortem.
Il papa Urbano II emanò un ‘Breve’ che autorizzava il vescovo di Trani dopo opportuna riflessione ad agire come riteneva più opportuno. Il vescovo tornato a Trani lo canonizzò e dopo avere eretto una nuova basilica vi depositò il corpo del Santo.
Nel 1748 papa Benedetto XIV lo inserì nel Martirologio Romano. Le fonti delle notizie sono quattro: le prime tre riportate dalla “Bibliotheca hagiografica Latina antiquae et mediae aetatis” 2° vol. Bruxelles 1898-1901. La prima riguarda la sua vita in Grecia testimoniata da Bartolomeo suo compagno; la seconda narra il suo arrivo a Trani, la morte, e i miracoli ed è stata scritta da Adelferio testimone oculare; la terza ha per autore il diacono Amando di Trani e narra la canonizzazione e traslazione di s. Nicola; la quarta fonte è una ‘Vita’ stampata in lingua italiana e narra la seconda traslazione del corpo.
Nicola deriva dal greco Nikòlaos e significa “vincitore del popolo”.

tredicina a sant'antonio dal 31 maggio al 12 giugno


È una pia pratica nata subito dopo la morte di Sant’Antonio. Si tratta di una serie di preghiere in onore del Santo che vengono recitate per tredici giorni consecutivi. I giorni sono tredici, in ricordo del giorno della morte del Santo (13 giugno 1231). I Pontefici arricchirono questa funzione di molte indulgenze. Leone XII promulgò in perpetuo quella plenaria da scegliere in uno dei tredici giorni, con la possibilità di essere lucrata anche dalle persone che fossero impedite di partecipare alla funzione come ammalati, infermi e carcerati.

(La tredicina riportata qui sotto è ricavata da un libro di preghiere in onore del santo in uso nella Parrocchia fin dal 1820 e riportate poi più “recentemente” nel libro “Le glorie di S.Antonio di Padova” del Sac. Michele Manzi del 1889)



1 - Glorioso santo Antonio, che, nato sotto la protezione di Maria, nell’età di cinque anni a lei dedicaste il giglio della vostra verginità ; ed imprimendo col dito nel marmo una croce, fugaste il demonio ; impetrate a noi tenera devozione a questa Madre pietosa, e forza per superare le insidie dell’infernale nemico. Pater, Ave.

2 - Glorioso santo, che, per fuggire i pericoli e le lusinghe del mondo, sprezzando la nobiltà, le ricchezze, i comodi della vita, entraste fra i canonici regolari di S. Agostino, impetrate a noi un vero disprezzo del mondo. Pater, Ave.

3 - Glorioso santo, che, per desiderio del martirio, passaste nella religione del serafico S Francesco ; impetrate a noi lo spirito di mortificazione e di penitenza. Pater, Ave.

4 - Glorioso santo, che, per sentimento di profonda umiltà, studiaste di nascondervi agli occhi degli uomini, quando Iddio in un istante vi fece palese a tutti quale arca di scienza e di santità ; otteneteci la pratica di una così bella virtù. Pater, Ave.

5 - Glorioso santo, che, destinato da Dio a spargere la sua parola, foste da lui fornito del dono delle lingue e dei più sorprendenti miracoli ; impetrateci di ascoltare volentieri e con frutto questa parola divina. Pater, Ave.

6 - Glorioso santo, che, per l’ardente vostra carità verso Dio, meritaste ricevere tra le vostre braccia il Bambino Gesù ; otteneteci che con le dovute disposizioni lo riceviamo noi pure Sacramentato nel nostro petto. Pater, Ave.

7 - Glorioso santo, che, a confusione degli eretici, comprovaste la presenza reale di Gesù Cristo nella Santissima Eucarestia, avendolo miracolosamente in essa fatto adorare da un vile giumento. Otteneteci che noi pure lo adoriamo con viva fede in questo divin sacramento. Pater, Ave.

8 - Glorioso santo, che, rifiutandosi gli uomini di ascoltare una volta dalla vostra bocca la divina parola, a scorno degli eretici, chiamati i pesci delle marine acque, loro predicaste, impetrateci perfetta sommissione d’intelletto alle divine verità. Pater, Ave.

9 - Glorioso santo, che ai vostri devoti impetrate la liberazione dalle angustie, da calamità, da malattie e perfino dalla stessa morte : ottenete a noi la liberazione dai mali del corpo e dell’anima, e dalla morte eterna. Pater, Ave.

10 - Glorioso santo, che, come protettore della innocenza, faceste parlare un bambino di poche giorni, perché fosse salvo l’onore della propria madre esposta a grandi sventure, fate che noi possiamo star forti contro le persecuzioni del mondo, e custodire solleciti la purità dell’anima nostra. Pater, Ave.

11 - Glorioso santo, che, predicando in Padova, per un grande prodigio vi trovaste ad un tempo stesso in Lisbona per liberare il vostro genitore da orrenda calunnia e dalla morte ; otteneteci di perdonare di cuore le ingiurie ed amare i nostri nemici. Pater, Ave.

12 - Glorioso santo, che, con le vostre orazioni, col vostro zelo, e con la vostra celeste sapienza convertiste migliaia di eretici e peccatori ostinati ; fate che noi ancora ci convertiamo davvero, e ci doniamo costantemente a Dio. Pater, Ave.

13 - Glorioso santo, che, ad imitazione del Redentore, consumaste la vostra vita per la salute delle anime ; fate che noi meritiamo alla fine dei nostri giorni di vedere Gesù come lo vedeste voi nell’atto di spirare e di essere salvi con voi nel cielo. Pater, Ave, Gloria.

novena a santa rita (dal 13 al 21 maggio)


NOVENA A SANTA RITA DA CASCIA

(Si festeggia il 22 Maggio)









PRIMO GIORNO



O santa Rita, noi vogliamo unirci a Te nel lodare Dio con spirito di riconoscenza per tutti i benefici che ci ha dato: la vita naturale per la quale siamo uniti a tutte le creature che magnificano il Signore; la vita soprannaturale per la quale siamo figli di Dio e fratelli di Gesù nella santa Chiesa.

Lo vogliamo lodare nella gioia e nella sofferenza, perché siamo certi che Egli ci dà tutto con amore e per il nostro bene. Lo vogliamo lodare anche per la nostra morte corporale che ci apre le porte della partecipazione eterna alla sua felicità insieme con Te e con tutti i Beati. Amen.

Padre nostro. . . Ave Maria. . . Gloria al Padre. . .



SECONDO GIORNO



O santa Rita, aiutaci ad essere fedeli ai nostri doveri quotidiani: al dovere della adorazione che è la prima necessità per la nostra vita spirituale; al dovere che ci unisce agli altri, ai doveri particolari della nostra vocazione, al dovere della carità materiale e spirituale, consapevoli che il dialogo con Dio è soprattutto nel fare la sua volontà e che il dialogo con il prossimo è soprattutto nel compimento dei nostri doveri quotidiani con spirito di fede e di carità. Amen.

Padre nostro. . .Ave Maria. . . Gloria al Padre. . .



TERZO GIORNO



O santa Rita, che hai affrontato con coraggio cristiano e con perseverante fiducia nella Provvidenza, gli impegni, le incomprensioni e le sofferenze di sposa e di madre, mantenendoti sempre fedele alle tue promesse e al tuo dovere di amore, prega il Signore che protegga gli sposi cristiani e dia loro la forza di mantenersi fedeli al Sacramento del matrimonio per il quale si sono uniti come Gesù è unito alla Chiesa e siano esempio costante di vita cristiana per i figli del loro amore santificato. Amen.

Padre nostro. . .Ave Maria. . . Gloria al Padre. . . .



QUARTO GIORNO



O santa Rita, noi ammiriamo il tuo coraggio e la tua costanza nel imitare Gesù nella testimonianza della fede e della carità, sia assolvendo fedelmente i tuoi impegni quotidiani sia affrontando con fede e speranza anche le situazioni più difficili; e sentiamo vergogna per le nostre frequenti incertezze, per la nostra pigrizia e per la nostra incoerenza: aiutaci a diventare pienamente responsabili del dono della fede e quindi ad operare sempre il bene con lo spirito cristiano, affinchè il nostro prossimo possa più facilmente unirsi a noi nel lodare il Padre. Amen.

Padre nostro. . . Ave Maria. . . Gloria al Padre. .



QUINTO GIORNO



O santa Rita, tu hai amato Gesù da chiedere ed ottenere la partecipazione ai dolori della sua Passione: aiutaci a capire che nel mistero della nostra salvezza è essenziale la sofferenza e che lo sforzo per stare bene e per sfuggire ai dolori ci impedisce di seguire Gesù e quindi di entrare nella gloria che ha promesso a chi prende la sua croce e lo segue: aiutaci a superare la inquietudine delle gioie cercate senza Gesù e a vincere l egoismo che rende anche insensibili alle sofferenze degli altri. Amen.

Padre nostro. . . Ave Maria. . . Gloria al Padre. . . .



SESTO GIORNO



O santa Rita, che hai imitato Gesù nel perdonare gli assassini del tuo sposo, aiutaci a vincere l orgoglio che ci fa deboli e vili, fino a renderci impossibile il perdono: insegnaci a cercare la vera giustizia e a voler essere simili al Padre del cielo che ama e aiuta anche i peccatori, che ama e aiuta anche noi che lo offendiamo tanto spesso con la nostra indifferenza e con la nostra ingratitudine: insegnaci che il perdonare le offese non è un sopra più, ma un dovere cristiano che ci rende degni della misericordia di Dio; insegnaci a pregare per chi ci offende e a fare del bene ai nostri nemici. Amen.

Padre nostro. . .Ave Maria. . .Gloria al Padre. . .



SETTIMO GIORNO



O santa Rita, che, seguendo l esempio dei tuoi genitori, sei sempre vissuta in pace con Dio e hai operato per la pace nella tua famiglia e tra coloro che seguivano l abitudine del odio e della vendetta e solo dopo aver persuaso al vicendevole perdono le famiglie divise dal assassinio del tuo sposo, sei entrata in monastero: aiutaci a custodire la pace del Signore, a essere tolleranti ed in pace con tutti, affinchè la nostra preghiera e la nostra partecipazione al sacrificio Eucaristico siano gradite a Dio e ci ottengano anche quei beni che senza la pace interiore ed esteriore non si possono ricevere. Amen.

Padre nostro. . Ave Maria. . . Gloria al Padre. . .



OTTAVO GIORNO



O santa Rita, tu hai sempre unito la preghiera alla carità e, prima di partecipare alla Passione di Gesù, hai imparato pazientemente a portare la tua croce e a partecipare alla passione del tuo prossimo, attuando sempre, con spirito di carità, le opere di misericordia: invece noi pensiamo molto al nostro benessere, a stare bene più che fare bene e così siamo indifferenti ai bisogni ed alle sofferenze altrui. Aiutaci ad essere cristiani coerenti e decisi, imploraci il coraggio e conforto nelle tribolazioni; implora per tutti i sofferenti piena fiducia al Padre celeste che li unisce alla Passione del suo Figlio per la salvezza del mondo. Amen.

Padre nostro. . .Ave Maria. . . Gloria al Padre. . .



NONO GIORNO



O santa Rita, che hai vissuto intensamente la tua vocazione cristiana anche nella pratica della povertà, della obbedienza e della castità nel Ordine Agostiniano e hai sempre lavorato per il Regno di Dio, unisci le tue suppliche alle nostre, affinchè il Padre celeste, per i meriti del Signore Gesù, chiami molti cristiani alla vita sacerdotale e religiosa; dia ai chiamati il perseverante coraggio di una risposta generosa e fedele; benedica i sacrifici dei missionari e di tutti coloro che sono generosi testimoni della fede e della carità, cosi che possa giungere a tutti gli uomini, ma specialmente ai piccoli e ai poveri in spirito, la Parola salvatrice di Gesù e della sua Chiesa. Amen.

Padre nostro. . Ave Maria. . Gloria al Padre. .

STORIA DI FATIMA.




Nostra Signora di Fátima (in portoghese: Nossa Senhora de Fátima) è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù.
Fra le apparizioni mariane, quelle relative a Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Secondo il loro racconto, tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia dos Santos (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina portoghese di Fátima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri, dal 13 maggio fino al 13 ottobre.
Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, in particolare: la fine della prima guerra mondiale a breve; il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti; la minaccia comunista proveniente dalla Russia, debellabile solo mediante la Consacrazione della nazione stessa al Cuore Immacolato di Maria, per opera del Papa e di tutti i Vescovi riuniti. A conferma della promessa fatta ai tre pastorelli dalla Madonna riguardo a un evento prodigioso, il 13 ottobre 1917 molte migliaia di persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato "miracolo del sole". Molti dei presenti, anche a distanza di parecchi chilometri, raccontarono che mentre pioveva e spesse nubi ricoprivano il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e le nuvole si diradarono: il sole, tornato visibile, avrebbe cominciato a roteare su sé stesso, divenendo multicolore e ingrandendosi, come se stesse precipitando sulla terra.
I due fratelli Francesco e Giacinta morirono pochi anni dopo, rispettivamente nel 1919 e nel 1920, a causa dell'epidemia di spagnola che in quegli anni fece molte vittime anche in Portogallo. Lucia invece divenne monaca carmelitana scalza, e mise per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima, così come lei stessa li aveva visti.
Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. A Fatima è stato edificato un santuario, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967, e in seguito anche da papa Giovanni Paolo II, pontefice molto legato agli avvenimenti del luogo, dove si recò più di una volta in pellegrinaggio.
La storia delle apparizioni
I protagonisti
Lucia dos Santos


I tre pastorelli nel 1917. Da destra: Giacinta Marto, Francisco Marto e Lucia dos Santos.
Nata il 22 marzo del 1907 ad Aljustrel, nella diocesi di Fátima, sesta figlia di Antonio e Maria Rosa dos Santos, all'epoca delle apparizioni aveva dieci anni. Nonostante fosse la più grande dei tre pastorelli, non sapeva ancora né leggere né scrivere, poiché la sua occupazione giornaliera ordinaria era di condurre il gregge a pascolare. A seguito delle apparizioni, dopo aver studiato presso il Collegio di Vilar, a Porto, vestì l’abito religioso con il nome di Maria Lucia dell’Addolorata, a Tuy in Spagna. Fece la professione temporanea il 3 ottobre 1928 e il 3 ottobre 1934 quella perpetua. Il 25 marzo 1948 si trasferì a Coimbra, dove entrò nel Carmelo di Santa Teresa di Gesù con il nome di suor Maria Lucia del Cuore Immacolato. Morì il 13 febbraio 2005 a Coimbra, all'età di 98 anni, il suo corpo venne traslato vicino a quella della cugina Giacinta. Il 13 Febbraio 2008, giorno del terzo anniversario della morte di Suor Lucia, il cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per la Causa dei Santi, rese pubblico il decreto del Vaticano per l'apertura immediata del processo di beatificazione.
Francisco Marto
Nato l’11 giugno 1908 ad Aljustrel, decimo figlio di Manuel Pedro Marto e Olimpia di Gesù, all'epoca delle apparizioni aveva nove anni. Viene descritto da Lucia nelle sue Memorie come un ragazzino silenzioso e solitario, spesso intento a suonare mentre le pecore andavano al pascolo. Ammalatosi durante la violenta epidemia di spagnola nel 1918 morì il 4 aprile dell'anno seguente, nella casa paterna, il giorno dopo la sua prima comunione, alle ore 22:00. I suoi resti mortali rimasero tumulati nel cimitero parrocchiale fino al 13 marzo 1952, quando furono trasportati nella basilica della Cova da Iria, nella cappella al lato destro dell’altare maggiore dove tuttora riposano. È stato beatificato con la sorella il 13 maggio 2000.
Jacinta Marto
Nata ad Aljustrel l’11 marzo 1910, undicesima figlia di Pietro Marto e Olimpia di Gesù, all'epoca delle apparizioni aveva sette anni. Era la più vivace dei tre, amava molto giocare e danzare mentre il fratello suonava presso i pascoli. Morì il 20 febbraio 1920 nell’ospedale D. Estefânia, a Lisbona, dopo una lunga e dolorosa malattia. Il 12 settembre 1935 la sua salma fu trasportata al cimitero di Fatima, vicino ai resti mortali del fratellino Francisco. Il 1 maggio 1951 i resti mortali di Giacinta, il cui viso fu trovato incorrotto, furono deposti, in forma molto semplice, nella tomba preparata nella basilica della Cova da Iria, nella cappella laterale, a sinistra dell’altare maggiore. È stata beatificata con il fratello il 13 maggio 2000.
Le apparizioni dell'angelo (1915-16)
Secondo quanto racconta la stessa Lucia dos Santos nelle sue memorie, nel 1915, mentre si trovava con alcune compagne, Maria Rosa, Maria Justino e Teresa Matias a pascolare le greggi presso i possedimenti paterni, vide una misteriosa figura "simile ad una statua di neve". Fuggita, non volle raccontare nulla ai familiari, cosa che invece fecero le compagne. Fu per questo che Lucia preferì recarsi al pascolo di "Cabeço" con i due cugini, Francisco e Giacinta. Mentre essi si riparavano dalla pioggia e giocavano, apparve nuovamente quella figura, "un giovane fra i quattordici e i quindici anni, che il sole rendeva trasparente come se fosse di cristallo"[1], che venne interpretato come un angelo e precisamente l'angelo della pace.
Questi invitò i bambini a pregare prostrati con lui in riparazione delle offese subite da Dio da parte dei peccatori, e in particolare con le parole: "Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima, divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è offeso, e per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria vi chiedo la conversione dei poveri peccatori"[2]. Lucia narra che sia lei che Giacinta potevano udire le parole dell'angelo, solo a Francisco risultava impossibile, egli ascoltava le parole ripetute dalle due compagne.
Riapparso nuovamente nell'estate del 1916, si rivelò come angelo protettore del Portogallo, ordinando ai pastorelli di fare sacrifici per la salvezza della loro patria, devastata dalle guerre civili.
Nell'ultima manifestazione, l'angelo apparve ai tre pastorelli con un calice ed un'ostia sanguinante nelle mani. Porse il calice a Francisco e Giacinta e ordinò a Lucia di mangiare l'ostia, dopodiché pregò loro di fare sacrifici in riparazione degli oltraggi nei confronti del sacramento dell'Eucaristia[3]. Scomparso l'angelo, i pastorelli non ebbero più visioni fino al 1917, quando fecero il loro incontro con la Madonna a Cova d'Iria.
Le apparizioni della Madonna (1917)
Passati alcuni mesi dalle apparizioni dell'angelo, i tre pastorelli sembrarono dimenticare ciò che egli aveva detto e continuarono le loro mansioni, stavolta nei pascoli della "Cova d'Iria", possedimenti del padre di Lucia. Il 13 maggio 1917, mentre i ragazzini giocavano sorvegliando il gregge, avvertirono un lampo improvviso, come di temporale. Preoccupati per le loro pecore essi cercarono di metterle al riparo, quando un secondo lampo fu avvertito circa a metà strada lungo la discesa e una bellissima Signora apparve loro sopra un piccolo elce verdeggiante.
"Non abbiate paura- disse la visione[4]- non voglio farvi del male". Lucia, sbalordita, chiese dunque alla misteriosa arrivata: "Di dove venite, Signora?". "Vengo dal cielo" fu la risposta. Dopodiché la Madonna ordinò ai tre bambini di recarsi in quello stesso luogo il tredici di ogni mese, per sei mesi consecutivi, fino a ottobre, raccomandando loro di pregare il rosario affinché la prima guerra mondiale finisse e i soldati, fra i quali il fratello di Lucia, potessero tornare alle proprie case. Con queste ultime sollecitazioni la visione scomparve, lasciando attoniti i tre bambini.


I tre pastorelli in preghiera presso l'elce
Scesi dalla cova i pastorelli tornarono alle loro case. La piccola Giacinta raccontò tutto alla madre che, preoccupata, chiese aiuto alla cognata Rosa, madre di Lucia, che rimproverò aspramente la figlia per questa sua menzogna. Lucia cercò inutilmente di difendersi dalle accuse ma, vedendo che tutto era inutile, preferì tacere fino a quando non arrivò il 13 giugno, giorno in cui la visione sarebbe tornata a Cova di Iria. Lucia pregò la madre di farla andare lì, nonostante tutto il paese fosse radunato per la festa patronale di Sant'Antonio di Padova, oriundo di Lisbona. Seguivano i tre veggenti questa volta quattrodici compagne curiose e con loro Maria Carreira col figlio, storpio, Giovanni[5]. A mezzogiorno la Madonna riapparve ai pastorelli rivelando a Lucia, che piangeva per i maltrattamenti subiti dalla madre nel mese passato, che Giacinta e Francisco sarebbero presto morti mentre lei sarebbe sopravvissuta per far conoscere al mondo ciò che aveva visto. Detto questo mostrò ai veggenti il suo cuore ferito da spine pungenti[6]e scomparve. I fedeli attorno all'elce dichiararono di aver visto una nuvola volare via, verso oriente.
Sulla via del ritorno, i pastorelli vennero bersagliati dalle domande dei curiosi fedeli, e furono costretti a fuggire in casa. Lì la madre di Lucia maltrattò la figlia credendola una bugiarda, poi la condusse dal parroco che la interrogò e le mise il sospetto che quella visione fosse in realtà una manifestazione malefica. Il 13 luglio i bambini tornarono alla Cova d'Iria, questa volta erano lì radunate circa cinquemila persone[7], molte delle quali desiderose di prendersi gioco dei ragazzini. A mezzogiorno cominciò l'apparizione, e Lucia si lamentò presso la Signora per tutti i maltrattamenti subiti, la medesima la pregò di offrire le sue sofferenze per la conversione dei peccatori, dopodiché mostrò ai tre pastorelli la visione dell'inferno, qui riportata testualmente dagli scritti di suor Lucia:
"La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento"[8]
Mostrato ciò la Madonna continuò a parlare ai pastorelli rivelando loro la seconda parte del segreto (la prima era appunto la visione dell'Inferno):
"La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un'altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo, sono venuta a chiedere la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate. Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace"[9].
L'apparizione si concluse poco dopo. Tutto il Portogallo cominciò a parlare degli strani avvenimenti accaduti a Fatima, accusando i pastorelli di essere millantatori, vittime d'una congiura clericale che voleva ricondurre alla religione i superstiziosi fedeli. La notizia giunse agli orecchi del sindaco di Vila Nova da Ourèm (di cui Fatima è una frazione), Arturo Oliveira, che decise di farla finita con questa commedia. Questi dapprima convocò Lucia, suo padre e il padre di Giacinta e Francisco, Manuel, ricoprendoli di insulti e minacciandoli d'arresto, dopodiché, la mattina del 13 Agosto, con la scusa di condurre i pastorelli alla Cova d'Iria, li trascinò in prigione per costringerli a confessare. Ma i ragazzini sembravano davvero irremovibili, né volevano dire che la loro era una menzogna né tantomeno rivelare al sindaco i segreti dati dalla Madonna. Non sapendo più come minacciarli, il sindaco li rimandò a casa il giorno 15 Agosto. I bambini non avevano dunque potuto assistere all'apparizione che li raggiunse quattro giorni dopo, il 19 Agosto, promettendo che a Ottobre avrebbe lasciato un segno per confermare l'autenticità delle loro parole.
Il 13 settembre erano radunate alla Cova d'Iria circa trentamila persone, fra i quali molti malati in barella. A mezzogiorno, testimoni dissero di aver visto un globo luminoso piovere dal cielo e scendere verso l'elce[10], la Madonna apparve e consolò alcuni fra i malati promettendo a Lucia che entro l'anno li avrebbe guariti, dopodiché ordinò di usare il denaro che la gente donava per costruire lì, a Cova d'Iria, una cappella a lei dedicata[11]. Bonariamente Lucia volle consegnare alla Madonna una fialetta di profumo e alcune lettere datele da un oriundo di Olival, ma l'apparizione ovviamente le rifiutò, poi scomparve.
Il miracolo del sole

Il 13 ottobre Cova d'Iria traboccava di gente, uomini giunti da tutto il Portogallo si erano recati lì per assistere al miracolo predetto dalla Vergine. Vi erano anche parecchi giornalisti anti-clericali decisi a dimostrare come le apparizioni fossero soltanto una commedia escogitata dal parroco di Fatima. Era una giornata parecchio piovosa e tutti i fedeli si coprivano con gli ombrelli. A mezzogiorno un sacerdote si avvicinò a Lucia e l'accusò di essere una millantatrice poiché la Madonna non era ancora apparsa, poco dopo i presenti videro una nube circondare i pastorelli e l'elce. La Madonna ordinò a Lucia di far costruire in quel luogo una cappella in suo onore, dedicata alla "Vergine del Rosario", raccomandò inoltre di pregare molto poiché la guerra era in procinto di concludersi. Detto questo ascese al cielo che si aprì al suo passaggio, e accadde dunque il miracolo predetto: il sole cominciò a volteggiare, fu visibile ad occhio nudo, dopodiché sembrò cadere sulla folla atterrita, fermarsi di colpo e risalire al cielo.


Una copia fotostatica di una pagina della rivista Ilustração Portuguesa del 29 ottobre 1917 ritraente la folla che osserva il 'miracolo del sole'.
Il fenomeno fu visto anche da osservatori increduli accorsi in gran numero, convinti di assistere allo smascheramento della promessa di un prodigio. Tra questi vi era Avelino de Almeida, direttore del giornale O Seculo, che era il più diffuso e autorevole quotidiano liberale ed anticlericale portoghese di Lisbona. Nel suo articolo, pubblicato il 15 ottobre 1917, de Almeida scrisse[12]:
Dalla strada, dove i carri erano tutti raggruppati e dove stavano centinaia di persone che non avevano il coraggio sufficiente per attraversare il terreno reso fangoso dalla pioggia, vedemmo l'immensa folla girarsi verso il sole che apparve al suo zenit, chiaro tra le nuvole. Sembrava un disco d'argento, ed era possibile guardarlo senza problemi. Non bruciava gli occhi, non li accecava. Come se vi fosse stata un eclisse. Poi si udì un urlo fragoroso, e la gente più vicina cominciò a gridare – Miracolo, miracolo! Meraviglia, meraviglia! - Davanti agli occhi estasiati delle persone, il cui comportamento ci riportava ai tempi della Bibbia e le quali ora contemplavano il cielo limpido, sbalordite e a testa scoperta, il sole tremò, compì degli strani e bruschi movimenti, al di fuori di qualsiasi logica scientifica, – il sole «danzò» - secondo la tipica espressione dei contadini.
Testimonianza simile quella riportata dal dottore Almeida Garrett[13]:
Improvvisamente udii il clamore di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi ... voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall'altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attraverso una nebbia (che non c'era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. Udimmo un clamore, il grido angosciato della folla intera. Il sole, infatti, mantenendo i suoi rapidi movimenti rotatori, sembrò essere libero di muoversi nel firmamento, e di spingersi, rosso sangue, verso la terra, minacciando di distruggerci con la sua enorme massa. Furono dei secondi davvero terribili.
Parecchie furono le testimonianze anche dei fedeli lì accorsi[14]:
Il sole vibrò e tremò, sembrava una ruota infuocata (Maria da Capelinha).
Il sole si tramutò in una ruota infuocata, assumendo tutti i colori dell’arcobaleno. Tutto assunse quegli stessi colori: le nostre facce, i nostri vestiti, la terra stessa (Maria do Carmo). Il sole cominciò a danzare e, ad un certo punto, sembrò staccarsi dal firmamento e correre verso di noi, come una ruota di fuoco (Alfredo da Silva Santos). Udii urla di gioia e di amore verso la Madonna di Fatima, da parte di quelle migliaia di bocche . E allora credetti. Ebbi la certezza di non essere stata vittima di una suggestione. Avevo visto il sole come non l’avrei mai visto di nuovo (Mario Godinho, un ingegnere). Nel momento in cui uno meno se lo sarebbe aspettato, i nostri vestiti risultarono completamente asciutti (Maria do Carmo).
I tre pastorelli dissero di aver visto dapprima anche la Madonna, san Giuseppe e Gesù bambino, mentre benedicevano il mondo tracciando un ampio segno di croce, successivamente apparvero loro la Vergine, in vesti di Addolorata, seguita da Gesù con la croce e la corona di spine, in seguito la sola Vergine vestita come Madonna del Carmelo. Non appena il miracolo fu concluso, la folla si riversò entusiasta sui pastorelli, Francisco riuscì a fuggire, Giacinta venne condotta via da un amico, Lucia invece si ritrovò senza velo né trecce poiché alcuni fanatici gliele avevano tagliate![15].
La morte di Giacinta e Francisco


Giacinta Marto
Nel dicembre del 1918 una terribile epidemia di influenza spagnola si abbatté sul Portogallo, Giacinta e Francisco ne furono colpiti; la prima riuscì a guarire dopo una lunga convalescenza, il secondo invece rimase a letto malato. Il mattino del 2 aprile Lucia si recò dal cugino per assisterlo nelle sue ultime ore di vita; il mattino del 4 aprile alle ore dieci Francisco, all'età di undici anni, si spense in presenza della madre e dei familiari. Prima di morire, rivelò Lucia, disse di vedere una grande luce, poi subito scomparsa. Il suo corpo fu sepolto il giorno dopo nel piccolo cimitero di Fatima.
Giacinta qualche tempo dopo venne colpita da una pleurite purulenta e trasportata all'Ospedale di Vila Nova da Ourem. Fu una malattia parecchio dolorosa, una profonda piaga le si scavò nel petto e, dopo due mesi di degenza e il ritorno a casa, questa s'infettò in breve tempo. Il professor Enrico Lisboa decise di condurla al suo ospedale per operarla con i metodi migliori. Venne così allontanata dalla famiglia e trasferita a Lisbona nell'Orfanotrofio di Nostra Signora, sotto le cure della Superiora, Maria della Purificazione. Ma la situazione era davvero critica, il 10 gennaio del 1920 le vennero asportate due costole dalla parte sinistra, dove c'era una piaga "larga quanto una mano", senza anestesia poiché il gracile corpo dell'inferma non lo permetteva. Secondo i testimoni, la ragazzina sopportò tutto con coraggio dicendo che avrebbe offerto tutto per la salvezza dei peccatori. Alle 10:30 del 20 febbraio 1920, la ragazzina, oppressa da dolori lancinanti, morì in presenza dell'infermiera Aurora Gomez, alla quale era stata affidata, lontana da Lucia e dai genitori.
La mattina del giorno dopo, il suo corpo fu trasferito alla chiesa degli Angeli, dove rimase fino alla sera del 24. In seguito partì per Vila Nova de Ourém e fu tumulato nella cappella del barone di Alvaiazere. Trascorsi quindici anni, il 12 settembre 1935, la bara fu aperta. Il corpo, il cui volto fu trovato incorrotto, fu trasportato nello stesso giorno al cimitero di Fatima, dove rimase altri quindici anni e mezzo, fino al 30 aprile 1951. Il 1 maggio successivo, le sue spoglie mortali furono traslate nel transetto della basilica, alla sinistra dell’altare maggiore; un anno dopo il 13 marzo 1952, furono trasportate lì anche le spoglie mortali del fratello Francisco. Il 13 maggio 1989 (72° anniversario di Fatima) il Papa Giovanni Paolo II proclamò l'eroicità delle virtù di Francesco e Giacinta e li beatificò il 13 maggio 2000 proprio a Fatima, luogo delle apparizioni.
Lucia entra in convento - La grande promessa del Cuore Immacolato di Maria
Dopo la morte della cugina, Lucia decise di abbandonare Fatima per studiare e seguire la vita consacrata. Il 17 giugno 1921 entrò nel collegio cattolico di Vilar (Oporto) diretto dalle religiose di Santa Dorotea. Nel 1925, a diciotto anni, Lucia entrò nel convento delle suore sopra citate a Pontevedra, in Spagna. Quivi, il 10 dicembre, ricevette una nuova apparizione della Madonna che le comunicò la sua "Grande Promessa", la comunione riparatrice nei primi sabati del mese:
"Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati in ogni momento Mi configgono con bestemmie e ingratitudini. Almeno tu vedi di consolarMi, e dì che tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, ricevendo la santa Comunione, reciteranno un rosario e Mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i quindici misteri del Rosario con l'intenzione di alleviare la mia pena, Io prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza di queste anime"
Successivamente, su preghiera della stessa Lucia, la confessione venne permessa anche otto giorni prima del sabato stesso. Nel 1926, Suor Lucia lasciò il convento di Pontevedra per entrare nel noviziato a Tuy dove ricevette l’abito il 26 ottobre 1926, e pronunciò i suoi primi voti il 3 ottobre 1928. Lì ricevette una seconda apparizione: mentre si trovava in cappella a pregare, venne irradiata dalla luce della Trinità, a fianco ad essa Maria raccomandò alla veggente di inviare una lettera al papa ordinandogli di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato. Poiché questo non avvenne, due anni dopo suor Lucia, mentre si trovava convalescente a Rianjio, vicino Pontevedra, ebbe una terza visione, questa volta di Gesù stesso che si lamentò per la lentezza della Chiesa ad adempiere ai suoi comandi:


Il santuario di Fatima
"Fai sapere ai Miei ministri, dato che seguono l'esempio del Re di Francia[16] nel ritardare l'esecuzione della Mia richiesta, che lo seguiranno nella sciagura. Non sarà mai troppo tardi per ricorrere a Gesù e a Maria"
Nella notte dal 24 al 25 gennaio 1938 una straordinaria aurora boreale illuminò il cielo del Portogallo: la veggente ritenne che quella fosse la grande luce predetta dalla Vergine, preludio della seconda guerra mondiale. In quell'occasione Lucia rese nota la prima parte del segreto ricevuto, quella relativa all'inferno.
L'approvazione della Chiesa
Nel 1919, due anni dopo le apparizioni, dinanzi all'immane flusso di pellegrini che si recavano a Cova d'Iria, Don José Alves Correia da Silva, vescovo della Diocesi di Leiria-Fatima, ordinò che fosse costituita una commissione per studiare il caso ed iniziare le indagini canoniche ufficiali. Dopo lunghi dibattiti, con la conoscenza personale ed il consenso di Papa Pio XI, nell'ottobre del 1930 il vescovo Silva annunciò i risultati dell'indagine in una lettera pastorale nella quale diceva:
1 – Dichiariamo degne di credenza, le visioni dei bambini pastori della Cova da Iria, avvenute nella parrocchia di Fátima, in questa diocesi, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917
2 – Permettiamo ufficialmente il culto della Madonna di Fátima[17]
Salito al soglio pontificio Pio XII, Fátima emerse sempre più: nel 1940, il pontefice parlò perfino delle apparizioni in un testo ufficiale, la sua enciclica Saeculo Exeunte Octavo, che era stata scritta per incoraggiare la Chiesa in Portogallo ad aumentare la sua attività missionaria straniera. Nell’ottobre del 1942, in risposta ad un messaggio inviatole da Suor Lucia nel 1940, Papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria. All’inizio del 1943, Suor Lucia spiegò che in un'apparizione le era stato rivelato che era stato accettato questo Atto di Consacrazione per contribuire a far finire prima la Seconda Guerra Mondiale, ma che esso non avrebbe ottenuto la pace nel mondo.
Papa Pio XII, in una lettera apostolica del 7 luglio 1952 consacrò dunque la Russia al Cuore immacolato di Maria. Il pontefice scrisse:
"Parecchi anni fa abbiamo consacrato l'intera razza umana alla Vergine Maria, Madre di Dio, così anche oggi noi la consacriamo ed in particolare affidiamo tutta la popolazione di Russia al suo cuore immacolato[18]"
"Se Maria interpone il suo valido patrocinio, le porte dell'inferno non potranno prevalere. È la buona madre, la madre di tutti, e non si è mai sentito dire che chi ha cercato in lei protezione sia rimasto deluso. Con questa certezza il papa affida l'intero popolo di Russia al cuore immacolato della Vergine. Lei li aiuterà! Errore e ateismo non prenderanno il sopravvento contro la sua grazia e assistenza"[19]
Il 4 maggio 1944, la Santa Sede istituì la Festa del Cuore Immacolato di Maria e due anni dopo il cardinale Benedetto Aloisi Masella, in veste di legato papale, incoronò la Madonna di Fatima “Regina del mondo”. L’intero episcopato Portoghese e più di 600.000 pellegrini si riunirono a Fatima per partecipare all’evento.
I pontefici a Fátima
Il 13 maggio 1967, nel cinquantesimo anniversario della prima apparizione di Fatima, Paolo VI, che già aveva donato una rosa dorata al Santuario affinché a Maria fossero affidate le sorti del mondo, venne in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Fatima e scrisse un’enciclica per l’occasione.
Fu però Giovanni Paolo II, successore di Giovanni Paolo I (che aveva avuto colloqui personali con suor Lucia)[20] , il papa maggiormente legato alle apparizioni di Fatima. Egli visitò Fátima in tre occasioni – nel 1982, nel 1991 e nel 2000. Durante la sua visita del 2000 egli beatificò i due veggenti defunti, Giacinta e Francisco. Rese inoltre universale la Festività della Madonna di Fatima, facendola includere nel Messale Romano.


L'immagine della Vergine a Fatima
Il messaggio
Per approfondire, vedi la voce Segreti di Fatima.

Il messaggio di Fátima può essere riassunto principalmente come un invito alla penitenza e alla preghiera. Le apparizioni dell'Angelo nel 1915 non servirono ad altro che a mostrare ai bambini con quale contrizione si dovesse pregare, spiegò loro la grande importanza del compiere sacrifici in riparazione per le offese commesse contro Dio e, nella sua ultima apparizione, mostrò il modo consono di ricevere il sacramento dell'eucaristia.
La Madonna ribadì parecchie volte l'esortazione alla recita del rosario ogni giorno, si definì ella stessa "Regina del rosario". Un altro aspetto importante del Messaggio di Fatima è la devozione al Cuore Immacolato di Maria, in riparazione del quale venne consigliata la devozione dei primi cinque sabati del mese.

SUPPLICA ALLA BEATA VERGINE MARIA DEL ROSARIO (DA RECITARSI L'8 MAGGIO E LA PRIMA DOMENICA DI OTTOBRE A MEZZOGIORNO)




SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

Recitata nel Santuario di Pompei e in altre chiese i giorni 8 maggio e prima domenica di ottobre.

O augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del cielo e della terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo tempio di Pompei (in questo giorno solenne), effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il cuore amabile del tuo Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di misericordia.
Ave Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i cori degli angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l'onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave Maria

Un'ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci (in questo giorno solennissimo). Concedi a tutti noi l'amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione.
Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla religione e la pace all'umana società. Benedici i nostri vescovi, i sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli angeli, torre di salvezza, negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia, a te l'ultimo bacio della vita che si spegne.
E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque, benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

Salve Regina

REGINA COELI





Regina del cielo, rallegrati, alleluia:
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia

Gioisci ed esulta, Vergine Maria, alleluia.
il Signore è veramente risorto, alleluia.

Preghiamo:
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

(dalla domenica di Pasqua fino al giorno di Pentecoste in sostituzione dell'Angelus.)

3 gloria al padre
1 angelo di dio
1 l’eterno riposo



Gesù qui davanti a me presente.

Gesù qui davanti a me presente in questo SS. Sacramento dell'altare.Corpo e sangue vivo,ti chiedo con umiltà il dono delle conversione,il dono di essere tua,tutti i giorni delle mia vita,che la mia ricchezza sia la ricchezza del cuore. fa che sulle mie labbra ci sia la tua parola e trasformarla,in amore e carità.Gesù nutrimi con il tuo corpo e sangue e di questo nutrimento Gesù fa che io non ne possa fare mai a meno.deliziami sempre con il tuo SS. amore. Grazie Gesù.....

preghiera di UCCELLATORE ANTONELLA

CORONA DELLE LACRIME DELLA B.V.M. (MEMORIA LITURGICA 20 FEBBRAIO) SI RECITA IL 20 DI OGNI MESE.




DEVOZIONE ALLE LACRIME DELLA MADONNA

Ripetutamente la Madonna ha pianto dalle sue immagini o è apparsa nell’atto di piangere. Si possono ricordare, al riguardo, il miracolo della Madonna delle Lacrime di Treviglio, a Pietralba ( Bz), le Apparizioni della Madonna piangente a Santa Caterina Lebourè (1830), ai pastorelli de La Salette (1846), nel 1953 la lacrimazione del quadro di Siracusa e il pianto dell’Immacolata durante la notte fra il 18 e il 19 gennaio 1985 a Giheta (Burundi).
Fu, però, l’apparizione alla suora brasiliana Amalia di Gesù Flagellato, missionaria del Divin Crocifisso ( ordine fondato da Mons.Code D. Francisco del Campos Barreto, Vescovo di Campinas San Paolo, Brasile) che diede origine ad una devozione speciale alle lacrime verginali: La Corona delle Lacrime della Madonna.

Origine della Corona delle Lacrime.
L’8 Novembre 1929, infatti, mentre pregava offrendo sé stessa per salvare la vita di una sua parente gravemente ammalata, la suora udì una voce:

“ Se vuoi ottenere questa grazia, domandala per le Lacrime di mia Madre. Tutto ciò che gli uomini mi domandano per quelle Lacrime sono obbligato a concederlo”.

Avendo la suora domandato con quale formula dovesse pregare, le indicò l’invocazione:

“O Gesù, esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande. Per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.”

Gesù le promise, inoltre, che Maria Santissima avrebbe affidato al suo Istituto questo tesoro della devozione alle sue Lacrime.
L’8 Marzo 1930, mentre stava inginocchiata davanti all’altare, si sentì come sollevata e vide una Signora di meravigliosa bellezza: Le sue vesti erano color viola, un manto celeste le pendeva dalle spalle ed un velo bianco le copriva il capo.
La Madonna sorridendo amabilmente, consegnò alla suora una corona i cui grani, bianchi come la neve, brillavano come il sole. La Vergine le disse:

“ Ecco la Corona delle mie Lacrime. Il mio Figlio l’affida al tuo Istituto come una porzione d’eredità. Egli ti ha già rivelato le mie invocazioni. Egli vuole che mi si onori in modo speciale con questa preghiera ed Egli accorderà a tutti quelli che reciteranno questa Corona e lo pregheranno in nome delle mie Lacrime, grandi grazie. Questa Corona servirà ad ottenere la conversione di molti peccatori e in modo particolare quella dei seguaci dello spiritismo. Al vostro Istituto sarà riservato il grande onore di ricondurre in seno alla santa Chiesa e di convertire un gran numero di appartenenti a questa setta nefasta. Il demonio sarà vinto con questa Corona e il suo impero infernale sarà distrutto.”
La Corona fu approvata dal Vescovo di Campinas che, anzi, autorizzò la celebrazione nell’Istituto della Festa di Nostra Signora delle Lacrime, il 20 Febbraio.



CORONA DELLE LACRIME DELLA MADONN
La Corona è composta di 49 grani, divisi in gruppi di 7 e separati da 7 grani grossi, e termina con 3 grani piccoli.

Preghiera preparatoria:



O Gesù, nostro Divino Crocifisso, inginocchiati ai tuoi piedi noi ti offriamo le Lacrime di Colei, che ti ha accompagnato sulla via dolorosa del Calvario, con amore così ardente e compassionevole.

Esaudisci, o buon Maestro, le nostre suppliche e le nostre domande per l’amore delle Lacrime della tua Santissima Madre.

Accordaci la grazia di comprendere gli insegnamenti dolorosi che ci danno le Lacrime di questa buona Madre, affinché noi adempiamo sempre la tua santa Volontà sulla terra e siamo giudicati degni di lodarti e glorificarti eternamente in cielo. Amen.



Sui grani grossi (7)



O Gesù, ricordati delle Lacrime di Colei che ti amato più di tutti sulla terra. E ora ti ama nel modo più ardente in cielo.





Sui grani piccoli ( 7 x 7 ) :



O Gesù esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande. Per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.



Alla fine si ripete 3 volte :



O Gesù ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra.



Preghiera conclusiva:



O Maria, Madre dell’Amore, Madre di dolore e di Misericordia, noi ti domandiamo di unire le tue preghiere alle nostre, affinché il tuo divin Figlio, al quale noi ci rivolgiamo con confidenza, in virtù delle tue Lacrime, esaudisca le nostre suppliche e ci conceda, oltre le grazie che gli domandiamo, la corona della gloria nell’eternità. Amen.





LITANIE DELL’ADDOLORATA





Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, pietà Cristo, pietà

Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici

Padre del cielo, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio “

Spirito Santo Paraclito, che sei Dio “

Santa Trinità, unico Dio “



Santa Maria prega per noi

Madre addolorata “

Madre ai piedi della Croce “

Madre priva del tuo Figlio “

Madre trafitta dalla spada del dolore “

Madre crocifissa nel Cuore “

Madre testimone della risurrezione “

Vergine obbediente “

Vergine penitente “

Vergine fedele “

Vergine del silenzio “

Vergine del perdono “

Vergine dell’attesa “

Donna esule “

Donna paziente “

Donna coraggiosa “

Donna del dolore “

Donna della Nuova Alleanza “

Donna della speranza “

Novella Eva “

Strumento di redenzione “

Serva della riconciliazione “

Difesa degli innocenti “

Coraggio dei perseguitati “

Fortezza degli oppressi “

Speranza dei peccatori “

Consolazione degli afflitti “

Rifugio dei miseri “

Conforto degli esuli “

Sostegno dei deboli “

Sollievo degli infermi “

Regina dei martiri “

Gloria della Chiesa “

Vergine della Pasqua



Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo.

Perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo.

Ascoltaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo.

Abbi pietà di noi.



Prega per noi, Santa Vergine Addolorata.

E saremo degni delle promesse di Cristo.





Preghiamo:



O Dio, Tu che hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore; concedici, ti preghiamo, di camminare con Lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla Passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

la benedizione di S.E. MONS. ANTONIO RIBOLDI




Caro Emanuele,

tutto quello che aiuta a fare conoscere Gesù è davvero una missione meravigliosa. E Dio ci ha dato ora di poter farlo con mezzi che un tempo erano nel 'limbo' ed ora sono alla portata di tutti.. purché siano vie del Vangelo.

Auguro felice esito al tuo blog, soprattutto che sia davvero un mezzo efficace per accostare i fratelli alla fede e creare amicizia. Ti ispiri sempre lo Spirito Santo e io ti benedico di cuore.



Antonio, vescovo

sacro manto in onore di san giuseppe (dall'1 al 30 marzo o in qualsiasi periodo dell'anno per 30 giorni consecutivi)







SACRO MANTO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE

Si tratta di un particolare omaggio reso a S. Giuseppe, per onorare la sua persona e per meritare il suo Patrocinio.
Si consiglia di recitare queste Orazioni per trenta giorni consecutivi, in memoria dei trent'anni di vita vissuti da S. Giuseppe in compagnia di Gesù Cristo, Figlio di Dio.
Sono senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a S. Giuseppe. Santa Teresa di Gesù ha detto: "Chi vuol credere, faccia la prova, affinché si persuada". Per propiziarci più facilmente l'aiuto di S. Giuseppe, è bene accompagnare queste preghiere con la promessa di un'offerta per il culto del Santo E’ bene avere anche un pio pensiero per le Anime del Purgatorio ed accostarsi ai Santi Sacramenti in spirito di penitenza e di propiziazione. Con la stessa premura con la quale noi asciughiamo le lacrime del povero che ha bisogno di aiuto, possiamo sperare che San Giuseppe asciugherà le nostre lacrime. Sarà cosi che il Manto del suo Patrocinio si stenderà pietoso sopra di noi e ci sarà di valida difesa contro tutti i pericoli, perché possiamo giungere tutti, con la grazia del Signore, al porto della salvezza eterna.

San Giuseppe ci sorrida propizio e ci benedica sempre.
San Giuseppe, conforto dei tribolati, prega per noi!

Nel nome dei Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia.
3 Gloria alla SS. Trinità.
(ringraziandola di avere esaltato S. Giuseppe ad una dignità del tutto eccezionale.)

OFFERTA: Eccomi, o gran Patriarca, prostrato devotamente innanzi a te. Ti presento questo Manto prezioso e nello stesso tempo ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti l'amore che ti porto. Aiutami, S. Giuseppe! Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto assistimi nell'ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l'eternità. Amen.

2. O glorioso Patriarca S. Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti presento con devozione i miei omaggi e incomincio a offrirti questa preziosa raccolta di preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona. In te ebbe compimento il sogno misterioso dell'antico Giuseppe, il quale fu una tua anticipata figura: non solamente, infatti, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi il Sole divino, ma ti rischiarò pure della sua dolce luce la mistica Luna, Maria. Deh!, glorioso Patriarca, se l'esempio di Giacobbe, che andò di persona a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell'Egitto, servì a trascinarvi anche i figli suoi, non varrà l'esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono di tutta la loro stima e di tutta la loro fiducia, a trarre me pure, per intessere in tuo onore questo manto prezioso? Deh!, o gran Santo, fa' che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. E come l'antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa' che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, che vivono sereni sotto il manto del tuo patrocinio. Questo patrocinio io desidero averlo per ogni giorno della mia vita e nel momento dell'ultimo mio respiro. Amen.
ORAZIONE:
1. Salve, o glorioso S. Giuseppe, depositario dei tesori incomparabili dei Cielo e padre putativo di Colui che nutre tutte le creature. Dopo Maria SS., tu sei il Santo più degno dei nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l'onore di allevare, guidare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato di vedere. S. Giuseppe, salva l'anima mia e ottienimi dalla misericordia divina la grazia che umilmente imploro. Ed anche per le Anime benedette dei Purgatorio ottieni un grande sollievo nelle loro pene.
3 Gloria al Padre.

2. O potente S. Giuseppe, tu fosti dichiarato patrono universale della Chiesa, e io t'invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e benedico mille volte il tuo cuore, pronto sempre a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, o caro S. Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l'orfano, l'abbandonato, l'afflitto, ogni sorta di sventurati; non c'è dolore, angustia o disgrazia che tu non abbia pietosamente soccorso. Degnati, quindi, di usare a mio favore i mezzi che Dio ha messo nelle tue mani, affinché io possa conseguire la grazia che ti domando. E voi, anime sante dei Purgatorio, supplicate S. Giuseppe per me.
3 Gloria al Padre.

3. A tante migliaia di persone che ti hanno pregato prima di me hai donato conforto e pace, grazie e favori. L'animo mio, mesto e addolorato, non trova riposo in mezzo alle angustie dalle quali è oppresso. Tu, o caro Santo, conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera. Tu sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Mi prostro al tuo cospetto e sospiro, o caro S. Giuseppe, sotto il grave peso che mi opprime. Nessun cuore umano mi è aperto, al quale possa confidare le mie pene; e, se pur dovessi trovare compassione presso qualche anima caritatevole, essa tuttavia non mi potrebbe aiutare. A te pertanto ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché S. Teresa ha detto e ha lasciato scritto nelle sue memorie: "Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa". Oh! S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore e pietà delle anime sante dei Purgatorio, che tanto sperano dalle nostre orazioni.
3 Gloria al Padre.

4. O eccelso Santo, per la tua perfettissima obbedienza a Dio, abbi pietà di me.
Per la tua santa vita piena di meriti, esaudiscimi.
Per il tuo carissimo Nome, aiutami.
Per il tuo clementissimo cuore, soccorrimi.
Per le tue sante lacrime, confortami.
Per i tuoi sette dolori, abbi compassione di me.
Per le tue sette allegrezze, consola il mio cuore.
Da ogni male dell'anima e dei corpo liberami.
Da ogni pericolo e disgrazia scampami.
Soccorrimi con la tua santa protezione e impetrami, nella tua misericordia e potenza, quello che mi è necessario e soprattutto la grazia di cui ho particolare bisogno. Alle anime care dei Purgatorio ottieni la pronta liberazione dalle loro pene.
3 Gloria al Padre.

5. O glorioso S. Giuseppe innumerevoli sono le grazi e i favori, Che tu ottieni per poveri afflitti. Ammalati d ogni genere, oppressi, calunniati, traditi, privati d'ogni umano conforto, miseri bisognosi di pane o di appoggio, Implorano la tua regale protezione e vengono esauditi nelle loro domande. Deh! non permettere, o S. Giuseppe carissimo, che io abbia ad essere la sola, fra tante persone beneficate, che resti priva della grazia che ti ho domandato. Mostrati anche verso di me potente e generoso, e io, ringraziandoti, esclamerò: "Viva in eterno il glorioso Patriarca San Giuseppe, mio grande protettore e particolare liberatore delle anime sante dei Purgatorio".
3 Gloria al Padre.

6. O eterno divin Padre, per i meriti di Gesù e di Maria, degnati accordarmi la grazia che imploro. A nome di Gesù e di Maria, mi prostro riverente alla tua divina presenza e ti prego devotamente perché voglia accettare la mia ferma decisione di perseverare nella schiera di coloro che vivono sotto il patrocinio di S. Giuseppe. Benedici quindi il prezioso manto, che io oggi dedico a lui quale pegno della mia devozione.
3 Gloria al Padre.

PIE SUPPLICHE
in ricordo della vita nascosta di. S. Giuseppe con Gesù e Maria

S. Giuseppe, prega Gesù che venga nell'anima mia e la santifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nel mio cuore e lo infiammi di carità.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nella mia intelligenza e la illumini.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nella mia volontà e la fortifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei pensieri e li purifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei affetti e li regoli.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei desideri e li diriga.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nelle mie operazioni e le benedica.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il suo santo amore.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù l'imitazione delle sue virtù.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la vera umiltà di spirito.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la mitezza di cuore.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la pace dell'anima.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il santo timore di Dio.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il desiderio della perfezione.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la dolcezza di carattere.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù un cuore puro e caritatevole.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la grazia di sopportare con pazienza le sofferenze della vita.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la sapienza delle verità eterne.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la perseveranza nell'operare il bene.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la fortezza nel sopportare le croci.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il distacco dai beni di questa terra.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù di camminare per la via stretta del cielo.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù di essere libero da ogni occasione di peccato
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù un santo desiderio del Paradiso.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la perseveranza finale
S. Giuseppe, non mi allontanare da te.
S. Giuseppe, fa' che il mio cuore non cessi mai di amarti e la mia lingua di lodarti
S. Giuseppe, per l'amore che portasti a Gesù aiutami ad amarlo.
S. Giuseppe, degnati di accogliermi come tuo devoto.
S. Giuseppe, io mi dono a te: accettami e soccorrimi.
S. Giuseppe, non mi abbandonare nell'ora della morte.
Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l'anima mia.
3 Gloria al Padre

INVOCAZIONI A SAN GIUSEPPE

Ricordati, o verginale sposo di Maria Vergine, o caro mio protettore S. Giuseppe, che mai alcuno si udì aver invocato la tua protezione e chiesto il tuo ainto senza essere stato consolato. Con questa fiducia, io vengo a te e a te fervorosamente mi raccomando. O S. Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila. Amen.

II. Glorioso S. Giuseppe, sposo di Maria e padre davidico di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fa' che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia. E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

LITANIE A SAN GIUSEPPE

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo pietà
Signore, pietà Signore pietà
Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo,Dio
Spirito Santo, Dio
Santa Trinità, unico Dio
Santa Maria prega per noi
S. Giuseppe prega per noi
Inclita prole di Davide
Luce dei Patriarchi
Sposo della Madre di Dio
Custode purissimo della Vergine
Tu che nutristi il Figlio di Dio
Solerte difensore di Cristo
Capo dell'Alma Famiglia
O Giuseppe giustissimo
O Giuseppe castissimo
O Giuseppe prudentissimo
O Giuseppe obbedientissimo
O Giuseppe fedelissimo
Specchio di pazienza
Amante della povertà
Esempio agli operai
Decoro della vita domestica
Custode dei vergini
Sostegno delle famiglie
Conforto dei sofferenti
Speranza degli Infermi
Patrono dei moribondi
Terrore dei demoni
Protettore della S. Chiesa

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
esaudiscici, o Signore
Agnello dì Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi

CHIUSURA DEL SACRO MANTO.

O Glorioso San Giuseppe, che da Dio sei stato posto a capo e custode della più santa tra le famiglie, degnati di essermi dal cielo custode dell'anima mia, che domanda di essere ricevuta sotto il manto dei tuo patrocinio. lo, fin da questo momento, ti eleggo a padre, a protettore, a guida, e pongo sotto la tua speciale custodia l'anima mia, il mio corpo, quanto ho e quanto sono, la mia vita e la mia morte. Guardami come tuo figlio; difendimi da tutti i miei nemici visibili ed invisibili; assistimi in tutte le necessità: consolami in tutte le amarezze della vita, ma specialmente nelle agonie della morte. Rivolgi una parola per me a quell'amabile Redentore, che Bambino portasti sulle tue braccia, a quella Vergine gloriosa, di cui fosti direttissimo sposo. Impetrami quelle benedizioni che tu vedi essere utili al mio vero bene, alla mia eterna salvezza, e io farò di tutto per non rendermi indegno dei tuo speciale patrocinio. Amen.

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