Il Martyrologium Romanum cita in data odierna i santi Maurizio,Candido,
Essuperio, che con i soldati loro compagni ed il veteranoVittore affrontarono
il martirio in odio alla loro fede. Per megliocomprendere l’origine del culto
di questi intrepidi testimonidella fede cristiana, occorre però ripercorrere
brevemente lavicenda della celebre Legione Tebea, alla quale la pietàpopolare
ha sempre riservato una particolare devozione.
La leggenda della Legione Tebea
La fonte principale e storicamente più attendibile pervenutacicirca San
Maurizio e la celebre Legione Tebea da lui capeggiataè costituita dalla “Passio
martyrum Acaunensium”attribuita a Sant’Eucherio di Lione. La versione che ci
èstata tramandata risale solo al IX secolo, ma il santo vescovolionese citava
già la sua opera in una lettera indirizzata alvescovo Salvio verso il 440,
affermando che a quel tempo latradizione orale in merito era già attestata da
almeno unsecolo.
Lo studioso tedesco D. Van Berchem negli anni ’40 del XX secoloesaminò l’antica
“passio”, giungendo allaconclusione che la fonte del racconto orale fosse San
Teodoro (dettoanche Teodulo) di Octoduro, primo vescovo del cantone svizzero
delVallese nel IV secolo. Questi importò assai probabilmente laleggenda
dall’Oriente, in base a cui Maurizio fu martirizzatocon i suoi soldati, forse
né tebani né costituenti unavera e propria legione.
Secondo la narrazione di Eucherio, arricchita di parecchi elementifantasiosi,
l’imperatore romano Massimiano guidò unesercito per contrastare una rivolta
fomentata da un gruppo di galli,i bagaudi, e giunto nei pressi di Octodurum
(odierna cittàsvizzera di Martygny), oltre il passo alpino del Gran San
Bernardo,diede ordine ai suoi uomini di compiere un sacrificio in onore
deglidei per impetrare da loro il successo della spedizione in corso.
Un’unità dell’esercito imperiale era appunto lafamigerata egione Tebea, i cui
membri come dice il nome erano statireclutati nell’Egitto settentrinale ed
erano di religionecristiana. Questi valorosi seguaci di Cristo, senza
eccezioni,rifiutarono fermamente di sacrificare a degli dei pagani in cui
noncredevano e si ritirarono dunque nella vicina Agaunum
(odiernaSaint-Maurice-en-Valais), guidati dal loro “primicerius” eportavoce Maurizio.
L’imperatore li invitò ripetutamenteinvano a tornare sui loro passi ed infine
ordinò la lorodecimazione. Ma i soldati, incoraggiati da Maurizio e dagli
altriufficiali, furono irremovibili dalla loro decisione sino alla
fine.Conclusasi tale violenta persecuzione pare fossero stati uccisi ben6600 (o
secondo alcune fonti 6666) soldati. Il Martyrologium Romanum,nella sua ultima
edizione, si limita a citare esplicitamente i nomidi Maurizio, Candido,
Essuperio e del veterano Vittore,quest’ultimo forse proveniente da un altra
legione ma uccisoanch’egli in quanto dichiaratosi cristiano.
Maurizio ed i suoi compagni avevano comunque scrittoall’imparatore una lettere
onde spiegargli le valide motivazionidella loro ribellione: “Siamo tuoi
soldati, ma anche servi diDio, cosa che noi riconosciamo francamente. A te
dobbiamo il serviziomilitare, a lui l’integrità e la salute, da te
abbiamopercepito il salario, da lui il principio della vita [...].Metteremo le
nostre mani contro qualunque nemico, ma non lemacchieremo col sangue degli
innocenti [...]. Noi facciamoprofessione di fede in Dio Padre Creatore di tutte
le cose e crediamoche suo Figlio Gesù Cristo sia Dio. Siamo stati spruzzati
dalsangue dei nostri fratelli e commilitoni, ma non ci affliggemmo,alzammo le
nostre lodi perchè erano stati ritenuti degni dipartire per il loro Signore
Dio. Ecco deponiamo le armi [...]preferiamo morire innocenti che uccidere e
vivere colpevoli[...] non neghiamo di essere cristiani [...]perciò non possiamo
perseguitare i cristiani”. Assaiprobabilmente Eucherio inventò le parole con
cui imartirizzandi espressero le loro rimostranze, affermando cherifiutarono di
uccidere dei cristiani che in realtà non eranonemici dell’autorità imperiale e
non menzionando ibagaudi. Inoltre la “passio” più tardiva aggiunse algruppo i
nomi di Innocenzo e Vitale, in quanto i loro corpi vennerorinvenuti dopo secoli
nella vallata del Rodano. Comunque, anche se inumeri citati paiono esagerati ed
alcuni dettagli della leggendafurono aggiunti nel V secolo, sembra effettivamente
essersiverificato un effettivo spargimento di sangue cristiano alla basedella
tradizione.
Il culto ieri e oggi
Il culto nei confronti dei martiri risalirebbe dunque al IV secolo,durante il
quale il suddetto San Teodulo fece edificare la basilicaancora oggi esistente
per ospitarne le reliquie. In occasione dellavisita di San Martino di Tours si
verificò un eventomiracoloso: la terra iniziò a trasudare sangue indicanocosì
il luogo ove riposavano i santi resti sulle rive delRodano ed egli lo raccolse
in appositi vasetti per distribuirlo avarie chiese. Eucherio ricorda che “molti
giungevano da diverseprovince per onorare devotamente questi santi, e offrire
donod’oro, d’argento, e altri oggetti”, oggi conservatinel piccolo museo
adiacente la basilica, a Brzeg in Polonia ed aTorino.
La chiesa costruita presso Agaunum divenne successivamente il nucleodi un
abbazia, grazie al re burgundo San Sigismondo, la prima inOccidente a recitare
l’Ufficio divino per l’interagiornata, grazie ad un ciclo di cori. Oggi è
affidata agliagostiniani Canonici Regolari Lateranensi, che annualmente ogni
22settembre, giorno della festa secondo il Martyrologium Romanum,organizzazo la
processione con le reliquie per le strade delpaese.
Il culto nei confronti si San Maurizio si diffuse molto, come vedremotra poco,
in particolar modo nei territori sabaudi. Ancora oggi ilcalendario liturgico
della Regione Pastorale Piemontese riporta lasua memoria nella data suddetta.
Il legame con Casa Savoia
Per secoli santuario nazionale del regno burgundo, l’anticaAgaunum divenne con
l’avvento di Casa Savoia, checonquistò per un certo periodo il Vallese
occidentale, alcentro della devozione dei popoli governati dalla dinastia
sabauda.Questo particolare legame tra San Maurizio ed il nobile casatoculminò
nel 1434 con la fondazione da parte del duca AmedeoVIII di un ordine
cavalleresco a lui dedicato.
Nel 1572 Emanuele Filiberto lo trasformò poi nell’Ordinedei Santi Maurizio e
Lazzaro, tuttora costituzionalmente riconosciutodalla Repubblica Italiana. Il
duca fece inoltre traslare daSaint-Maurice a Torino parte delle reliquie del
capitano dellaLegione Tebea, nonchè la sua spada, la croce e
l’anello,transitando per Aosta, Ivrea e Chivasso.
Oggi riposano ancora nella martoriata Cappella della Sindone ed inepoca
preconciliare la teca contenente le reliquie del soldato venivaesposta alla
venerazione dei fedeli ogni 15 gennaio, anniversariodella traslazione. Un
importante corso di Torino, adiacente aiGiardini Reali porta ancora oggi il
nome di San Maurizio.
Patronati
San Maurizio è oggi considerato innanzitutto quale patrono diCasa Savoia e
dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ma anchedi altri ordini cavallereschi
quale quello del Toson d’Oro diSpagna e Austria. Inoltre sotto il patronato del
santo sono posti isoldati, in particolare degli Alpini, delle Guardie Svizzere
edell’Esercito Francese Alpino.
Le chiese in onore di San Maurizio iniziarono a pullulare in Valled’Aosta,
Piemonte, Francia, Germania e Svizzera. Inquest’ultima nazione gli fu intitolata
nella zona tedesca lacittà di St-Moritz, otto città inglesi, cinquantadue
inFrancia tra cui la più celebre è Bourg-Saint-Maurice inSavoia, in Piemonte
San Maurizio Canavese nonchè San Mauriziodi Opaglio nel novarese, dove il santo
e la sua legione sarebberotransitati, ed infine in Liguria Porto Maurizio.
Iconografia
L’iconografia relativa a San Maurizio ed ai legionari tebei ingenere è solita
presentarli con tutti gli attributi tipici deisoldati martiri: la palma del
martirio, la spada, lo stendardo concroce rossa in campo bianco e la Croce
Mauriziana, cioètrilobata, sul petto. Non mancano le loro raffigurazioni
equestri.Spesso possono essere raffigurati con la carnagione scura, a
ricordodella loro provenienza africana.
Un dipinto conservato alla National Gallery di Londra, del Maestro diLiesborn,
lo ritrae cavaliere con il papa San Gregorio Magno eSant’Agostino d’Ippona.
L’opera più splendidaè però la scena del martirio di El Greco,
conservataall’Escorial nei pressi di Madrid.
Venerazione ecumenica
Il presupposto che i due martiri ed un numero imprecisato di loroleggendari
compagni abbiano militato nella Legione Tebea haautomaticamente conferito loro
la presunta nazionalitàegiziana e ciò ha contribuito alla diffusione del culto
anchepresso la Chiesa Copta, che venera dunque specificatamente non soloSan
Maurizio ma anche tutti quei suoi leggendari compagni il cuiricordo si è
diffuso in un qualche piccolo santuariod’Europa. In particolare il Patriarca di
Alessandria e di Tuttal’Africa Papa Shenoud tramite un suo delegato ricevette
in dononel 1991 alcune reliquie dei santi Maurizio, Cassio e Fiorenzo.
Anchealtre Chiese orientali venerano comunque i martiri della LegioneTebea, in
quanto vissuti prima degli scismi vari. Anche nel mondoprotestante, infine, Maurizio
è commemorato quale testimonedella fede cristiana.
ALTRI SANTI MARTIRI DELLA LEGIONE TEBEA
Come già detto, la pietà popolare ha sempreriservato una particolare
devozione verso i militi tebei ed haleggendariamente arruolato all’ “Angelica
Legio” unafolta schiera di martiri spesso non meglio identificabili.
Secondo cronache successive alla “primitiva passio” solodue furono i soldati
scampati all’eccidio di Agaunum,ufficialmente riconosciuti come tali anche dal
Martyrologium Romanume festeggiati al 30 settembre:
92655-
Santi Urso e Vittore, 30settembre. Inoltre sempre aggiunte tardive
inserirono altri duenominativi al gruppo festeggiato al 22 settembre, oggi non
piùmenzionati dal martirologio:
92716-
Santi Innocenzo e Vitale, 22 settembre. Un po’ovunque iniziarono però a
fiorire leggende su altri soldatimiracolosamente scampati al massacro, che
avrebbero trovato rifugioin svariate località, ove intrapresero una capillare
opera dievangelizzazione per poi subire anch’essi il martirio.
Nel Vecchio Continente se ne contano all’incirca 400,così suddivisi
geograficamente: 58 in Piemonte, 15 inLombardia, 2 in Emilia, 10 in Francia,
325 in Germania, 5 in Svizzerae 2 in Spagna. E questo non è purtroppo che un
incompleto esommario elenco.
Alcuni di questi santi sono ancora oggi commemorati in diverse datedal
martirologio cattolico, che però evita di citare la loropresunta appartenenza
alla Legione Tebea:
35400-
Sant' Avventore, 20 novembre
92514-
Santi Cassio e Fiorenzo, 10 ottobre
92463-
San Felice, 11 settembre
92611-
San Gereone e Compagni, 10 ottobre
35450-
Sant' Ottavio, 20 novembre
92464-
Santa Regola, 11 settembre
35500-
San Solutore, 20 novembre
92659-
Santi Vittore e Malloso, 10 ottobre
Culto estremamente locale è invece tributato ai numerosi santidei quali si
riporta di seguito il collegamento alle loro singoleschede, se presenti, oppure
alcune scarne notizie sul loro culto:
69850-
Sant'Albano
34250-
Sant'Alessandro di Bergamo, 26 agosto
72500-
Sant'Antonino di Piacenza, 30 settembre
59900-
Sant' Attilio, 28 giugno
92044-
San Besso, 10 agosto (1° dicembre)
90203-
San Chiaffredo di Saluzzo, 7 settembre
92582-
Santi Costanzo e compagni, 18 settembre
90201-
San Defendente di Tebe, 2 gennaio
92465-
Sant' Essuperanzio, 11 settembre
92658-
San Fiorenzo, venerato a Bastia Mondovì,Senza data
91526-
San Fortunato di Casei, 16 ottobre e III domenicadi ottobre
91526-
Santi Graziano e Felino, Carpoforo e Fedele, 13marzo
92046-
San Magno, venerato a Cuneo, 19 agosto
90566-
San Marchese, venerato ad Altessano, prima domenica di settembre
91212-
San Martiniano, venerato a Torino e Pecco, 5 dicembre
90619-
Santi Matteo e Gusmeo, 11 settembre
65700-
Santi Maurizio, Giorgio e Tiberio, 24 aprile
90234-
San Paragorio e compagni, venerati a Noli, 7 settembre
90565-
San Ponzio, venerati a Pradleves, 23 giugno
92328-
San Secondo, 26 agosto
92414-
San Tegulo (Tegolo), 25 ottobre
92320-
San Valeriano, venerato a Cumiana, 14 aprile
67200-
Santi Vittore e compagni, venerati a Pollenzo, 13 maggio
Sant’Abbondio
Venerato a Caramagna Piemonte (CN), nel cui territorio sarebbe
statomartirizzato.
Santi Alverio e Sebastiano
Venerati a Fossano (CN) nella Collegiata di San Giovenale efesteggiati il 26
gennaio. Martirizzati nei pressi di Romanisio,antico nome dell’odierna Fossano,
i loro resti mortali furonorinvenuti il 26 gennaio 1427 in un campo attiguo
all’anticachiesa parrocchiale di San Martino. Dal sottosuolo provenìinfatti per
diversi giorni un’arcana melodia, che venne uditadai contadini del vicinato.
Riposti in due preziosi reliquiari, isanti resti furono allora trasferiti nella
Collegiata di SanGiovenale e da allora i due santi vennero invocati come
compatronidella città di Fossano.
Sant’Alvazio
Venerato a Rivalta (TO).
Sant’Amanzio
Venerato a Rivalba Torinese, ove una cappella con affreschi del XIV secolo ne
perpetua la memoria e nella cui chiesa parrocchiale si conservano delle
reliquie.
Sant’Antonino
Venerato a Sant’Antonino di Susa (TO), ove è raffiguratoin veste talare, nonchè
presso Lombardore e Meana, in abiti dalegionario tebeo.
San Barolo
Venerato a Barolo (CN).
San Benetetto
Venerato presso Vistrorio, ove l’urna contenente le sue reliquieviene esposta
durante la Messa la terza domenica d’ottobre,giorno della sua festa.
San Celestino
Nella Chiesa di Santa Marta in San Giorgio Canavese si conservaun’ampolla
contenente grumi del suo sangue. E’ festeggiatola prima domenica di ottobre.
San Cesario
Venerato a Caramagna Piemonte (CN).
San Cosano
Venerato in Val di Susa, in particolare presso Novalesa.
San Costantino
Venerato presso Dronero (CN), quale compagno del più celebreSan Costanzo.
San Crisogono
Venerato presso Saluzzo (CN).
San Damiano
Venerato in Val di Susa, in particolare presso Novalesa.
San Demetrio
Venerato a Caramagna Piemonte (CN).
San Desiderio
Venerato a Caramagna Piemonte (CN).
Sant’Evenzio (Evence)
Venerato presso Cly (AO), è considerato un milite dellaleggione tebea, ma
talvolta anche un pastore o un eremita, sul qualesorsero leggende circa
l’amicizia ed i miracoli che lo legaronoai santi Giuliano e Pantaleone,
anch’essi eremiti fra lemontagne valdostane.
San Felice
La chiesa di San Felice in Borgo Ritania, presso Torre SanGiorgio(CN),
custodisce le reliquie di questo martire, racchiusenella statua dormiente del
martire, che viene portata annualmente inprocessione la prima domenica di
agosto, giorno della sua festa. Unascritta spiega: “Qui giacciono per essere
onorate con preghiera,le ossa benevole del divo Felice, che morì per Cristo”.Il
santo è inoltre venerato presso Colleretto, Frugarolo,Ghislarengo, Monticello
d’Alba e Cinaglio. Relativamente aquest’ultima località, sita in diocesi di
Asti, ilcalendario della Regione Pastorale Piemontese riporta il culto localedi
San Felice in data 12 luglio.
San Gillio (Egidio)
Venerato a San Gillio (TO) e Susa.
San Giorio (Jorio)
Venerato presso San Giorio, in Val di Susa, dove sarebbe statomartirizzato, ed
inoltre presso Mazzè. E’ spesso confusocon il celebre San Giorgio raffigurato
con il drago, a causa dellaquasi omonimia e della festa comune al 23 aprile.
San Giovenale
Venerato ad Andrate, presso cui avrebbe trovato il martirio per manodei soldati
imperiali. Sul luogo dell’eccidio venne innalzatauna cappella campestre, poi
divenuta cimiteriale. Una leggenda vuoleche il santo sia sempre stato
protettore del paese dagli attacchi deilupi, un tempo numerosi nella zona.
Parte delle sue reliquie sonovenerate nella Caattedrale di Ivrea con quelle dei
santi Besso,Tegolo e Sulpizio. Anche in una cappella laterale del duomo
torinesesi venera il martire tebeo San Giovenale.
San Giuliano
Venerato presso Fénis (AO), è considerato un militedella leggione tebea, ma
talvolta anche un pastore o un eremita, sulquale sorsero leggende circa
l’amicizia ed i miracoli che lolegarono ai santi Evenzio e Pantaleone,
anch’essi eremiti fra lemontagne valdostane. Secondo una tradizione locale il
santo avrebbesostenuto dapprima la schiavitù nelle locali miniere ed inseguito
il martirio, precipitato dal monte che da lui prese il nome.Nell’eremo di
Mont-Saint-Julien è dunque festeggiato ilprimo giovedì di maggio. Secondo la
leggenda le reliquie delsanto si troverebbe murate dietro l’altare della
piccolacappella. Non è certo però se si tratti del medesimoSan Giuliano a cui è
dedicata un’antica chiesa vercellesee venerato nella cattedrale dove si
custodisce un reliquiariocontenete una parte del braccio.
Santi Giuliano, Bisuzio, Isidoro e Martiniano
Uccisi a Torino presso la Dora Riparia, sono festeggiati il 28agosto.
Giuliano è venerato a Baldissero Torinese, Fenils (Cesana),Druento, San
Giuliano di Susa, Torino, Val della Torre e Barbania. Inquest’ultima località
se ne conservano le reliquie.
Sant’Isidoro è venerato anche a Saluzzo.
Sant’Ippolito
Venerato a Bardonecchia (TO)
San Longino
Venerato a Caramagna Piemonte (CN).
Santi Mariano e Prospero
Venerati a Mondovì ed i loro corpi sono conservati nellachiesa di San Pietro di
Breo.
San Martino
Venerato a Rivoli.
San Mauro
Venerato a San Mauro Torinese (TO) ed a Caramagna Piemonte (CN),talvolta
confuso con l’omonimo discepolo di San Benedetto. Delsanto in questione,
invece, fu effettuata nel 1821 la ricognizionedelle reliquie alla presenza
dell’arcivescovo torinese. Ancoraoggi esse sono custodite nella chiesa
parrocchiale di Santa Maria diPulcherada in San Mauro Torinese, ove è
festeggiato la terzadomenica di settembre.
San Mombo o Membotto
Patrono di Moiola (CN) in Valle Stura, confuso con un pretebenedettino vissuto
nella Svizzera tedesca nel XII secolo emartirizzato nella cittadina di
Alberschwende il 23 marzo 1120. Untempo era festeggiato la prima domenica di
settembre, ma ultimamentel’ultima di agosto.
Sant’Olimpio
Venerato a Saluzzo (CN).
Sant’Osterio o Asterio
Venerato a Caramagna Piemonte (CN).
San Pancrazio
San Pancrazio, da non confondere con l’omonimo giovane martireromano a cui è
invece dedicato il santuario di Pianezza,è venerato a Villar Dora (TO) e figura
negli affreschi delsantuario di Castelmagno in abiti da legionario tebeo
insieme con SanMagno ed altri compagni.
San Pantaleone
Venerato presso Torgnon (AO), è considerato un milite dellaleggione tebea, ma
talvolta anche un pastore o un eremita, sul qualesorsero leggende circa
l’amicizia ed i miracoli che lo legaronoai santi Evenzio e Giuliano, anch’essi
eremiti fra le montagnevaldostane. Questo santo è spesso confuso con
l’omonimomartire orientale festeggiato come lui al 27 luglio. Nei boschi
neidintorni di Torgnon, sul Colle Saint-Pantaleon, sorge ancora oggi
unacappella a lui dedicata sul luogo dove avrebbe trascorso il suoeremitaggio.
San Pelagio
Venerato in Val di Susa, in particolare presso Novalesa.
San Porciero (Porcier)
Secondo la tradizione da lui trarrebbe il nome il paese valdostano
diChamporcher. E’ ritenuto amico di San Besso, martirizzato nellavicina Valle
Soana.
San Prospero
Patrono di Romano Canavese (TO), nella cui chiesa parrocchiale dei Santi Pietro
e Solutore sono custodite le reliquie. La festa è celebrata la prima domenica
di settembre.
San Restituto
Venerato a Sauze di Cesana (TO), ove gli è dedicata una chiesa in cui egli è
raffigurato come un militare a cavallo e presso la quale se ne celebra la festa
il 29 maggio.
San Quirico
Martirizzato presso Murisengo nel Monferrato, gli è dedicatala torre romanica
di Odolengo. E’ festeggiato l’11marzo.
San Secondo di Pinerolo
Raggiunse il Pinerolese con Valeriano, Maurizio, Giorgio e Tiberio, per trovare
il martirio presso San Secondo di Pinerolo (TO). Non va confuso con l’omonimo
martire tebeo venerato a Salussola, Torino e Ventimiglia.
Santa Serena
Venerata in Val di Susa, in particolare presso Novalesa.
San Sulpizio
Venerato nel Canavese, ove subì il martirio come i santiGiovenale e Tegolo.
San Teodoro
Venerato a Saluzzo (CN) e Vercelli.
San Valerio
Venerato a Casale (AL).
San Vitale
Nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Canavese è custodital’urna contenente
il suo corpo ed accanto l’ampolla delsangue.
San Vittore (Vittorio)
Patrono di Caselle Torinese, Asigliano, Feletto, Borghetto, Canale, Odolengo e
Quagliuzzo.
PREGHIERA a San Maurizio e compagni
O glorioso San Maurizio, che dopo aver edificato i compagni con unacondotta
esemplare di vita, li hai incoraggiati a versare il propriosangue per la
confessione della fede e li hai visti felici di dare lavita per Cristo e per il
Vangelo, ottienici la grazia di testimoniarefino alla effusione del sangue la
nostra fede piuttosto checomprometterci con il male e con il peccato e di saper
soffrire peramore di Cristo.
Gloria al Padre...
O glorioso San Maurizio, che una volta convertito al cristianesimo,diventasti
con la parola e con l’esempio testimone autentico ecoraggioso degli
insegnamenti di Cristo verso i compagni, ottienicila grazia di esprimere la
nostra fede in una chiara testimonianza divita, per essere nel mondo segni
luminosi della verità chesalva.
Gloria al Padre...
O glorioso San Maurizio, che hai ottenuto la grazia di coronare colmartirio la
fede professata nella vita, per cui godi ora la gioia divedere in eterno il tuo
Creatore e Redentore, ottienici la grazia diesercitare costantemente le virtù
cristiane per ricevere comepremio la beata visione di Dio.
Gloria al Padre...
O glorioso San Maurizio, che seguendo il Cristo sulla via della Crocesei
divenuto testimone e maestro di virtù per tanti fratelli,aiutaci a professare
con coraggio la nostra fede e, fedeli alVangelo, a edificare un mondo più
giusto e fraterno.
Gloria al Padre...
O glorioso San Maurizio, che coronasti la tua la tua vita terrena conla palma
del martirio insieme ai tuoi compagni d’arme e di fededella legione tebea,
spargendo il tuo sangue per Nostro SignoreGesù Cristo, e che da allora in poi
prendesti a proteggere lenostre terre subalpine e fosti nel corso dei secoli proclamatoPatrono
Principale degli Stati Sabaudi, vieni in aiuto della nostraItalia; ottieni dal
Cuore Sacratissimo di Gesù, grazieall’intercessione della nostra Madre Celeste
Maria Immacolata,che Essa riviva e riprenda il corso della sua gloriosa storia nellapratica
costante e perfetta della vita cristiana.
Gloria al Padre...
Tratto da: www.santiebeati.it